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Avvocati: quali sono le spese deducibili

17 settembre 2015


Avvocati: quali sono le spese deducibili

> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 settembre 2015



Liberi professionisti ed esercenti arti: le spese interamente e parzialmente deducibili, imposte, compensi, bollette, cancelleria, corsi di aggiornamento, libri e riviste.

Le spese quotidiane sostenute nell’esercizio dell’attività professionale sono in genere deducibili interamente, salvo i casi specifici riguardanti le spese di rappresentanza e le spese per alberghi, ristoranti, convegni, in cui la deduzione è parziale (v. dopo). In questo breve schema cercheremo di rappresentare quali costi sono interamente deducibili e quali invece lo sono solo parzialmente.

 

SPESE INTERAMENTE DEDUCIBILI

cancelleria, bolli e francobolli: per i valori bollati e postali la documentazione è generalmente costituita da una distinta dei valori acquistati recante il bollo dell’ufficio postale o il timbro della rivendita, la sottoscrizione dell’impiegato autorizzato o del gestore, la specificazione dei valori acquistati e gli estremi dell’acquirente;

compensi corrisposti a terzi per servizi resi in relazione all’esercizio dell’attività professionale (per esempio, i compensi ai collaboratori di studio o ad altri avvocati per prestazioni svolte congiuntamente);

– corrispettivo pagato per l’utilizzo, sulla carta intestata, sulla targa professionale ecc. di un segno grafico di un noto studio legale (una sorta di concessione all’uso del marchio altrui), al fine di apparire nei confronti dei clienti come uno studio collegato allo studio titolare del segno grafico stesso;

contributi previdenziali e assistenziali pagati per i dipendenti. Non sono, invece, deducibili dai compensi i contributi previdenziali dovuti dal lavoratore autonomo, in quanto sono oneri deducibili dal reddito complessivo

bollette della luce, riscaldamento, acqua e telefoniche. Se lo studio è utilizzato da più avvocati o professionisti non costituiti in associazione professionale, il riaddebito delle spese comuni da parte del professionista intestatario dell’utenza comporta una riduzione del costo sostenuto dallo stesso;

interessi passivi per finanziamenti relativi all’attività professionale o per dilazioni di pagamento sull’acquisto di beni strumentali;

libri, riviste, enciclopedie e sussidi per l’aggiornamento professionale del lavoratore autonomo. Per i corsi di aggiornamento la deducibilità è parziale (v. dopo);

– premi di assicurazione per rischi specificamente inerenti all’attività professionale, quali ad esempio responsabilità civile e professionale;

tasse pagate, escluse le imposte sui redditi nonché quelle la cui indeducibilità è fissata dalla legge (es. IMU all’80% e, in assenza di interessi passivi e spese per lavoro dipendente).

– spese per eventuali dipendenti di studio (lavoro subordinato);

 

SPESE PARZIALMENTE DEDUCIBILI

– spese relative ai beni strumentali ad uso promiscuo: sono deducibili in misura del 50%;

alberghi e ristoranti: sono deducibili al 75% dell’importo sostenuto e comunque nei limiti del 2% dell’ammontare dei compensi percepiti nel periodo d’imposta. Pertanto, se il 75% dei costi non è superiore al 2% del fatturato, si deduce il 75%; se invece è superiore, è possibile dedurre i costi nei limiti del 2%. Esempio: fatturato € 100.000; spese: € 3.500; 75% di 3.500 = € 2.625; limite deducibile: 2% di 100.000 = 2.000; importo non deducibile: € 1.500.

Sono escluse le spese di vitto e alloggio sostenute per le trasferte fuori dal territorio comunale di dipendenti e collaboratori coordinati e continuativi, la detraibilità è integrale.

spese di rappresentanza: 1% dei compensi percepiti nel periodo d’imposta (es. omaggi alla clientela, cene offerte a clienti). Se si tratta però di spese alberghiere o di ristorante si rientra nella precedente previsione;

convegni, congressi e corsi di aggiornamento professionale: 50% dell’ammontare, ivi comprese le eventuali spese di viaggio e soggiorno sostenute per la partecipazione.

IRAP

IMU per gli immobili esclusivamente strumentali: deducibile per il 20%. Per gli immobili a uso promiscuo (studio e abitazione) è invece indeducibile.

note

Autore immagine: 123rf com


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