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Lo sai che? Pirateria: depenalizzato il download illegale di mp3 su internet

Lo sai che? Pubblicato il 25 agosto 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 25 agosto 2015

Diritto d’autore: file musicali, film, software e videogiochi pirati rimangono nell’ambito del penale, ma non saranno più puniti.

Che sia giusto o meno punire il piccolo smanettone di internet, di fatto, chi copia film e mp3 musicali e poi li condivide sulle piattaforme di filesharing, contribuendo al mercato illegale dei file coperti dal diritto d’autore, non sarà più passibile di alcuna sanzione penale. La condotta, infatti, al centro di numerose polemiche negli ultimi anni – complice l’enforcement sulla tutela del copyright realizzata anche grazie (o meglio, a causa) del nuovo Regolamento anti-Pirateria online dell’Agcom – rientra tra quei reati non più puniti in quanto considerati “fatto tenue” e, per ciò, tra le ipotesi per le quali verrà disposta l’archiviazione automatica del procedimento.

La legge sul diritto d’autore [1] prevede la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 2.582 a euro 15.493 per chiunque, a fini di lucro, duplica, riproduce, trasmette o diffonde in pubblico un’opera protetta dal diritto d’autore (dischi, nastri o supporti simili come gli mp3). Stessa pena per chi abusivamente riproduce, trasmette o diffonde in pubblico, opere o parti di opere letterarie, drammatiche, scientifiche o didattiche, musicali o drammatico-musicali, ovvero multimediali. Ed ancora viene punito chi, pur senza un accordo con il legittimo distributore, ritrasmette o diffonde un servizio criptato ricevuto per mezzo di apparati o parti di apparati atti alla decodificazione di trasmissioni ad accesso condizionato (si pensi al decoder e alla trasmissione delle partite tra amici o tra gli associati a un club privato).

Stessa sorte per chi duplica, per trarne profitto, programmi per elaboratore o (…) distribuisce, vende, detiene a scopo commerciale o imprenditoriale o concede in locazione programmi contenuti in supporti non contrassegnati dalla SIAE.

Dall’altro lato, la riforma del codice penale [3] varata quest’inverno prevede che il reato non venga punito quando il fatto sia di “particolare tenuità”. La legge considera “tenui” quei comportamenti sanzionati con la pena pecuniaria, oppure con una pena detentiva non superiore nel massimo a cinque anni. Nell’elenco dei reati non più puniti, dunque, rientrano a pieno titolo (oltre al doping, all’omissione di soccorso, alle false comunicazioni sociali, all’omessa dichiarazione o alla dichiarazione infedele, ecc.) quelli relativi alle citate disposizioni sul diritto d’autore.

In verità, la riforma non prevede una vera e propria depenalizzazione, ma semplicemente l’archiviazione del reato, fermo restando che il giudicato penale potrà essere utilizzato per la richiesta di risarcimento del danno. Il pirata informatico, pertanto, potrà essere citato in un giudizio civile, da parte del titolare del contenuto copiato, per la condanna all’indennizzo dovuto in questi casi. Insomma, gli effetti patrimoniali del reato non vengono scalfiti. L’archiviazione o il proscioglimento per particolare tenuità del fatto non equivalgono, infatti, ad una assoluzione: quindi producono comunque delle conseguenze negative per l’indagato/imputato come quelle relative alla “macchia” sul casellario giudiziario.

In secondo luogo, il codice penale esclude la nuova causa di non punibilità se il comportamento viene reiterato o se il reo è considerato “abituale”. Questo è uno degli aspetti più problematici della riforma, sul quale i giudici si stanno già esprimendo con interpretazioni differenti. La legge non stabilisce espressamente che la non punibilità per “particolare tenuità del fatto” possa essere concessa solo una volta, ma i giudici saranno certamente molto più severi quando una persona ne abbia già usufruito. Insomma, come dire che dopo il primo “avvertimento” scatta sempre il perdono, per la seconda volta la non punizione è rimessa alla discrezione del giudice, per la terza invece non ci saranno più attenuanti.

note

[1] Art. 171 ter L. n. 633/1941.

[2] Art. 171 bis L. n. 633/1941.

[3] Nuovo art. 131 bis cod. pen.

Autore immagine: 123rf com


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