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Parte contumace deceduta: appello notificato agli eredi

25 Agosto 2015
Parte contumace deceduta: appello notificato agli eredi

Niente interruzione processuale e notifica ai singoli eredi personalmente nel caso di decesso della parte contumace nel giudizio di primo grado.

 

Se una parte è contumace nel giudizio di primo grado e, nelle more, essa decede, l’eventuale appello va notificato agli eredi, anche se, nel corso del suddetto giudizio, non viene effettuata la dichiarazione di decesso della parte. Se la notifica non è regolare, tutto il giudizio di secondo grado è nullo, così come la relativa sentenza. A chiarirlo è una recente sentenza della Cassazione [1].

Ricordiamo che la notificazione dell’atto d’appello è possibile in forma collettiva e impersonale nell’ultimo domicilio del de cuius solo se non è decorso un anno dalla morte della parte; dopo tale termine va effettuata nei confronti dei singoli eredi personalmente [2].

In caso di morte o perdita di capacità della parte costituita a mezzo di procuratore, l’omessa dichiarazione o notificazione di tale evento ad opera dell’avvocato difensore comporta che quest’ultimo continui a rappresentare il proprio cliente come se l’evento (morte o incapacità) non si fosse mai verificato: in pratica il giudizio continua senza interruzione e l’eventuale sentenza farà stato direttamente nei confronti degli eredi. A costoro, se non avvisati dal professionista, è almeno riconosciuta un’azione di responsabilità nei confronti dell’avvocato che ha omesso l’obbligo di comunicazione circa l’esistenza del giudizio.

Nel caso, però, in cui in giudizio la parte non si sia mai costituita e, quindi, in sua rappresentanza non vi sia neanche alcun difensore, opera il principio secondo cui la notifica della sentenza di primo grado e l’eventuale atto di appello va effettuato necessariamente, sin dall’inizio (e non solo dopo il decorso di un anno) agli eredi personalmente e individualmente: ciò, dunque, indipendentemente sia dal momento in cui il decesso è avvenuto, sia dall’eventuale ignoranza, anche se incolpevole, dell’evento stesso da parte del soccombente.


note

[1] Cass. sent. n. 16555/15.

[2] Art. 330 cod. proc. civ.

Autore immagine: 123rf com


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