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Cosa fare se la bolletta non arriva

29 agosto 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 agosto 2015



La società erogatrice del servizio di fornitura è responsabile del mancato invio delle bollette dei consumi.

 

Mettiamo che, al rientro dalle ferie, hai trovato la fornitura del gas interrotta e il servizio clienti ti ha riferito che risulti moroso di alcune bollette: tali bollette però non ti sono mai state consegnate e così anche alcun sollecito di pagamento. La società del servizio ha invece spedito bollette e avvisi a un indirizzo diverso da quello riportato nel contratto e ogni comunicazione è tornata al mittente con la dicitura “utente sconosciuto all’indirizzo”. Questo breve articolo ti chiarirà se puoi ottenere il rimborso delle spese addebitate per il distacco e per il successivo riallaccio nonché il risarcimento dei danni.

 

Ricordiamo innanzitutto la normativa vigente in materia di fornitura di energia elettrica e di gas.

A partire dall’anno 2007 è stata data attuazione alle disposizioni comunitarie in materia di liberalizzazione dei mercati dell’energia [1].

Questo vuol dire che il cittadino è libero di scegliere, nello stipulare un contratto di fornitura di energia elettrica o di gas, tra il “mercato di maggior tutela” ed il “mercato libero”.

La differenza tra i due mercati riguarda innanzitutto le tariffe dei consumi che nel primo caso sono stabilite ogni tre mesi dall’A.E.E.G. (Autorità per l’energia elettrica ed il gas), mentre nel secondo caso sono concordate dalle parti in base alle offerte proposte dalla società fornitrice del servizio a cui l’utente decide di aderire.

Le opzioni poi in quest’ultimo caso possono essere diverse: si distingue, infatti, tra il prezzo fisso (cioè bloccato per un certo periodo di tempo, di solito almeno un anno), il prezzo indicizzato (cioè con una percentuale di sconto rispetto alla tariffa stabilita dall’A.E.E.G.) ed il prezzo a forfait (cioè una base fissa mensile entro un limite di consumo prestabilito, il superamento del predetto limite comporta il pagamento di una somma ulteriore).

La seconda differenza riguarda l’intervallo di tempo previsto per l’invio delle bollette: nel caso in cui l’utente si avvalga del mercato di tutela le bollette vengono inviate ogni quadrimestre per i consumi fino a 500 metri cubi o ogni trimestre per i consumi da 500 a 5000 metri cubi all’anno; qualora il consumatore opti per il mercato libero, la periodicità di invio delle bollette dovrà essere indicata nel contratto di somministrazione.

 

Nella proposta contrattuale risultano in genere tre elementi importanti: in primo luogo viene indicato chiaramente l’indirizzo del luogo in cui deve avvenire la fornitura del servizio di gas.

In secondo luogo nel contratto viene riportato il recapito telefonico dell’utente quale ulteriore modo di comunicazione tra la società di fornitura ed il cliente.

In ultimo, nel contratto può (ma non necessariamente) risultare disposta l’autorizzazione al pagamento delle bollette mediante addebito sul conto corrente aperto presso un istituto di credito in tal modo consentendo alla società di ottenere i pagamenti autonomamente.

Alla luce di questa necessaria premessa, passiamo a rispondere al quesito e cioè se si può chiedere ed ottenere il rimborso delle spese addebitate per il distacco ed il successivo riattacco del servizio di somministrazione di gas naturale nonché l’indennizzo per i danni arrecati dalla condotta della società.

IL DIRITTO AL RIMBORSO

Quanto al primo quesito, cioè il diritto al rimborso, fermo restando la necessità di un chiarimento sulla motivazione per cui la società non ha prelevato le somme dovute dal conto corrente indicato nella proposta (nell’ipotesi di addebito diretto sul conto), è ravvisabile una responsabilità colposa in capo alla società.

L’ente erogatore del servizio, infatti, è consapevole di inviare le bollette ad un indirizzo sbagliato ed avrebbe dovuto contattare l’utente al fine di ottenere spiegazioni.

In tal senso, l’utente ha il diritto di ottenere sia il rimborso delle somme addebitate a titolo di interessi e di quelle sostenute per il riallaccio del servizio sia il diritto all’indennizzo di € 30,00 previsto dalle condizioni generali di contratto pubblicate sul sito web della società fornitrice in conformità alle delibere dell’A.E.E.G. per il caso in cui la società medesima abbia sospeso la fornitura per morosità nonostante il mancato invio della comunicazione di costituzione in mora [2].

Quanto detto però vale solo nella misura in cui in altra pagina del contratto non sia stato indicato un diverso indirizzo a cui spedire le fatture o purché l’indirizzo fornito non sia stato successivamente abbandonato dall’utente e dalla sua famiglia senza darne comunicazione alla società.

 

IL DIRITTO AL RISARCIMENTO DEL DANNO

Quanto alla possibilità di chiedere una maggior somma di denaro per i danni arrecati alla salute dal comportamento della società erogatrice del servizio, è bene precisare che in tal caso si deve parlare di risarcimento e non di indennizzo.

Affinché possa essere riconosciuto il diritto al risarcimento del danno sono necessari due presupposti: l’illiceità della condotta tenuta dalla società e la prova del danno subito.

Per quanto riguarda l’illiceità della condotta, la richiesta può considerarsi legittima soltanto qualora l’utente abbia autorizzato la società a ricevere i pagamenti direttamente dall’istituto di credito e da un conto ovviamente non in rosso.

In tal senso il comportamento dell’utente sarebbe stato sostenuto dalla buona fede poiché convinto di ottemperare correttamente agli obblighi economici.

Qualora, invece, la domiciliazione presso l’istituto di credito sia stata revocata e l’utente abbia assunto l’obbligo di pagare le bollette al momento del recapito, la condotta del contraente che per un intero anno non riceve bollette e non segnala l’anomalia alla società erogatrice del servizio presenta profili di colpa.

In altre parole il contraente che non segnala alla società il mancato invio delle bollette decide di esporsi al rischio di vedersi tagliato il servizio così integrando un’ipotesi di concorso di colpa.

Per quanto attiene alla prova del danno, è necessario dimostrare che l’interruzione del servizio ha determinato un peggioramento nelle condizioni di salute dell’utente o ha causato uno stato di forte stress psico-fisico.

Preciso che la prova dev’essere fornita mediante certificazione medica che attesti in modo specifico il peggioramento della Sua salute in conseguenza del periodo in cui è rimasto privo di gas naturale.

MODALITÀ PER OTTENERE IL RIMBORSO ED IL RISARCIMENTO DEL DANNO

Ricorrendo i presupposti indicati, al fine di ottenere il rimborso delle spese sostenute per il distacco ed il successivo riattacco della fornitura nonché il risarcimento dell’ulteriore danno patito, si dovrà inviare una lettera di costituzione in mora alla società con l’indicazione specifica delle somme richieste e delle relative voci.

Qualora la società dovesse restare inerte, si potrà avviare una causa innanzi all’autorità giudiziaria competente (giudice di pace o tribunale a seconda del valore della causa) per ottenere le somme dovute.

note

[1] DL 18 Giugno 2007, n. 73, convertito in L. 3 Agosto 2007, n. 125.

[2] Delibera n. 200/99; delibera ARG/elt 04/08.

Autore immagine: 123rf com

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1 Commento

  1. Non perviene la bolletta dellacqua dell’acea ato 5 da circa un anno cosa rischio posso andare all’acea e farmi raetizzare la bolletta

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