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Polizza mista o pura? La detrazione cambia

21 giugno 2016 | Autore:


> Business Pubblicato il 21 giugno 2016



Quando una polizza vita è “pura” si ha una detrazione differente rispetto alla polizza di tipo “misto”, ma conosci la differenza tra le due? Ecco i dettagli. 

Il regime fiscale per i capitali erogati per le polizze vita cambia a seconda della tipologia di polizza. La modifica nel regime fiscale è stata introdotta dalla Legge di Stabilità 2015 [1], si applica dunque ai redditi percepiti dallo scorso anno (dal 1 gennaio 2015), a prescindere dal momento in cui è avvenuto i decesso dell’assicurato.

Dallo scorso anno dunque, e per la dichiarazione dei redditi in via di presentazione per il 2016 (redditi percepiti nel 2015) si distinguono ai fini fiscali due tipologie di polizza:

  • le polizze a rischiopuro” o “polizze pure
  • le polizze a rischiomisto” o appunto “polizze miste

Vediamo la differenza tra le due.

Qual è la differenza tra polizza a rischio puro e polizza a rischio misto?

La differenza tra “polizza vita pura” e “polizza vita mista” è abbastanza semplice da individuare da un punto di vista contrattuale.

Si parla di Polizza a “rischio puro” quando il contratto prevede che i premi siano finalizzati interamente alla copertura del rischio;

si parla invece di Polizza a “rischio misto” quando il contratto prevede che il totale del capitale che verrà corrisposto in caso di morte dell’assicurato o all’estinzione della polizza, non sia solo legato alla copertura del rischio di morte appunto, ma sia anche legato ad una componente di investimento che comporti un rischio di tipo finanziario (dunque una componente legata ai mercati e non legata solo alla morte dell’assicurato)

Qual è il regime fiscale per le polizze a rischio misto e le polizze a rischio puro?

Come abbiamo accennato il regime fiscale per i capitali erogati in dipendenza dalla polizza vita cambia in ragione del tipo di polizza:

  • nel caso delle polizze a rischio puro, si applica la totale esenzione dall’IRPEF di quanto corrisposto ai beneficiari;
  • nel caso di polizza a rischio “misto”, invece, è esente dall’IRPEF il capitale erogato a copertura del “rischio”, mentre la parte restante della prestazione corrisposta è imponibile in capo ai beneficiari.

Nel caso di polizza “mista” il reddito imponibile:

  • è da considerasi un reddito di capitale [2],
  • è determinato in base alla normativa che prevede che “i capitali corrisposti in dipendenza di contratti di assicurazione sulla vita e di capitalizzazione costituiscono reddito per la parte corrispondente alla differenza tra l’ammontare percepito e quello dei premi pagati[3].

Questa limitazione si applica ai proventi percepiti dal 1° gennaio 2015, anche se la  morte dell’assicurato sia avvenuta prima di tale data.

note

[1] L.190/2014 (Legge di stabilità 2015), c.658 e 659, che ha modificato il DPR 601/73, art. 34, c. 5.

[2] TUIR, DPR 917/86, art. 44, c. 1., lett. g-quater.

[3] TUIR, DPR 917/86, art. 45, c.4.

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