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Anatocismo e tassi usurari: rimborsi dalla banca

23 agosto 2015


Anatocismo e tassi usurari: rimborsi dalla banca

> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 agosto 2015



Il tribunale di Milano accoglie la class action contro gli abusi delle banche: condannata la Fineco per i contratti già stipulati e vincolata per quelli futuri.

 

Anche se non tutti i tribunali sono ancora sulla stessa linea interpretativa (tra i contrari, ad esempio, Torino), c’è chi ha giurato “guerra santa” all’anatocismo bancario e, tra questi, c’è il tribunale di Milano. Il foro meneghino, dopo aver inaugurato la serie di sentenze di condanna nei confronti delle banche per aver, queste ultime, applicato la capitalizzazione trimestrale degli interessi dopo il 1° gennaio 2014, nonostante il divieto contenuto nella legge di stabilità del 2014 (si veda “Anatocismo, il punto della situazione”), va avanti per la sua strada e approva anche la class action contro la Fineco Banca: in via cautelare, difatti, dietro ricorso in via d’urgenza avanzato dall’Associazione Movimento consumatori, all’istituto di credito è stato vietato di adottare qualsiasi ulteriore forma di anatocismo degli interessi passivi.

L’anatocismo – cioè il calcolo degli interessi sugli interessi – dovrà essere quindi disapplicato sia sui contratti in essere sia su quelli stipulati in futuro. Finecobank dovrà peraltro dare pubblicità all’ordinanza del giudice sulla homepage del proprio sito web.

Non solo: la conseguenza più dirompente è che, per chi procederà la causa nel merito, si vedranno spalancate le porte dei rimborsi alle somme già prelevate sino ad oggi illegittimamente (leggi: “Come recuperare gli interessi della banca”). E questo perché, stando alla lettura fornita dal tribunale milanese, il divieto di anatocismo è già efficace da oltre un anno e mezzo (dal 1.01.2014). Risultato: tutte le somme, nel frattempo, prelevate dalle banche a titolo di interessi, ma calcolate non solo sul capitale prestato, ma anche sugli interessi già maturati (sia che il ricalcolo avvenga trimestralmente che annualmente) devono essere restituite ai correntisti.

A Torino, come dicevamo, la stessa questione ha trovato invece sorte sfavorevole con un giudice che, interpretando alla lettera il Testo Unico Bancario (TUB), per come modificato dalla legge di Stabilità del 2014, ha ritenuto che il divieto contenuto nella nuova norma potrà essere operativo solo dopo le delibere attuative del Cicr (Comitato Interministeriale per il Credito e il Risparmio). Sempre, quindi, in via cautelare, il foro piemontese ha rigettato il ricorso dell’Associazione di tutela dei consumatori. Due fori così vicini e così simili, per certi aspetti, si trovano in una posizione interpretativa diametralmente opposta.

A Como, invece, si è preferito sposare la via milanese: il tribunale ha infatti ritenuto efficace da subito il divieto di anatocismo. Con una importante precisazione: il calcolo dell’anatocismo è un comportamento talmente illegale da poter essere rilevato anche d’ufficio dallo stesso giudice, senza bisogno di sollecitazione di parte (leggi: “Anatocismo bancario: anche annuale lo rileva il giudice d’ufficio”). E come Como e Milano, anche il tribunale di Biella è sulla stessa linea d’onda (leggi: “Banche e anatocismo sotto scacco”). Non in ultimo, anche la Cassazione sembrerebbe sposare il medesimo principio, anche se è necessario un chiarimento, a questo punto, a Sezioni Unite (leggi: “Stop anatocismo anche annuale: è Cassazione”).

 

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Autore immagine: 123rf com

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