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Lo sai che? Equitalia non ha più bisogno di revocatoria

Lo sai che? Pubblicato il 31 agosto 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 31 agosto 2015

Il nuovo super potere di Equitalia per riscuotere le cartelle esattoriali non pagate e pignorare gli immobili anche una volta che siano ormai usciti fuori dal patrimonio del contribuente-debitore.

Brutte notizie per chi ha debiti con Equitalia e sta pensando di proteggere i propri immobili da eventuali pignoramenti: la nuova riforma della giustizia [1], che ha modificato il codice civile in materia di azione revocatoria [2], si applica anche per il caso di cartelle esattoriali notificate da Equitalia. In pratica, con la norma appena convertita in legge dal Parlamento, il creditore –compreso l’Agente per la riscossione – può procedere a pignorare gli immobili del debitore anche se, nel frattempo, sono stati donati a terzi o “protetti” attraverso i consueti scudi quali il fondo patrimoniale o il trust.

È vero, lo poteva fare anche ieri, ma con una profonda differenza. Se, in passato, prima di poter esercitare tale potere, il creditore doveva attivare una causa lunga e dall’esito tutt’altro che certo – la cosiddetta azione revocatoria – avendo peraltro un onere della prova non sempre agevole (dimostrare al giudice, cioè, la consapevolezza del debitore di arrecare un danno alle ragioni del creditore, non avendo altri beni da aggredire), oggi invece questo passaggio è stato cancellato. Risultato: Equitalia potrebbe prendersi la casa donata dal padre al figlio o dal marito alla moglie o che la coppia ha voluto proteggere nel fondo patrimoniale, senza alcuna causa preventiva.

Con la conseguenza che l’espropriazione si potrà estendere anche al terzo, nuovo titolare dell’immobile. Tanto per fare un esempio, presumendo che Tizio, titolare di due case, doni una delle due al figlio Caio, affinché questi non debba, un giorno, pagare le imposte di successione e, nello stesso tempo, possa utilizzarla come propria residenza, Equitalia potrebbe ugualmente andare a colpire Caio, notificandogli direttamente il pignoramento, senza prima dover agire in giudizio né contro quest’ultimo, né contro Tizio con l’azione revocatoria.

L’unica condizione affinché Equitalia possa esercitare questo nuovissimo potere è che essa trascriva il pignoramento (che sta per eseguire sull’immobile) nei pubblici registri immobiliari entro un anno dalla data in cui l’atto pregiudizievole (cioè l’atto di donazione o di costituzione del fondo patrimoniale, del trust o di qualsiasi altro vincolo di destinazione) sia stato a sua volta trascritto.

Facciamo un secondo esempio, per comprendere meglio.

1 febbraio 2015 – Equitalia notifica una cartella esattoriale a Tizio

2 febbraio 2015 – Tizio si reca dal notaio e dona la propria casa a Caio, suo figlio. La donazione viene trascritta qualche giorno dopo nei registri immobiliari.

Equitalia può pignorare l’immobile già intestato a Caio a condizione che, entro il 1 febbraio 2016, trascriva il proprio pignoramento nei pubblici registri immobiliari. Così, anche se il pignoramento di Equitalia viene trascritto il 30 dicembre 2015, Caio potrà essere oggetto dell’esecuzione forzata immobiliare da parte dell’Agente della Riscossione.

E se, al posto di una donazione, viene effettuata una vendita?

Bisogna stare attenti perché, in questi casi, la forma dell’atto non conta quanto invece la sostanza. In poche parole, se il bene viene venduto a un prezzo notevolmente inferiore rispetto al prezzo di mercato, evidenziando così l’intento simulatorio delle parti, il giudice potrebbe ritenere che si sia in presenza comunque di una donazione. Si pensi al caso in cui Tizio venda fittiziamente il bene a Caio e poi questi trovi comunque il modo per restituire la somma al venditore. Peraltro, la vendita presenta il duplice problema del pagamento delle imposte e, soprattutto, della necessità del materiale trasferimento del denaro da un conto corrente a un altro.

La revocatoria ordinaria

Se passa un anno dall’atto di donazione senza che Equitalia abbia iscritto il pignoramento, restano in vita le precedenti regole: l’immobile resta soggetto comunque ad azione revocatoria. Equitalia potrà cioè agire in giudizio nei confronti del donante e dimostrare che questi, con il proprio spoglio dei beni, ha inteso privare i creditori delle garanzie necessarie a recuperare il credito. Dopo cinque anni, tuttavia, l’azione revocatoria non può essere più esperita e allora il donatario potrà dirsi davvero al sicuro da qualsiasi richiesta di restituzione del bene.

Il fondo patrimoniale

Gli esempi appena descritti si riferiscono alla donazione, ma lo stesso discorso può essere fatto con riferimento al fondo patrimoniale. Come confermato dalla Cassazione [3], la costituzione di un fondo patrimoniale è atto a titolo gratuito e pertanto, Equitalia potrà iscrivere ipoteca anche senza promuovere l’azione revocatoria. A condizione, anche in questo caso, che il pignoramento sia eseguito entro un anno dalla trascrizione dell’atto di disposizione.

note

[1] Dl n. 83/2015

[2] Art. 2929 bis cod. civ.

[3] Cass. ord. n. 3738/2015.

Autore immagine: 123rf com


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1 Commento

  1. buongiorno sono separato dal 2010 o ceduto il 50xceto del immobile allaex nel 2011 senza aver ricevuto denaro io sono indebitato col fisco eravamo in comunione di beni chiedo,,,,possono revocarmi la vendita grazie attendo una vostra mi auguro positiva risposta

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