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Conducente estraneo al rapporto di assicurazione: i risvolti sull’indennità

31 Agosto 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 31 Agosto 2015



Il conducente di un veicolo estraneo al rapporto di assicurazione non può far valere i diritti riconducibili alla “male gestio” cosiddetta “propria” dell’assicuratore.

 

Quanto è importante optare nel contratto di polizza Rc auto/Rc moto per la guida libera o esclusiva del veicolo? Le conseguenze della scelta incidono non poco sui risvolti connessi al risarcimento del danno, in particolare sulle vicende legate al conducente estraneo al rapporto di assicurazione che intende richiedere il pagamento dell’indennità per i danni derivanti da sinistro stradale.

La differenza principale tra guida libera e guida esclusiva del mezzo sta nel fatto che l’assicurato intestatario di Rca del primo caso, potrà far condurre il mezzo anche a terze persone, senza per questo perdere il diritto al risarcimento del danno in caso di incidente. Chi invece opta per la guida esclusiva (che comporta di solito il pagamento di un premio assicurativo inferiore) non potrà far utilizzare l’auto o la moto ad altri conducenti: la conseguenza in tal caso è la perdita del diritto al risarcimento, se è prevista espressamente nel contratto una clausola di esclusione, o la rivalsa dell’assicurazione sul proprio cliente.

Molte compagnie assicurative inseriscono tra le esclusioni del risarcimento, proprio l’ipotesi in cui il sinistro sia stato provocato da conducenti non indicati nel contratto di polizza. Una sentenza della Corte di Cassazione, inoltre, ha stabilito che il conducente estraneo al rapporto di assicurazione responsabile di un sinistro stradale, ma non anche proprietario del mezzo in quanto estraneo al rapporto contrattuale [1], non è legittimato a far valere i diritti che siano riconducibili alla “mala gestio” cosiddetta “propria” dell’assicuratore, ovvero per non aver eseguito in buona fede, nei confronti del proprio assicurato, l’obbligazione di corrispondere l’indennità in modo da evitare che l’obbligazione risarcitoria aumenti ingiustificatamente a suo pregiudizio [2].

In sostanza, il terzo non contemplato tra i conducenti del contratto Rca che si rende responsabile di un incidente, non può esercitare alcun diritto inerente in contratto stesso, in particolare quello relativo all’indennità. Tuttavia, sempre la Corte di Cassazione, ha affermato anche le clausole di guida esclusiva contenute nelle polizza Rc auto ed Rc moto, violerebbero il diritto inviolabile alla salute.

note

[1] Art. 1917 cod.civ.

[2] Cass. sent. n. 6291/13

[3] Cass. sent. n. 19963/2015.

Autore immagine: 123rf com


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2 Commenti

  1. Gentile Avvocato,

    Direi piuttosto “la perdita del diritto all’indennizzo”, non al risarcimento, come da evidenziato nel testo dell’articolo.

  2. come viene risarcito cointestatario rca in caso di infortunio con auto parcheggiata male che in retromarcia causa grave infortunio
    grazie granai

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