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Marciapiede davanti all’edificio: chi è il proprietario responsabile?

25 agosto 2015


Marciapiede davanti all’edificio: chi è il proprietario responsabile?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 agosto 2015



Danni e manutenzione del tratto di marciapiedi antistante lo stabile condominiale: nonostante le ordinanze comunali, proprietà e responsabilità restano in capo al Comune.

 

Il marciapiede antistante l’edificio condominiale è, di norma, suolo pubblico e, quindi, di proprietà del Comune, a differenza invece di cortili e spazi interni che appartengono al condominio (salvo che risulti diversamente dal titolo).

Lo si evince dal codice della Strada [1] che definisce chiaramente il concetto di strada pubblica e annovera i marciapiedi nel demanio. Il “marciapiede” – si legge nella norma – è quella parte della strada, esterna alla carreggiata, rialzata o altrimenti delimitata e protetta, destinata ai pedoni. Benché, dunque, il Comune possa emettere ordinanze con cui scarichi sui condomìni l’obbligo di sostenere le spese sulla tenuta e manutenzione della porzione di strada antistante la porta dell’edificio (come, per esempio, spargere il sale durante la stagione invernale), ciò non toglie che la proprietà di tale suolo resta solo in capo all’ente pubblico.

La conseguenza è anche – e soprattutto – in termini di responsabilità per eventuali danni a terzi. Il pedone che cada in una mattonella divelta o in una buca sul marciapiedi dovrà intentare la causa unicamente al Comune e non certo al condominio, il quale risponde solo degli eventi procurati da beni appartenenti alla proprietà comune (si pensi a una tegola del tetto, un calcinaccio della facciata, ecc.). La questione, peraltro, è stata già chiarita dalla giurisprudenza [2].

Pertanto, a prescindere da eventuali ordinanze comunali in senso contrario (che di certo, in quanto fonte del diritto subordinata, non potranno derogare la legge dello Stato e, segnatamente, il codice della strada) il condominio (e il suo amministratore) non avrà mai l’obbligo di effettuare riparazioni o manutenzioni per rendere sicuro o agibile il marciapiedi, né tantomeno potrà essere chiamato a risarcire danni a terzi.

note

[1] Art. 3, n. 33, cod. str. (d.lgs. n. 285/1992).

[2] Trib. Torino sent. del 5.12.2012.

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1 Commento

  1. Non sempre è così. Spesso il marciapiede o anche l’area antistante usata come parcheggio, se non è concessa al Comune dopo la costruzione dell’immobile, resta di proprietà del condominio, che quindi è tenuto a farvi la manutenzione.

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