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Lavorare all’estero, redditi, tassazione e Aire

30 agosto 2015


Lavorare all’estero, redditi, tassazione e Aire

> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 agosto 2015



Ho accettato un lavoro di breve durata all’estero (nell’Unione Europea): quali sono gli obblighi fiscali che ho in Italia? Devo iscrivermi all’Aire?

La legge [1] stabilisce che, ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), la base imponibile è costituita:

– per i residenti, da tutti i redditi ovunque prodotti (e, quindi, in Italia ed all’estero), in attuazione del principio di tassazione del reddito su base mondiale (“world–wide principle”);

– per i non residenti, solamente dai redditi prodotti nel territorio dello Stato, secondo il principio della territorialità.

Pertanto, un soggetto che è residente in Italia, in quanto iscritto nelle anagrafi della popolazione residente, è tenuto al pagamento delle imposte nel nostro Paese anche per i redditi prodotti all’estero e già probabilmente ivi tassati.

Poiché tale lavoratore non avrà un sostituto di imposta italiano che effettui le ritenute sulla busta paga (così come invece avviene, normalmente, con i lavoratori dipendenti che lavorato nel nostro Paese), egli manterrà l’obbligo di assolvere i propri obblighi fiscali relativi ai redditi percepiti all’estero tramite la presentazione del modello Unico versando le imposte dovute in autoliquidazione.

In merito all’obbligo o meno di iscrizione all’Aire (Anagrafe degli italiani residenti all’estero) [2], è bene ricordare che tale registro contiene i dati:

– dei cittadini che hanno dichiarato spontaneamente di voler risiedere all’estero per un periodo di tempo superiore ai dodici mesi

– o, per i quali, è stata accertata d’Ufficio tale residenza.

I Comuni sono gli unici competenti alla regolare tenuta dell’anagrafe della popolazione, sia di quella residente in Italia che di quella residente all’estero.

Pertanto il lavoratore italiano che vada a vivere all’estero solo per un breve periodo potrà valutare la propria posizione allo scadere dei 12 mesi previsti dalla normativa citata e, all’esito di tale periodo, valutare se iscriversi all’Aire o fare ritorno in Italia.

note

[1] Art. 3 del Dpr 22 dicembre 1986 n. 917.

[2] L. n. 470/1988 con il il relativo regolamento di esecuzione approvato con Dpr n. 323/1989.

Autore immagine: 123rf com

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