Evasione: l’Agenzia delle Entrate se la prende coi più piccoli

25 Agosto 2015
Evasione: l’Agenzia delle Entrate se la prende coi più piccoli

I dati confermano che il 90% degli accertamenti fiscali avvengono nei confronti delle piccole e medie imprese.

Quello che, sino ad oggi, è stato solo un sentore, quasi luogo comune nelle discussioni “anti-fisco”, ora è avvalorato da dati statistici: secondo infatti una puntigliosa mappatura appena pubblicata dal Centro Studi Unimpresa (ed effettuata sui dati forniti dalla stessa Agenzia delle Entrate), i controlli fiscali sono “a senso unico”: il fisco “se la prende” solo coi più piccoli, lasciando da parte la grande evasione. Secondo l’indagine, oltre il 90% degli accertamenti operati da Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate riguarda esclusivamente le partite Iva (professionisti, autonomi, artigiani) e le micro-piccole imprese. Le medie aziende, invece, sono toccate dall’occhio delle ispezioni nell’8% dei casi, mentre quelle grandi solo nell’1,7%. In pratica, per farla “in barba” al fisco è meglio crescere che restare piccoli.

I grandi evasori colpiti l’anno scorso sarebbero solo 31 (per quasi 26 milioni di euro ciascuno sottratti all’erario).

Peraltro, ad aggravare i sospetti sull’imparzialità dei controlli, vi è la circostanza che, anche nei confronti del settore più colpito dalle indagini (professionisti, autonomi e partite IVA in generale), gli accertamenti maggiori non hanno riguardato i “grandi” contribuenti, ma solo quelli medio bassi. Difatti ben 45.638 verifiche sono state svolte su chi ha evaso fino a 1.549 euro e 66.457 verifiche per chi ha evaso fino a 25.823 euro; poi, però, i numeri inesorabilmente scendono: solo 38.470 accertamenti (quasi la metà) per chi ha evaso fino a 185.925 euro, 9mila verifiche per chi ha sottratto allo Stato 5,1 milioni di euro, 156 verifiche per le grandi evasioni fino a 25,8 milioni di euro e, infine, solo 7 accertamenti per gli oltre 25,8 milioni di euro.

Insomma, per chi sottrae importi fino a 25 mila euro ci sono ben 66mila possibilità in più di essere “pizzicati” dall’Agenzia delle Entrate rispetto a chi evade oltre 20milioni di euro. È anche vero che i dati devono essere rapportati al numero dei contribuenti ed ai redditi di cui questi dispongono (di certo, i primi sono più numerosi), ma la sproporzione sembra già, a primo acchito, eccessiva.



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