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Lo sai che? Opzione Donna, errori nella pensione per centinaia di euro

Lo sai che? Pubblicato il 26 agosto 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 26 agosto 2015

Segnalazioni provenienti da tutta Italia per gravi errori dell’Inps nel liquidare la pensione con l’Opzione Contributiva Donna.

 

Liquidazione della pensione con “sorpresa” per molte delle lavoratrici che hanno deciso di uscire dal lavoro in anticipo con l’Opzione Donna. Diverse sedi Inps, dalle numerose segnalazioni pervenuteci, calcolano infatti l’assegno di pensione in maniera errata, decurtando ulteriormente i già magri importi spettanti, di per sé penalizzati dal calcolo contributivo. Si va, purtroppo, ben oltre la media del 38% (rilevata da Italia Lavoro)di pensioni sbagliate, e si parla di tagli medi degli assegni mensili da 150 a 300 Euro, con punte anche più alte. Ma procediamo per ordine.

Come funziona l’Opzione Donna

L’Opzione Donna è la possibilità, per le lavoratrici, di usufruire della pensione anticipata con un minimo di 57 anni e 3 mesi d’età (58 e 3 mesi, per le autonome) e 35 anni di contribuzione, previa l’attesa di una finestra, dalla data di maturazione dei requisiti (di 12 mesi per le dipendenti, di 18 per le lavoratrici autonome): tale uscita anticipata è confermata per chi abbia maturato i requisiti entro il 2014, mentre è ancora in forse (ma, in via ufficiosa, pare ugualmente confermata) per chi maturerà i requisiti entro il 31 dicembre 2015; non è improbabile una sua estensione, in via definitiva, anche negli anni a venire, ma con un probabile innalzamento dei requisiti.

Il calcolo della pensione col contributivo

Il collocamento a riposo in anticipo, tuttavia, si paga caro, poiché il calcolo della pensione è effettuato col metodo contributivo. Esso si basa sui contributi accantonati nell’intero arco della vita lavorativa, ed è suddiviso in due quote:

– la quota A si riferisce alle annualità precedenti il 1996, e si basa sulle retribuzioni annue lorde del decennio 1986-1995 (o del triennio 1993-1995, per le dipendenti della PA): da queste retribuzioni, applicando l’aliquota media decennale indicata dall’Inps, si risale alle contribuzioni, che devono essere rivalutate in base alla media quinquennale del PIL, sommate tra di loro e divise per 10 ( o per 3)per ottenere la contribuzione media annua. Tale contribuzione deve essere moltiplicata per le annualità risultanti prima del 1995, per ottenere il montante da utilizzare per il calcolo contributivo;

– la quota B riguarda, invece, gli anni dal 1996 in poi: il montante si ricava dai contributi accantonati, anno per anno, e periodicamente rivalutati in base alla media quinquennale del PIL.

Una volta ottenuti i montanti delle due quote, essi vanno sommati, per ottenere il totale, e moltiplicati per il coefficiente di trasformazione (che varia in base all’età pensionabile), per giungere alla pensione spettante.

 

Gli errori dell’Inps nel calcolo della Pensione

Le segnalazioni di liquidazioni errate degli assegni pervenuteci hanno raggiunto, negli ultimi mesi, livelli di guardia: questo, in parte, può essere spiegato con l’impennata delle domande di pensionamento con Opzione Donna, fortemente aumentate a causa dell’incertezza nella permanenza del regime.

Ma che cosa sbaglia l’Inps? Il più delle volte, ci si ritrova una pensione sbagliata perché le sedi dell’Istituto effettuano un conteggio che non considera, o riduce notevolmente, la Quota A: questa quota, normalmente, non è prevista nel calcolo interamente contributivo, poiché esso, al di fuori dell’Opzione, riguarda chi non ha versamenti precedenti al 1996. Inoltre, spesso le sedi non valutano che, per questa prima quota, debba essere presa a riferimento una media contributiva decennale, o triennale per i dipendenti pubblici, pertanto essa viene calcolata alla stregua della Quota B, anno per anno, penalizzando notevolmente le lavoratrici; quand’anche venga computata la media contributiva, non sono comunque effettuate correttamente le rivalutazioni.

I maggiori problemi, in questo senso, sono riscontrati dalle appartenenti alla gestione Inpdap, pare per inadeguatezza dei software a tali particolarità.

Anche per quanto concerne la Quota B sono stati riscontrati diversi errori di calcolo, riguardanti soprattutto l’applicazione delle rivalutazioni in misura inferiore, oppure l’applicazione di coefficienti relativi non all’età pensionabile, ma all’età di maturazione dei requisiti. Pasticci probabilmente derivanti dai mezzi informatici a disposizione, nonché dalla particolarità dell’Opzione, sinora utilizzata raramente, ma che, di fatto, hanno determinato decurtazioni illegittime, in casi limite pari addirittura a 700 Euro mensili! Più è alta la retribuzione, difatti, più crescono gli errori, e con essi le penalizzazioni.

Non bisogna dimenticare, poi, altre variabili che influiscono negativamente nel calcolo, come il mancato accredito della contribuzione spettante: è bene controllare periodicamente il proprio Estratto Conto Contributivo, e segnalare immediatamente all’Ente ogni mancanza.

 

Come fare ricorso per il calcolo errato della pensione?

Qualora la liquidazione della pensione appaia troppo bassa, è consigliabile rivolgersi ad un professionista in grado di effettuare un calcolo certificato della pensione, come un consulente del lavoro. Se, dai conteggi previdenziali, emerge effettivamente un errore, in prima istanza potrà essere fatto, anche dal professionista stesso (oppure tramite i servizi online dell’Inps, o mediante patronato), un ricorso diretto (amministrativo) all’Istituto contro la liquidazione della pensione.

In caso di rigetto, o di mancata risposta, dovrà allora essere effettuato un ricorso alla Corte dei Conti: il termine di decadenza, a causa di una legge del 2011[1], è ora triennale, e non più di 5 anni, come conferma anche un recente messaggio dell’Inps [2].

note

[1] L.111/2011.

[2] Inps Mess. N. 4774/2014.

Autore immagine: 123rf com


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2 Commenti

  1. buna sera sono un pensionato della polizia penitenziaria (ex inpdap andato appunto in pensione per riforma con 29 anni di servizio più 5 di scivolo siccome mi sono arruolato nel 1984 sono andato con il sistema misto vorrei sapere se devo far controllare i miei conteggi e da chi aggiungo che ho anche la causa di servizio corrispondente alla 7° categoria vi ringrazio per l’aiuto.

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