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Novità sui termini di impugnazione dopo la sospensione feriale abbreviata

31 agosto 2015


Novità sui termini di impugnazione dopo la sospensione feriale abbreviata

> Diritto e Fisco Pubblicato il 31 agosto 2015



Diritti e doveri del contribuente che abbia ricevuto una cartella di Equitalia, un preavviso di fermo, di ipoteca o una multa: ecco i termini per impugnare dopo la pausa estiva.

 

Se nel periodo in cui eri fuori per le ferie hai ricevuto una multa, una cartella esattoriale di Equitalia, un preavviso di fermo o di ipoteca, da domani iniziano a decorrere i termini per impugnare. Questo infatti è il primo anno in cui la sospensione dei termini giudiziari finisce il 31 agosto e non il 15 settembre come in passato.

Per cui, sia che tu abbia ricevuto l’atto direttamente dalle mani del postino nel mese di agosto, sia che, in tua assenza, il plico sia stato depositato presso la Casa Comunale, il calcolo dei termini per il ricorso non è ancora iniziato a decorrere, ma inizierà da domani.

Nel caso, però, di deposito presso la Casa Comunale, i termini potrebbero decorrere anche successivamente al 1° settembre. E questo perché, in tali casi, l’atto si considera notificato dopo 10 giorni dal ricevimento, da parte del destinatario, della raccomandata (o dell’avviso di raccomandata) con cui lo si informa del deposito in Comune.

 

Per esempio, se il postino ha tentato di notificare una cartella il 20 agosto e, non trovando il destinatario, gli ha inviato, il 26 agosto, la seconda raccomandata con cui gli comunica il deposito del plico presso la Casa Comunale, i termini inizieranno a decorrere dal 5 settembre (26 agosto + 10 giorni).

Se, invece, la notifica è avvenuta negli ultimi giorni di luglio, il termine è iniziato a decorre da tale data, ma è rimasto sospeso a partire dal 1° agosto. Per esempio: per una multa (la cui opposizione deve intervenire entro 30 giorni) notificata il 15 luglio, il termine per impugnare scade il 14 settembre (16 giorni di luglio + 14 di settembre).

I termini per impugnare

Per le multe, il termine per impugnare l’atto è di 30 giorni dalla notifica. Nel caso di multe lasciate sul tergicristallo, si considera la successiva data in cui la stessa viene spedita a casa del conducente e non il giorno in cui il vigile ha lasciato il verbale sul parabrezza.

Il preavviso di fermo ed ipoteca per crediti tributari sono impugnabili in Commissione Tributaria entro 60 giorni dalla notifica, per vizi di merito o di forma.

Le cartelle esattoriali si impugnano anch’esse entro 60 giorni dalla notifica. I giorni diventano però 40 se si tratta di contributi previdenziali.
L’opposizione all’esecuzione non è ammessa, fatta eccezione per la pignorabilità dei beni. In questo caso, va proposta al tribunale. Non sono ammesse le opposizioni agli atti esecutivi su regolarità formale e notifica del titolo esecutivo. Le altre sono ammesse. L’opposizione agli atti esecutivi, se ammessa, va proposta al giudice dell’esecuzione presso il tribunale entro 20 giorni dal compimento dell’atto o dalla sua notifica.

Il giudice competente

Attenzione perché questa estate sono cambiate anche le regole sulla competenza a impugnare i seguenti atti di Equitalia:

preavviso di fermo

preavviso di ipoteca.

È infatti intervenuta una importante sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione [1] che ha definito le linee guida sulla giurisdizione e competenza per questi casi (leggi “Fermo e ipoteca di Equitalia: il giudice a cui presentare ricorso”). In particolare si è stabilito che (contrariamente a quanto si riteneva in passato) non bisogna proporre opposizione all’esecuzione innanzi al Tribunale (giudice dell’esecuzione) bensì:

– per i crediti di natura fiscale (si pensi alla cartella per mancato pagamento dell’Irpef e Iva) la competenza è della commissione tributaria provinciale;

– per i crediti derivanti da contravvenzioni stradali, la competenza è del giudice di pace se l’ammontare non supera 20.000 euro;

– per i crediti derivanti da contravvenzioni stradali di valore superiore a 20.000 euro, la competenza è del tribunale;

– per i crediti derivanti da contributi previdenziali la competenza è del tribunale ordinario, sezione lavoro e previdenza.

Tutela stragiudiziale

In ogni caso il contribuente può sempre presentare un ricorso in autotutela anche se i termini per l’impugnazione sono scaduti. L’autotutela però non sospende né l’esecutività dell’atto di Equitalia o della contravvenzione, né tantomeno i termini per impugnare. Pertanto è sempre meglio avviare anche la pratica per il ricorso giudiziale in modo da non lasciarsi scadere i termini e poi doversi confrontare con l’eventuale diniego dell’ente.

 

Solo nel caso di cartelle di Equitalia palesemente viziate, il contribuente potrebbe anche valersi della possibilità concessagli dalla legge di stabilità del 2013 [2], anche soprannominata “decreto cartelle pazze”. In particolare, entro 90 giorni dalla notifica del preavviso di fermo o di ipoteca, può presentare un’istanza all’agente della riscossione con cui documentare che gli atti emessi prima della formazione del ruolo o la successiva cartella di pagamento o l’avviso per i quali si procede si sono prescritti, è intervenuta decadenza, sono stati interessati da uno sgravio o da un pagamento già effettuato o da qualsiasi altra causa di non esigibilità del credito.

L’inerzia dell’ente creditore entro 220 giorni dall’istanza si considera come silenzio-assenso.

A differenza dell’autotutela, questo procedimento comporta la sospensione immediata dell’esecutività della cartella di Equitalia.

note

[1] Cass. sent. n. 15354/2015.

[2] Art. 1, commi da 537 a 543 della legge 228/2012, norma, questa, che sarà destinata a subire modifiche con l’attuazione della delega fiscale per come emerge dallo schema di Dlgs in materia di riscossione.

Autore immagine: 123rf com

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