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Lo sai che? Omessa dichiarazione: se c’è la denuncia al commercialista no sanzioni

Lo sai che? Pubblicato il 24 agosto 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 24 agosto 2015

Il contribuente evita le sanzioni da parte dell’Agenzia delle Entrate se ha presentato una querela all’autorità giudiziaria contro il professionista incaricato: la semplice lettera con la diffida è insufficiente.

Per evitare le sanzioni conseguenti all’omessa dichiarazione dei redditi, il contribuente ha una sola via: denunciare il proprio commercialista. È quindi necessario procedere con un formale atto di querela da depositare presso l’autorità giudiziaria e non è sufficiente, invece, la lettera del legale con la diffida inviata al professionista. Lo ha chiarito la Commissione Tributaria Regionale di Roma con una recente sentenza [1].

Viceversa, in assenza di denuncia al giudice competente il contribuente paga le sanzioni per l’omessa dichiarazione da parte del commercialista. Al contribuente, insomma, conviene denunciare chi si occupa della sua contabilità se vuole evitare l’ammenda.

Se il commercialista è irrintracciabile

Nel caso di difficoltà a rintracciare il professionista incaricato della contabilità, non basta al contribuente, a dimostrazione della propria buona fede, appellarsi al “comportamento omissivo” del professionista, risultato irreperibile. Né tanto meno si evita la condanna richiamando le disposizioni della legge del 1995 [2] che “fissa le condizioni alle quali, in presenza di violazioni esclusivamente riferibili alla condotta penalmente rilevante dei professionisti, può disporsi la sospensione della riscossione delle soprattasse e delle pene pecuniarie a carico del contribuente nonché la commutazione del ruolo in capo ai professionisti”.

Già in passato la Cassazione aveva dato il suo chiarimento [3]: “non paga le sanzioni fiscali – si legge nella massima della sentenza della Suprema Corte – il contribuente che non presenta la dichiarazione dei redditi se dimostra le responsabilità del professionista a cui ha affidato la contabilità, denunciandolo all’autorità giudiziaria. Infatti, la norma contenuta nell’articolo unico della del 1995 [3] non osta a che, in sede contenziosa, la punibilità del contribuente presupponga esclusivamente la convincente dimostrazione del fatto che il pagamento del tributo non è stato eseguito per fatto addebitabile esclusivamente al professionista denunciato all’autorità giudiziaria, indipendentemente dalla ricorrenza delle ulteriori condizioni previste dalla medesima legge”.

note

[1] CTR Roma, sent. n. 985/15.

[2] L. n. 423/95.

[3] Cass. sent. n. 25136/09.

Autore immagine: 123rf com


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