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Mutui: rate meno care, banche permettendo

31 agosto 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 31 agosto 2015



Scendono i tassi di interesse e anche le rate dei mutui, benché le banche corrano ai ripari con nuovi contratti per limitare le perdite.

Crollano i tassi di interesse. Il fenomeno non è nuovo, ma stupisce il perdurare di un’anomalia che mai era accaduta dall’entrata in vigore dell’euro: il riferimento è all’Euribor, tecnicamente il costo del denaro delle transazioni fra banche. Più prosaicamente, rappresenta l’indice di riferimento dei mutui a tasso variabile (i più diffusi in Italia, il 67% del totale). Da quasi un anno è stabilmente con un valore sottozero, riducendo in questo modo la somma da pagare delle rate.

Il prestito bancario concesso da un istituto di credito ha un costo formato dall’Euribor – solitamente riferito a un mese o a tre mesi – maggiorato dello spread bancario. Fisso quest’ultimo valore, l’importo varia in funzione del valore del tasso interbancario. Si paga di più quando sale, si risparmia quando scende.

Sui motivi di un valore così basso, e di questa tendenza, influiscono diversi fattori: la crisi economica, il valore quasi allo zero dell’inflazione – risultato del crollo dei costi delle materie prime e della debolezza della domanda -, le mosse della Banca centrale europea che ha portato i tassi di riferimento ai minimi storici.

Sicuramente tra gli effetti della crisi, quello sui mutui rappresenta un dato positivo, a patto di verificare con attenzione la tipologia di contratto che è stata stipulata.

Infatti alcuni contratti prevedono che il limite minimo dell’Euribor considerato sia zero. Di conseguenza i ribassi, oltre questa soglia, sono annullati. Non solo. Questa prassi si sta diffondendo anche per i nuovi contratti. Una scelta delle banche dettata da due ragioni: la previsione di una lunga durata per i mini-tassi e la possibilità di vedersi ridurre i guadagni in maniera consistente. Ovviamente a tutto danno dei contraenti. Calcolatrice alla mano, un mutuo variabile da 100mila euro, distribuito su 20 anni, con Euribor allo – 0,1% e un tasso bancario dello 1,5%, porta un risparmio sui 120 euro all’anno. Non poco.

La mossa difensiva delle banche non piace e sta suscitando diverse proteste. Le associazioni dei consumatori stanno verificando se esistono strumenti legali per impedire che siano proposti contratti di questo genere.

Sempre dal fronte prestiti bancari, va segnalato che l’Associazione bancaria italiana (Abi) ha reso noto il grande successo del Fondo di garanzia acquisto prima casa [1]. Secondo le stime dell’Abi, da febbraio a luglio sono stati concessi 80 milioni di nuovi mutui, mentre altri 88 sono in fase di erogazione.

Il Fondo garantisce sull’erogazione di mutui fino al 100% del valore della casa.

Lo strumento si rivolge ai giovani fino ai 35 anni con lavori a tempo determinato, alle giovani coppie e ai genitori single a cui normalmente viene negata la possibilità di accedere a un mutuo. In pratica gli istituti di credito si impegnano a non richiedere ai mutuatari garanzie aggiuntive non assicurative, oltre all’ipoteca sull’immobile.

note

[1] Art. 1, comma 48, lettera C, legge n. 147/2013


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