Breaking News Conciliazioni dei consumatori: entra in vigore il sistema degli Adr

Breaking News Pubblicato il 3 settembre 2015

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Da oggi procedure uguali per tutti i sistemi di risoluzione alternative delle controversie: per le piccole o grandi beghe, il consumatore può evitare tribunale e avvocati.

Entra in vigore oggi il decreto legislativo, approvato lo scorso mese di agosto [1], sulla risoluzione alternativa delle controversie dei consumatori, in attuazione della direttiva europea 2013/11.

Si tratta della più importante regolamentazione di Adr (Alternative Dispute Resolution) mai conosciuta dall’Italia: sul solco delle esperienze (positive o negative che siano) della mediazione e della conciliazione stragiudiziale, ora l’esperimento viene esteso anche a tutte le controversie – piccole o grandi – che coinvolgono i consumatori nei confronti dei “professionisti” (termine lato con cui si intendono anche le aziende erogatrici di beni o servizi).

In pratica, viene allargato a ogni tipo di rapporto commerciale che veda, come parte ricorrente, un consumatore quello stesso meccanismo che conoscevamo già per le liti contro le compagnie telefoniche (le quali, obbligatoriamente, dovevano prima passare dal tentativo obbligatorio di conciliazione presso i Corecom) o contro le società della luce e del gas (davanti invece all’Autorità Garante, AEEG) o, ancora, quel poco conosciuto e valorizzato ricorso all’arbitrato nelle liti contro le banche (davanti all’ABF, Arbitro Bancario e Finanziario).

La particolarità dei nuovi Adr, che – a differenza della mediazione e di alcune delle conciliazioni appena elencate – saranno comunque facoltativi, e non costituiranno condizione per poter agire davanti al giudice, è una regolamentazione uniforme per tutti i tipi di controversie, sia in termini di formazione e requisiti dei conciliatori, sia rispetto alla domanda di conciliazione che deve compilare il consumatore per accedere alla procedura. In questo modo viene in parte riformato il codice del consumo.

Dalla nuova procedura per la conciliazione sono escluse le liti avviate da un professionista nei confronti di un consumatore. Pertanto, si può ricorrere in conciliazione solo se ad avviare la contestazione è il consumatore.

Le procedure degli organismi Adr, infine, potranno essere gestite anche telematicamente, tramite internet.

Per tutti gli aspetti pratici e procedurali, rinviamo alla guida “Cause dei consumatori senza tribunali e avvocati”.

Restano alcuni nodi da sciogliere. Il primo è quello dell’eventuale obbligatorietà della presenza dell’avvocato nella procedura di Adr, gestita da un organismo di mediazione. A una prima lettura sembrerebbe che le nuove conciliazioni debbano consentire la partecipazione alle parti senza obbligo di assistenza legale.

Il secondo riguarda gli eventuali rapporti con la mediazione per tutta una serie di cause per le quali la mediazione è già prevista come obbligatoria e condizionante il prosieguo della vertenza in tribunale. Si pensi ai rapporti clienti-banche. Le due conciliazioni sembrerebbero in parte sovrapponibili, sebbene la materia processuale non consenta applicazioni analogiche: risultato – alquanto paradossale – sarebbe che chi ha già tentato una conciliazione presso l’ABF per un contratto bancario è poi costretto, prima di ricorrere al giudice, a esperire anche la mediazione obbligatoria.

Altro aspetto che dovrà attentamente essere vagliato riguarda la gratuità della procedura. In realtà il decreto stabilisce che le procedure dovranno essere gratuite o disponibili a costi minimi per i consumatori.

Ultimo punto che resterà da chiarire è se la decisione degli Adr possa essere considerata titolo esecutivo come già lo è per gli organismi di mediazione.

Per essere considerato tra organismi Adr l’ente interessato deve chiedere di essere inserito nell’elenco tenuto da una autorità appositamente investita di questo compito (ministero della giustizia, unitamente al ministero dello sviluppo economico, in relazione al registro degli organismi di mediazione in materia di consumo, Consob, Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico, Agcom, Banca d’Italia).

note

[1] D.lgs. n. 130 del 6 agosto 2015.

[2] Direttiva UE n. 2013/11.

Autore immagine: 123rf com


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