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Lo sai che? Finanziaria, rate non dovute e cessione del quinto: ricorso all’ABF

Lo sai che? Pubblicato il 5 settembre 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 5 settembre 2015

Come fare ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario per la restituzione di addebiti non dovuti.

 

Estinguere un finanziamento in anticipo, rispetto alla scadenza prevista, spesso comporta dei problemi, dovuti, nella maggioranza dei casi, all’organizzazione della finanziaria che ha erogato il prestito.

Nelle ipotesi di estinzione anticipata, accade costantemente che le società finanziarie rifiutino la restituzione delle commissioni bancarie, d’intermediazione e finanziarie, in relazione al periodo di finanziamento non goduto: sono solo le commissioni relative ai costi fissi del finanziamento, infatti, a non dover essere restituite, perché attinenti alla fase preliminare del rapporto, mentre vanno rimborsate le quote non fruite delle commissioni soggette a maturazione nel tempo.

Ma questo, sfortunatamente, non è l’unico problema: sono numerosi i casi in cui, pur essendo il prestito estinto, la finanziaria continui ad addebitare le rate. Questo accade spesso sia nei pagamenti automatici, come RID, che nelle cessioni del quinto, poiché il datore di lavoro non può autonomamente rifiutarsi di pagare, in quanto responsabile dei versamenti.

Come chiedere la restituzione degli importi non dovuti alla finanziaria

In primo luogo, per contestare il prelievo di rate non dovute o di altri indebiti, ed ottenere la restituzione dei soldi, dobbiamo rivolgerci all’ente che ha erogato il prestito, esponendo il problema presso uno sportello o chiamando il servizio clienti.

Il reclamo alla finanziaria

Se, nonostante la nostra lamentela, non dovesse risolversi niente, dovremo inviare un reclamo scritto alla finanziaria ; solitamente ci sono degli indirizzi mail o dei moduli online predisposti per i reclami, ma, in aggiunta, è sempre consigliabile inviare anche una PEC o una raccomandata, per avere una ricevuta incontestabile. E’ bene redigere un reclamo conciso, e specificare che, in caso di mancata restituzione o di mancata cessazione dei prelievi indebiti, si farà ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF).

La finanziaria ha 30 giorni di tempo per rispondere al reclamo.

Il reclamo all’ABF

Trascorsi i 30 giorni senza ricevere risposta dalla società finanziaria, dovremo fare ricorso all’ABF. Sono dovuti 20 Euro come contributo per le spese della procedura: il pagamento può essere effettuato con bonifico o versamento su conto corrente postale intestato alla Banca d’Italia, o direttamente presso le filiali della stessa Banca, indicando la causale “Ricorso ABF” ed il codice fiscale o la Partita IVA del soggetto ricorrente.

Senza la ricevuta di pagamento, il ricorso risulterà irricevibile.

L’istanza all’ABF dovrà essere redatta utilizzando il modulo presente sul sito e presso le filiali della Banca d’Italia (si trova anche all’interno della “Guida pratica” all’ABF, che deve essere messa a disposizione dagli intermediari finanziari alla propria clientela).

Il ricorso dovrà poi essere consegnato a mano o inviato tramite raccomandata, fax o Pec a una filiale della Banca d’Italia, o alla Segreteria tecnica territorialmente competente (Milano, Roma o Napoli) .

Una copia dell’atto dovrà essere inviata alla finanziaria con raccomandata A/R o PEC: la finanziaria dovrà presentare le proprie controdeduzioni entro 45 giorni.

La Segreteria Tecnica, verificata la ricevibilità del ricorso, lo esaminerà, e potrà domandare eventuali integrazioni alle parti: la decisione dovrà essere emessa in 60 giorni dalla ricezione delle controdeduzioni dell’intermediario finanziario o dalla data di scadenza del termine per presentarle.

La procedura può essere sospesa in caso di conciliazione promossa dalla finanziaria: se fallisce, è possibile presentare un nuovo ricorso senza necessità d’inviare un nuovo reclamo.

La decisione dell’ABF

Se il ricorso viene accolto, anche parzialmente, viene fissata una data entro cui l’intermediario deve adempiere a quanto indicato nella disposizione; in mancanza del termine, l’adempimento andrà effettuato in 30 giorni dalla decisione, compreso il pagamento a favore del cliente delle spese della procedura.

La decisione non è impugnabile, ma entrambe le parti possono chiedere la correzione per errori materiali o di calcolo.

note

Autore immagine: 123rf com

 ABF Collegio Sud – Decisione 1533 / 2012

Cessione del quinto – Estinzione anticipata – Contratto di finanziamento – Corresponsione di commissioni in favore società finanziaria interposta, della società finanziaria mandante e costi assicurativi.

IL CASO: Il ricorrente stipulava con una società finanziaria un contratto di finanziamento dietro cessione del quinto dello stipendio, che prevedeva il versamento anticipato di commissioni di intermediazione, commissioni bancarie e finanziarie e costi assicurativi. In seguito all’estinzione anticipata del prestito, il ricorrente chiedeva alla banca la restituzione della parte delle commissioni relativa a servizi non goduti. La banca rifiutava di restituire tali somme; il ricorrente si è quindi rivolto all’Arbitro rinnovando la richiesta di restituzione.

DECISIONE: Il Collegio ha accolto il ricorso affermando che sia la commissione bancaria e finanziaria, sia la commissione di intermediazione devono essere restituite in relazione al periodo di finanziamento non goduto. Avuta presente la Comunicazione della Banca d’Italia del 7 aprile 2011 in tema di trasparenza delle operazioni di cessione del quinto, il Collegio ha sottolineato la distinzione tra le commissioni relative ai costi fissi del finanziamento (c.d. up-front), attinenti alla fase preliminare del rapporto e quindi non rimborsabili, e le commissioni soggette a maturazione nel tempo (c.d. recurring), rimborsabili per la quota non maturata in caso di estinzione anticipata.

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