Diritto e Fisco | Articoli

Condominio: di chi sono le pertinenze tra un piano e l’altro?

1 settembre 2015


Condominio: di chi sono le pertinenze tra un piano e l’altro?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 settembre 2015



Pertinenze, intercapedine o vano tecnico: la soluzione sulle eventuali infiltrazioni e sull’inserimento di tubi sotto il massetto del piano di sopra e il soffitto del piano di sotto.

 

A chi appartiene lo spazio dell’edificio che separa un piano e l’altro, comunemente detto “intercapedine” (o anche “vano tecnico”)? Il problema è tutt’altro di poco conto come ben saprà chi ha avuto problemi di infiltrazioni e di posizionamento di tubi. Perché è anche sulla scorta di tale determinazione che si stabilisce chi dei condomini abbia la responsabilità per i danni procurati all’appartamento sottostante ed, eventualmente, l’obbligo di ripristino. Se n’è occupata di recente la Cassazione [1] secondo la quale, per stabilire a chi appartiene l’intercapedine tra una proprietà e l’altra è necessario, anzitutto, fare riferimento dell’atto di trasferimento della proprietà dell’unità immobiliare, poi al regolamento di condominio e, infine, all’utilità che un condomino può trarre dalla stessa, in base alla sua destinazione strutturale o funzionale. Vediamo meglio cosa significa.

La vicenda

Un condomino aveva citato il vicino del piano di sopra, accusato di aver collocato, sotto il massetto del proprio appartamento, ossia nell’intercapedine con il soffitto dell’immobile sottostante, una serie di tubature di scarico, di cui chiedeva appunto la rimozione.

Il criterio della maggiore utilità

Secondo i giudici, il condomino che voglia mantenere i tubi nell’intercapedine deve dimostrare di essere proprietario della stessa o che sia titolare su di essa di una servitù. Tale prova dovrà essere fornita o attraverso la lettura del contratto di acquisto dell’immobile o dal regolamento di condominio. In assenza di alcuna determinazione a riguardo, la proprietà viene stabilita sulla base del criterio della “maggiore utilità”: il vano tecnico, cioè, apparterrà a chi, dei due condomini, trae maggiore beneficio da tale spazio “cuscinetto”.

Nel caso di specie, secondo la perizia affidata dal giudice, l’intercapedine aveva la funzione di isolare e proteggere l’appartamento collocato al piano di sotto; pertanto essa apparteneva al proprietario di quest’ultimo perché ne traeva il maggior beneficio.

La ragione di tale costruzione giuridica risiede nella natura stessa del concetto di “pertinenza”, quale appunto deve considerarsi l’intercapedine. Il codice civile [2], difatti, stabilisce che la pertinenza è una cosa accessoria, asservita funzionalmente ed in maniera durevole all’utilità o ad ornamento di un’altra cosa principale.

note

[1] Cass. sent. n. 13295/2015.

[2] Art. 817 cod. civ.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI