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Mediazione senza obbligo di pagamento preventivo

26 Agosto 2015
Mediazione senza obbligo di pagamento preventivo

Non si può condizionare la mediazione al previo pagamento degli oneri dovuti all’organismo: l’ordinanza del Tribunale di Firenze riapre la questione della gratuità della mediazione.

Si torna a parlare di mediazione obbligatoria per poter poi procedere in causa (cosiddetta “condizione di procedibilità” in giudizio) e di rapporti tra le parti e il compenso dovuto ai mediatori. Se è vero, infatti, che la possibilità di accedere alla tutela giudiziaria (garantita dalla Costituzione [1]) è subordinata al previo incontro personale davanti all’organismo (coi rispettivi avvocati), il mediatore non può subordinare, allo stesso primo incontro, il relativo esperimento della conciliazione al previo pagamento degli oneri spettanti all’organismo. Oneri che, peraltro, non sono dovuti per legge. Lo chiarisce il tribunale di Firenze, espressosi sul punto con una recente e interessante ordinanza [2].

Il giudice toscano ricorda infatti che, in base alla legge attuale [3], nessun compenso è dovuto per l’organismo di mediazione in caso di mancato accordo all’esito del primo incontro. Solo l’eventuale prosieguo dell’attività dà diritto all’organismo di ricevere un compenso per la prestazione svolta.

Pertanto è illegittimo il comportamento dell’Organismo di mediazione che condizioni l’esperimento della mediazione al previo pagamento dei relativi oneri.

In casi del genere, pertanto, non potendosi considerare svolto il tentativo di mediazione non certo per colpa delle parti, a queste ultime il giudice concede un ulteriore termine per proseguire e completare il procedimento di mediazione, eventualmente avvalendosi di un diverso organismo di mediazione.

La vicenda

Nel caso di specie, il tribunale ha preso atto del mancato svolgimento effettivo della mediazione, essendosi il mediatore limitato ad ascoltare le parti ed avvocati presenti senza lo svolgimento di alcun attività mediatoria. Nell’ordinanza in commento viene ribadito che, nel primo incontro, deve svolgersi effettiva attività di mediazione salva la possibilità di redigere verbale negativo in caso di mancato accordo. Tuttavia, nel caso di mancato accordo all’esito del primo incontro, nessun compenso è dovuto per l’organismo di mediazione.

Una cosa è il compenso, un’altra le spese

Attenzione a non confondere. Sebbene non possa chiedere il compenso al primo incontro, l’organismo è autorizzato a chiedere il “rimborso spese” (inizialmente ritenuto illegittimo da una sentenza del Tar Lazio, successivamente ribaltata dal Consiglio di Stato).

Dunque, le spese di avvio sono sempre e comunque dovute sia dalla parte istante sia da quella che vi aderisce. Tali spese comprendono da un lato le “spese vive documentate” e dall’altro le spese generali sostenute dall’organismo di mediazione.

Inoltre, è bene precisare che l’organismo e il mediatore non possono rifiutarsi di svolgere la mediazione quando il suo esperimento è previsto quale condizione di procedibilità della domanda giudiziale ed anche per quella “delegata”, ossia disposta dal giudice durante la causa, in quanto ad essa del tutto assimilabile.


note

[1] Art. 24 Cost.

[2] Trib. Firenze, ord. del 7.05.2015.

[3] Art. 17 co. 5, ter d.lgs. n. 28/2010 e succ. modifiche.

Autore immagine: 123rf com

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