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Infiltrazioni: se l’appartamento del vicino è disabitato

28 Agosto 2015
Infiltrazioni: se l’appartamento del vicino è disabitato

Condominio, sgocciolamento e macchie di umidità: che succede se l’immobile è vuoto?

 

Per stabilire le cause di una infiltrazione d’acqua nell’appartamento del piano di sotto e, quindi, addebitare o meno la colpa al proprietario dell’immobile sovrastante, il giudice nomina, di norma, un consulente tecnico d’ufficio (anche detto CTU) perché possa eseguire una perizia sui luoghi e relazionare sulle origini e sull’entità del danno. Ma che succede se l’appartamento è vuoto (si pensi al caso di un proprietario irreperibile o residente all’estero o puntualmente assente o che si opponga all’accesso nei propri locali)? In questi casi, secondo una recente sentenza del Giudice di Pace di Perugia [1], in presenza di uno “sgocciolamento” del solaio dovuto a infiltrazioni d’acqua, l’obbligo di risarcire il danno da parte del proprietario dei locali sovrastanti può essere disposto dal giudice anche se il sopralluogo non è stato possibile perché l’appartamento era vuoto.

Il ragionamento che porta ad affermare questo principio è il seguente: il proprietario di un bene (nel caso di specie, l’immobile) è sempre responsabile per tutti i danni da esso conseguenti, salvo che sussista il “caso fortuito” (un fatto imprevedibile e inevitabile). La prova del “caso fortuito” spetta al proprietario, per cui, se questi è inerte e non fornisce tale dimostrazione, sottraendosi ai controlli sui locali, la sua responsabilità risarcitoria è automatica. In tali casi – scrive il giudice – è irrilevante anche l’individuazione della causa concreta del danno per il mancato accesso alla proprietà vicina. La responsabilità rimane dunque in capo al custode dell’immobile (il proprietario) perché è sufficiente il fondato sospetto che l’infiltrazione sia conseguenza di un’anomalia dell’impianto idrico dei piani superiori, sul quale il proprietario ha il dovere di vigilare e di mantenere il controllo, affinché siano evitati danni a terzi.


note

[1] G.d.P. Perugia, sent. n. 316/2015.

Autore immagine: 123rf com


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