Pensione anticipata, la Fornero vuole cambiare la Legge Fornero

31 agosto 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 31 agosto 2015



Nuova proposta di modifica della Riforma Fornero, proveniente dallo stesso ex Ministro, che prevede un’uscita anticipata con decurtazione del 3% annuo.

Che il Decreto Salva Italia [1], meglio conosciuto come Riforma Fornero, sia da modificare quanto prima, in merito ai requisiti per l’accesso alla pensione, lo dicono da tempo diversi esponenti del mondo della politica e dell’economia, non ultimi i componenti della Commissione Lavoro, che hanno presentato diverse proposte di revisione della materia; ma che addirittura fosse la stessa Fornero, ideatrice della Riforma, ad affermare che la legge vada cambiata, non se lo aspettava nessuno.

Eppure è così: la Fornero ha fatto pubblicamente marcia indietro. Il dietrofront, però, non è dovuto alle proteste di esodati, disoccupati e pensionati, ma sarebbe frutto di un’analisi economica della situazione attuale, in merito alle casse previdenziali. In pratica, secondo quanto l’ex Ministro ha spiegato all’Ansa, non sussiste più l’emergenza del 2011, che aveva determinato l’entrata in vigore della normativa previdenziale attuale, eccessivamente rigida, sia dal punto di vista dei requisiti per il collocamento a riposo, che dal punto di vista economico, col calcolo contributivo per tutti dal 2012.

Quindi, a parere della Fornero, sarebbe possibile anticipare l’uscita dal lavoro di qualche anno, rispetto a quanto previsto dall’ attuale pensione anticipata e di vecchiaia, attenuando i severi parametri d’età del Salva Italia.

Al 2015, infatti, per la pensione di vecchiaia sono necessari 20 anni di contributi e 66 anni e 3 mesi d’età per tutti i dipendenti pubblici e per i lavoratori privati, 63 anni e 9 mesi per le lavoratrici del settore privato; per gli autonomi, i limiti d’età sono 66 anni e 9 mesi per gli uomini, 64 e 9 mesi per le donne. Per la pensione anticipata, gli anni di contributi che consentono il collocamento a riposo sono 42 e 6 mesi, per gli uomini, e 41 e 6 mesi per le donne. Tutti questi parametri aumenteranno, poi, di 4 mesi nel 2016.

Questo, a meno che non si provveda a una nuova riforma pensionistica, magari contenuta nella stessa Legge di Stabilità 2016. Per tornare a quanto suggerito dalla Fornero sull’argomento, per poter sostenere economicamente l’anticipo della pensione, non sarebbe necessario, come afferma Boeri (il presidente dell’Inps) erogare un assegno calcolato col solo metodo contributivo, eccessivamente penalizzante, ma basterebbe una decurtazione del 3% o 3,5% per ogni anno di anticipo; la penalizzazione, poi, andrebbe ridotta per i lavoratori precoci, gli addetti a lavori usuranti, e gli appartenenti ad altre categorie particolari.

Insomma, una proiezione abbastanza positiva, i cui costi pubblici potrebbero essere contenuti dall’applicazione di un contributo di solidarietà sulle pensioni più alte. Certamente, una proposta più vantaggiosa, rispetto a quella dell’estensione dell’Opzione Donna a tutti i soggetti, il cui calcolo interamente contributivo, come appena detto, comporterebbe un elevato taglio dell’assegno.

A proposito dell’Opzione Donna, parrebbe comunque confermata la sua estensione a chi matura i requisiti previsti (57 anni e 3 mesi d’età per le dipendenti, 58 e 3 mesi per le autonome, entrambe con 35 anni di contributi) entro il 31 dicembre 2015: l’ok definitivo dovrebbe arrivare entro settembre, comunque non più tardi della prima metà di ottobre.

Non sono però tantissime le aderenti a tale regime, in parte a causa di un’ampia campagna disincentivante nei confronti dell’Opzione, perpetrata dall’Inps e da alcuni patronati, che prospetta penalizzazioni ancora più eccessive di quelle reali determinate dal contributivo, in parte a causa dall’operato dello stesso Istituto: diverse sedi, infatti, liquidano le pensioni in misura minore a quanto spettante, poiché non tengono conto di alcune importanti particolarità nel calcolo. Data l’alta percentuale di errore, non è improbabile una prossima class action, ma, nell’attesa, si consiglia, per chi volesse aderire all’Opzione Donna, di far effettuare uno studio previdenziale da un professionista certificato, come un consulente del lavoro.

L’Opzione, ad ogni modo, non è l’unica “scappatoia” alla Legge Fornero utilizzabile: restano in vigore diverse eccezioni, anche se riferite a categorie limitate, come il Salvacondotto per i nati nel 51 e nel 52.

Infine, entro ottobre 2015, dovrebbe essere approvata la Settima Salvaguardia, che consentirebbe il pensionamento con le regole precedenti alla Riforma ai lavoratori esodati e ad alcune categorie di disoccupati.

note

[1] D.L. 201/2011.


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2 Commenti

  1. Ho maturato contributi coldiretti con la legge dei 15 anni prima del 1992………..quando vado in pensione…?

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