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Donazione indiretta: che significa

21 agosto 2015


Donazione indiretta: che significa

> Che significa? Pubblicato il 21 agosto 2015



I casi in cui non è necessario l’atto pubblico notarile con i testimoni: la validità della donazione anche verbale, come l’acquisto di un’auto o di un immobile da parte del figlio pagato dai genitori.

Oltre alla donazione “tradizionale” (atto che, per i beni di “non modico valore” richiede la presenza del notaio e di due testimoni, a pena di nullità), la nostra legge conosce anche la possibilità della donazione indiretta.

La donazione indiretta ha come conseguenza la medesima della donazione vera e propria (l’arricchimento del patrimonio del donatario senza che quest’ultimo abbia elargito un corrispettivo a favore del donante), ma questo risultato si realizza in modo indiretto, ossia con l’acquisto, da parte del donante e al posto del donatario, del bene che poi viene direttamente intestato al donatario.

Facciamo un esempio.

Donazione diretta: Tizio regala a Caio del denaro, affinché quest’ultimo acquisti un’automobile; Tizio possiede un’automobile e poi la dona a Caio; Tizio compra un immobile e lo intesta a sé, poi lo cede a Caio a titolo gratuito intestandolo a quest’ultimo.

Donazione indiretta: Tizio e Caio si recano dal concessionario auto: Tizio paga l’auto che viene intestata direttamente a Caio; Tizio paga il costruttore di un immobile affinché questi venda un appartamento direttamente a Caio.

La donazione indiretta viene spesso utilizzata nei rapporti familiari, quando per esempio il padre partecipa alla spesa del figlio per l’acquisto della prima casa o quando gli dona l’automobile al compimento del diciottesimo anno. Si giunge al medesimo risultato che si avrebbe con la donazione pura e semplice, ossia se i genitori comprassero la casa, pagandone il prezzo, e poi la donassero al figlio.

Lo schema della donazione indiretta è certamente più agevole per due ragioni:

  • innanzitutto non è necessario l’atto pubblico notarile, ma addirittura può avvenire anche con accordo verbale;
  • in secondo luogo si finisce per pagare meno tasse, atteso che c’è un solo passaggio di proprietà e non due.

L’Agenzia delle Entrate [1], al fine della loro tassazione, qualifica le donazioni indirette come “quegli atti di disposizione non formalizzati in atti pubblici e come liberalità tra vivi che si caratterizzano per l’assenza di un atto scritto soggetto a registrazione”.

Comprendere se siamo in presenza di una donazione diretta o una donazione indiretta è molto importante in quanto, solo nel secondo caso, non ci si deve recare dal notaio e redigere l’atto pubblico. La conseguenza è che una donazione impropriamente ritenuta “indiretta”, mentre invece è di tipo “classico”, sarebbe nulla per difetto di forma.

Ecco alcuni casi concreti per comprendere quando siamo in presenza di una donazione indiretta e quando, invece, di una donazione pura e semplice.

Esempi di donazione indiretta

  • La rinuncia di una quota di comproprietà di un bene in modo da accrescere la quota di uno degli altri comproprietari [2].
  • Deposito di somme su un conto cointestato se, a fronte di ciò, non viene chiesto nulla in cambio [3].
  • L’acquisto di azioni di una società da parte del padre, intestate direttamente al figlio [4]. Il padre corrisponde il prezzo direttamente al venditore.
  • Il beneficio attribuito in sede di sottoscrizione di una polizza assicurativa [5]. 
  • La cointestazione di buoni postali fatta impiegando di denaro di uno solo dei cointestatari, per spirito di liberalità verso l’altro [6].
  • La vendita di un bene a un prezzo formale e irrisorio (per esempio, a fronte di un valore di 100 euro viene corrisposto solo 1 euro) [7]. 
  • L’accollo da parte del padre del debito che il figlio abbia per aver stipulato un mutuo con una banca [8].

Esempi di donazione diretta

  • Il pagamento (da parte del padre) di una parte del prezzo (dovuto dal figlio) per l’acquisto di un immobile (intestato al figlio) [9].
  • Il padre dona del denaro al figlio, versandolo sul suo conto, e solo successivamente questi lo impiega interamente per l’acquisto di un bene (per es. un immobile) [10].
  • La consegna di denaro mediante assegno o bonifico fatta non per spirito di liberalità [11].

note

[1] Ag. Entrate circolare 30/E.

[2] Cass. sent. n. 3819/2015.

[3] Cass. sent. n. 2149/2014.

[4] Cass. sent. n. 11491/2014.

[5] C. App. Venezia, sent. n. 24/9/2013.

[6] Cass. sent. n. 10991/2013.

[7] Cass. sent. n. 23297/2009.

[8] Cass. sent. n. 7507/2006.

[9] Cass. sent. n. 809/2014.

[10] Cass. sent. n. 18541/2014.

[11] Cass. sent. del 9/5/2005.

Autore immagine: 123rf com

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1 Commento

  1. Mio figlio è proprietario di un negozio x effetto del testamento olografo di mio marito che destinava a lui la proprietà. in fase di successione mio figlio ha firmato una scrittura privata in cui dichiara di volermi dare l’usufrutto di detto immobile vita natural durante. Basta questa scrittura per aver diritto al godimento del bene ? Bisogna registrarlo all’Agenzia del territorio ? Come ci dobbiamo contenere nei confronti del fisco ? Grazie

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