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Braccialetti elettronici terminati? Non più una scusa per il carcere


> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 agosto 2015



Gli arresti domiciliari sono concedibili anche se non ci sono braccialetti elettronici ancora disponibili. Il Giudice non può più utilizzare questa scusa per applicare la custodia in carcere.

 

Lo scarso numero di braccialetti elettronici disponibili per chi si trova agli arresti domiciliari è stato spesso utilizzato come una facile motivazione per applicare la custodia in carcere anche nei confronti di persone non pericolose socialmente. Adesso questa scusa non basterà più.

Il braccialetto elettronico costa. E costa molto. I dati ufficiali dell’amministrazione penitenziaria parlano di circa 100-120 euro al giorno per ciascun braccialetto.

Le casse dello Stato, quindi, hanno permesso finora di noleggiarne soltanto una manciata. Il numero massimo di braccialetti forniti dalla Telecom è di 2000, ma quelli effettivamente usati sono molto meno: appena 90 nel 2014. Nel 2015 il numero è aumentato di poco, ma è gravemente insufficiente a fronte dell’attuale numero di detenuti in attesa di processo, che ammonta a circa 17000.

Così, quello che era stato annunciato come uno strumento decisivo per evitare l’ingresso in carcere di tante persone ancora prima del processo e della sentenza si è rivelato un privilegio riservato a poche decine di imputati in tutta Italia che sono riusciti ad arrivare per primi.

Per moltissimi altri, infatti, i giudici hanno negato gli arresti domiciliari per carenza di braccialetti elettronici disponibili.

Finora i giudici avevano avuto carta bianca, ma di fronte ai numerosissimi ricorsi presentati la Corte di Cassazione ha finalmente deciso di intervenire.

Con una sentenza depositata lo scorso 25 agosto [1], infatti, i giudici della Cassazione hanno stabilito che il giudice non può decidere di applicare o mantenere la custodia in carcere nei confronti di un imputato per il solo fatto che tutti i braccialetti elettronici disponibili siano utilizzati.

Se il giudice infatti riterrà che un imputato è meritevole di ottenere gli arresti domiciliari con l’installazione del braccialetto elettronico non potrà poi cambiare idea per il solo fatto che non vi sono braccialetti disponibili, ma dovrà comunque applicare i domiciliari senza l’utilizzo del braccialetto.

Da oggi quindi sarà più facile evitare il carcere preventivo, anche per chi ha commesso gravi reati ma non è considerato eccessivamente pericoloso per la società e così, finalmente, il braccialetto elettronico potrà davvero contribuire a svuotare le sovraffollate carceri italiane.

note

[1] Cass. sent n. 35571 del 25.08.2015.

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