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Incidenti stradali: la prescrizione per il risarcimento danni

28 agosto 2015


Incidenti stradali: la prescrizione per il risarcimento danni

> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 agosto 2015



Il termine di prescrizione speciale per il caso di sinistri stradali derivanti dalla circolazione di veicoli: entro quanti anni è possibile chiedere il risarcimento del danno all’assicurazione.

In tema di risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti, la prescrizione è disciplinata dal codice civile ed è di due anni [1]. Lo scopo di tale termine di prescrizione più breve rispetto a quello generale (10 anni) e a quello speciale per “fatti illeciti” (5 anni) serve a garantire – nelle intenzioni del legislatore – una maggiore certezza dei rapporti giuridici intersoggettivi, evitando che l’inerzia del titolare del diritto condizioni arbitrariamente ed a tempo indeterminato la posizione giuridica e patrimoniale dei terzi coinvolti.

Se il fatto è previsto come reato: prescrizione più lunga

Se, tuttavia, il fatto è considerato dalla legge come reato e per il reato è stabilita una prescrizione più lunga, quest’ultima si applica anche all’azione civile di risarcimento.

Qualora, poi, il reato si estingua per causa diversa dalla prescrizione, oppure intervenga una sentenza irrevocabile nel giudizio penale, il diritto al risarcimento del danno da circolazione dei veicoli si prescrive nel termine breve di due anni, “con decorrenza dalla data di estinzione del reato o dalla data in cui la sentenza è divenuta irrevocabile”.

Ai fini del calcolo della prescrizione penale, è necessario avere riguardo al reato contestato nel capo d’imputazione: dunque la regola della prescrizione più lunga rispetto a quella biennale vale anche se il processo penale termina con sentenze di condanna o di assoluzione, purché non si tratti di sentenze che dichiarino l’estinzione del reato per prescrizione [2]. Qualunque diminuzione della pena intervenuta per effetto di determinazioni operate dal giudice nel corso del procedimento – come l’applicazione di circostanze attenuanti ovvero il mutamento del titolo del reato – non spiega effetto alcuno sulla prescrizione. In altri termini, la derubricazione del capo di imputazione eventualmente disposta dal giudice, non comporta – trattandosi di situazione non prevedibile dal danneggiato – l’estensione dalla più breve prescrizione del reato come definitivamente ritenuto nella sentenza al diritto al risarcimento del danno, la cui prescrizione resta invece ancorata a quella prevista in base alla pena edittale stabilita per il reato inizialmente contestato.

La norma del codice civile si riferisce infatti genericamente a tutte le sentenze penali irrevocabili (con esclusione di quelle che dichiarano non doversi procedere per estinzione del reato per prescrizione), facendo decorrere il termine della prescrizione dalla data in cui la sentenza è divenuta irrevocabile. E sono irrevocabili le sentenze pronunziate in giudizio, contro le quali non è ammessa impugnazione (salvo la revisione). Conseguentemente l’irrevocabilità di una sentenza penale non dipende dal contenuto, ma discende solo dal fatto che essa sia stata pronunziata in giudizio e non sia impugnabile, per cui la qualità dell’irrevocabilità delle sentenze penali investe sia quelle di condanna che di proscioglimento.

Nel caso in cui l’illecito civile sia considerato dalla legge come reato, ma il giudizio penale non sia stato promosso, l’eventuale più lunga prescrizione prevista per il reato non trova più applicazione anche all’azione risarcitoria civile [3].

Dunque, nel caso in esame trova applicazione, benché per il reato sia stabilita una prescrizione più lunga di quella civile, la prescrizione di due anni.

La richiesta di risarcimento e l’interruzione della prescrizione

La richiesta di risarcimento inviata preventivamente e per legge all’assicurazione ha natura di atto di messa in mora e come tale interrompe il corso della relativa prescrizione. Essa costituisce condizione di proponibilità dell’azione giudiziale la cui sussistenza può essere rilevata anche d’ufficio.

La ragione della richiesta risarcitoria preventiva è quella di mettere l’assicuratore nelle condizioni di formulare l’offerta, oppure di farsi una sua posizione autonoma in ordine al sinistro (ricostruzione della dinamica e conseguenze da esso derivate) attribuendogli a tal fine un congruo termine.

La legge subordina l‘azione per il risarcimento di danni causati dalla circolazione dei veicoli o dei natanti, al preventivo decorso di sessanta giorni (per danni a cose) o novanta giorni (per danni a persone) da quello in cui il danneggiato ha chiesto all’assicuratore il risarcimento del danno, a mezzo di lettera raccomandata con avviso di ricevimento. In buona sostanza il danneggiato non può intraprendere la causa se prima non ha messo in mora l’assicurazione con tale diffida e dal ricevimento della stessa non sono passati almeno 60 o 90 giorni.

La comunicazione produce al contempo l’effetto della messa in mora e della interruzione della prescrizione relativa all’esercizio del diritto al risarcimento del danno.

In ogni caso, essa produce nei confronti del giudizio, una inderogabile condizione di procedibilità della domanda, rilevabile anche d’ufficio dal giudice di merito.

note

[1] Art. 2947 cod. civ.

[2] Cass. sent. n. 25538/2013.

[3] Cass. S.U. sent. n. 5121/2002.

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PRESCRIZIONE ALLUNGATA

Corte di Cassazione Sezione 3 Civile, Sentenza del 13 dicembre 2010, n. 25126

In tema di risarcimento del danno derivato dalla circolazione stradale, qualora il fatto illecito sia considerato dalla legge come reato e questo sia estinto per una causa diversa dalla prescrizione (nella specie, per morte del reo), il termine di prescrizione è biennale, ai sensi dell’art. 2947 cod. civ., e decorre dalla data in cui il reato si è estinto (nella specie, dalla data della morte del reo) e non già da quella in cui l’estinzione è stata dichiarata o, a maggior ragione, da quella in cui il danneggiato ha avuto notizia della causa di estinzione.

Corte di Cassazione, Sezione 3 civile, Sentenza 07.06.2006, n. 13272

Ai sensi dell’art. 2947, commi primo, secondo e terzo, cod. civ., il diritto al risarcimento del danno derivante da fatto illecito si prescrive in cinque anni, ovvero in due se il danno è prodotto dalla circolazione dei veicoli di ogni specie, ovvero, quando il fatto è considerato dalla legge come reato e per questo è stabilita una prescrizione più lunga, nel momento in cui il reato si estingue per prescrizione. Peraltro, ai fini del computo della prescrizione penale, occorre avere riguardo al reato contestato nel capo d’imputazione, dacché qualunque diminuzione della pena per effetto di determinazioni operate dal giudice nel corso del procedimento – come l’applicazione di circostanze attenuanti ovvero il mutamento del titolo del reato – non importa, trattandosi di situazione non prevedibile del danneggiato, l’estensione della più breve prescrizione del reato come definitivamente ritenuto nella sentenza al diritto al risarcimento del danno.

Corte di Cassazione, Sezione 3 civile, Sentenza 09.06.2004, n. 10967

Il diritto al risarcimento del danno da fatto illecito si prescrive in cinque anni dal giorno in cui il fatto si è verificato, salvo che il fatto non sia considerato dalla legge come reato, nel qual caso si deve aver riguardo alla più lunga prescrizione prevista per il reato, quale risulta dalla contestazione, senza tener conto della diminuzione di pena derivante dall’applicazione di eventuali circostanze attenuanti che non rilevano ai fini civilistici.

Corte di Cassazione, Sezione 3 civile, Sentenza 04.12.1997, n. 12324

Ai fini della più lunga prescrizione per il reato quando questo coincida con l’illecito civile, ai sensi dell’art. 2947 c.c., devesi avere riguardo alla prescrizione prevista per il reato quale risulta dalla contestazione, senza tener conto della diminuzione di pena derivante dall’applicazione di eventuali circostanze attenuanti che non rilevano ai fini civilistici.

Corte di Cassazione, Sezione 3 civile, Sentenza 17.05.1997, n. 4431

Ai fini dell’applicazione dell’art. 2947 comma terzo cod. civ., secondo cui qualora un reato sia estinto per prescrizione anche il diritto al risarcimento del danno si estingue nello stesso termine di prescrizione del reato, deve aversi riguardo per il computo della prescrizione penale al reato contestato nel capo di imputazione, dal momento che qualunque diminuzione della pena per effetto di determinazione operata dal giudice nel corso del procedimento penale (come la concessione di circostanze attenuanti o il mutamento del titolo del reato) per cui il termine di prescrizione venga a ridursi rispetto a quello previsto per il reato contestato, non estende al diritto al risarcimento del danno il più breve termine di prescrizione previsto per il reato ritenuto in sentenza.

Corte di Cassazione, Sezione L civile, Sentenza 24.06.1981, n. 4118

Quando la prescrizione civile si adegua alla prescrizione penale per essere il fatto “considerato dalla legge come reato”, ai fini del termine si deve avere riguardo a quello previsto per il reato nella sua iniziale contestazione, senza tener conto delle diminuzioni della pena edittale che possano derivare dall’applicazione dell’art. 62 bis cod. pen., che è rimessa agli accertamenti compiuti dal giudice e dei quali il danneggiato non può preventivamente conoscere l’esito.

DIFFIDA ALL’ASSICURAZIONE

Corte di Cassazione, Sezione 3 civile, Sentenza 21.04.2006, n. 9362

Ai sensi dell’art. 22 della legge 24.12.1969 n. 990, l’azione per il risarcimento dei danni causati dalla circolazione dei veicoli e dei natanti può essere proposta solo dopo che siano decorsi sessanta giorni da quello in cui il danneggiato abbia chiesto all’assicuratore il risarcimento del danno a mezzo di lettera raccomandata con avviso di ricevimento. Ne consegue che la messa in mora non produce i suoi effetti se non dal sessantesimo giorno, come indicato nell’articolo citato.

Corte di Cassazione, Sezione 3 civile, Sentenza 18.05.2001, n. 6824

In tema di assicurazione obbligatoria della responsabilità derivante dalla circolazione dei veicoli a motore nella disciplina di cui alla legge n. 990 del 1969, l’assicuratore si pone, sin dal momento della richiesta del terzo danneggiato, come parte e protagonista attivo del rapporto e contraddittore diretto e primario per l’accertamento e la quantificazione dell’obbligazione risarcitoria (in un rapporto, cioè, di solidarietà interna con l’assicurato), con la conseguenza che, ai fini dell’interruzione della prescrizione ai sensi dell’art. 1310, primo comma c.c., gli atti interruttivi compiuti dal danneggiato nei confronti del responsabile dell’incidente (tra cui la costituzione in mora e la costituzione di parte civile) esplicano efficacia anche nei confronti dell’assicuratore.

Corte di Cassazione Sezione 3 civile, Sentenza 24.04.2001, n. 6026

La norma contenuta nell’art. 22 della legge n. 990 del 1969, nel subordinare l’esercizio dell’azione risarcitoria alla preventiva richiesta del danno all’assicuratore ed al decorso del termine di sessanta giorni dalla medesima, pone una condizione di proponibilità dell’azione stessa, la cui ricorrenza deve essere riscontrata anche d’ufficio ed in sede di legittimità, salva la preclusione derivante dalla formazione del giudicato per la mancata impugnazione sul punto. Peraltro, la menzionata disposizione non limita l’onere in questione al solo casi di azione diretta contro l’assicuratore ma lo richiede in ogni caso in cui si agisca per il risarcimento danni da incidente stradale da veicoli o natanti ed è, perciò, applicabile anche quando l’azione è diretta contro il responsabile civile e/o l’autore del fatto illecito, pur se non sia stato contemporaneamente convenuto l’assicuratore.

Corte di Cassazione, Sezione 3 civile, Sentenza 16.07.1992, n. 8644

In tema di assicurazione obbligatoria della responsabilità derivante dalla circolazione dei veicoli a motore -nella disciplina di cui alla legge n. 990 del 1969- l’assicuratore si pone, sin dal momento della richiesta del terzo danneggiato, come parte e protagonista attivo del rapporto e contraddittore diretto e primario per l’accertamento e la quantificazione dell’obbligazione risarcitoria ed a tal fine in un rapporto interno di solidarietà con l’assicurato, con la conseguenza che ai fini della interruzione della prescrizione ai sensi dell’art. 1310 e segg. c.c., gli atti interruttivi dell’assicuratore esplicano efficacia anche nei confronti del danneggiante.

 

Corte di Cassazione, Sezione 3 civile, Sentenza 28.05.1991, n. 6014

In materia di responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti la raccomandata, inviata dal danneggiato a norma dell’art. 22 della legge 24 dicembre 1969 n. 990 entro il biennio dal verificarsi dell’incidente, costituendo manifestazione di volontà diretta ad ottenere il soddisfacimento del diritto al risarcimento del danno, ha natura di atto di messa in mora e come tale a termine del quarto comma dell’art. 2943 c.c. ne interrompe il corso della relativa prescrizione, che riprende nuovamente a decorrere soltanto dopo la scadenza del termine di sessanta giorni dalla ricezione della raccomandata data l’improponibilità dell’azione risarcitoria prima del suo decorso.


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3 Commenti

  1. Al pari del processo penale, anche il procedimento per querela di falso, riferito alla falsità del rapporto d’incidente che ha prodotto contravvenzione e che ha legittimato la compagnia assicuratrice a negare il risarcimento, dovrebbe interrompere il termine biennale di prescrizione, almeno fino alla sentenza che dichiara falso il rapporto dei VV.UU. Che ne pensate?

  2. In realtà, la SU del 2008 n. 27337 specifica che la prescrizione più del reato è applicabile all’azione civile indipendentemente dalla proposizione o meno della querela!

  3. Salve la decorrenza della prescrizione a partire dalla sentenza penale vale anche per i decreti di archiviazione che non sono stati impugnati nei 15 giorni successivi?
    Per la interruzione della prescrizione è sufficiente una raccomandata di richiesta di risarcimento senza nessuna quantificazione. Cioè quali sono i dati essenziali che questa lettera deve avere per garantire l’interruzione della prescrizione? Grazie…

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