Pubblica amministrazione: il silenzio assenso in 30 giorni

24 agosto 2015


Pubblica amministrazione: il silenzio assenso in 30 giorni

> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 agosto 2015



Riforma Madia e nuova PA: tempi certi di risposta sulle richieste, pareri e nullaosta tra amministrazione; la nuova autotutela; consulenze per pensionati solo gratuite.

La riforma della P.A., appena varata dalla legge Madia [1], cambia le carte in tavola nei rapporti tra cittadino e amministrazione, in particolare per quanto riguarda il silenzio assenso, che ora diviene la regola generale, e l’autotutela: regole, queste ultime, che entreranno in vigore subito, ossia da venerdì prossimo. Per le ulteriori innovazioni bisognerà attendere i decreti attuativi.

Silenzio assenso

Il nuovo meccanismo del silenzio assenso non riguarda i rapporti tra P.A. e cittadini e, quindi, non si applica alle istanze presentate, ai vari enti, da Tizio o Caio. Esso vale unicamente nell’ambito dei rapporti tra amministrazioni, in tutti quegli scambi di atti e nullaosta che rallentano le carte e allungano, in definitiva, i tempi di risposta al cittadino.

La nuova disciplina, dunque, si applica alle richieste di pareri e nullaosta di qualsiasi tipo (compreso il cosiddetto concerto sui decreti ministeriali), che diventa la regola nel dialogo tra Pa (compresi i gestori di servizi pubblici). In pratica l’amministrazione invia la richiesta di parere all’altro ente pubblico; quest’ultimo, dal ricevimento della richiesta, ha solo 30 giorni per rispondere, diversamente, trascorsa la scadenza, il silenzio viene interpretato come un “sì”. I 30 giorni possono essere interrotti una sola volta, per richieste di integrazioni e per un massimo di altri 30 giorni.

In definitiva, con il silenzio-assenso, introdotto dalla legge del 1990 sulla trasparenza amministrativa [2], la mancata risposta da parte di una pubblica amministrazione a una istanza, parere e nulla osta proveniente da altra pubblica amministrazione, amministrazione pubblica oltre il termine di 30 giorni (90 giorni per le sovrintendenze), viene equiparata dalla legge all’accoglimento della domanda e dunque a un provvedimento tacito di assenso.

Il nuovo silenzio assenso trova una deroga in caso siano coinvolte le cosiddette amministrazioni sensibili (Beni culturali e Salute) e quelle di tutela ambientale, paesaggistica e culturale per le quali il termine di risposta non è di 30, ma di 90 giorni prima di vedere scattare il silenzio assenso (sempre solo tra Pa).

Questa previsione ha suscitato polemiche per il timore che le sovrintendenze non riescano a far fronte alle richieste neanche in tre mesi, con possibilità di degrado dell’ambiente e dei paesaggi.

La nuova autotutela

Tempi certi, finalmente, per la possibilità, riconosciuta ad ogni P.A., di revocare un proprio atto dopo essersi accorta che è illegittimo, sostituendolo con un altro invece legittimo (cosiddetta autotutela).

Se fino ad oggi l’annullamento era possibile entro “un tempo ragionevole” – indicazione normativa di certo generica e che garantiva all’ente ampia discrezione nell’uso di tale potere – oggi invece questa incertezza viene sostituita con una deadline precisa: 18 mesi, e non di più, per l’esercizio dell’autotutela. Spirato questo termine, l’atto si solidifica e non può essere più sostituito dalla stessa amministrazione.

Così, chi per esempio chi avrà chiesto un permesso a costruire, dopo 18 mesi potrà dormire sonni tranquilli poiché l’amministrazione non potrà più, dopo tale scadenza, annullare il permesso già concesso.

Anche questa novità entra in vigore venerdì prossimo e varrà per tutte le amministrazioni pubbliche.

Consulenze gratuite a pensionati

La terza e importante norma, contenuta nella legge Madia, in vigore da subito riguarda il ripristino della possibilità (cancellata nel 2012 [3]), per la P.a., di assegnare incarichi o consulenze a pensionati del settore pubblico o privato, ma con un unico importante vincolo: i contratti dovranno essere solo a titolo gratuito.

note

[1] L. 124/2015.

[2] L. 241/90.

[3] Dl 95/2012.

Autore immagine: 123rf com

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3 Commenti

    1. in italia? … e chi ha detto che deve rispondere? “….. una volta il certificato medico, ….. una volta il giorno di congedo,…..una volta le ferie,……una volta un lutto,…..una volta cambio d’ufficio….., …….ahahahahahahaha

  1. Ho presentato tramite geometra documenti per aprire attività commerciale mi hanno rilasciato scia per inizio lavori il 6 gennaio 2018 e il 22 marzo 2018 ho presentato il fine lavori….risposta non può aprire attività commerciale come da sua richiesta. Posso avvalersi del silenzio assenso?

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