Diritto e Fisco | Articoli

Buca sulla strada: nessun risarcimento al distratto che va veloce

3 settembre 2015


Buca sulla strada: nessun risarcimento al distratto che va veloce

> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 settembre 2015



L’eccesso di velocità e una guida non attenta comportano l’attribuzione del concorso di colpa nel caso in cui l’automobile finisca in una fossa sull’asfalto.

Il tema delle buche sull’asfalto, purtroppo, è sempre caldo sulle nostre strade e val la pena rinfrescarlo, specie all’inizio della stagione delle piogge. Sì che l’amministrazione deve – in qualità di custode – tenere in buon stato di manutenzione il suolo di cui è proprietaria, evitando così che qualcuno possa farsi male, specie se si tratta di automobili, ma dall’altro lato è anche vero che al conducente si deve richiedere un minimo di prudenza. “Prudenza” che non consiste solo nel pedissequo rispetto del codice della strada, ma anche in quel complesso di “regole non scritte” che, comunque, rientrano nelle regole di chi utilizza un mezzo pericoloso per sé e per gli altri. In buona sostanza, questo significa: da un lato, che gli occhi devono sempre essere puntati sulla strada, anche nel caso in cui si proceda lentamente; dall’altro che, se anche le indicazioni stradali portano un determinato limite di velocità, l’automobilista deve essere in grado di avvertire laddove le situazioni di pericolo o lo stato della strada suggeriscano un ulteriore rallentamento.

Dunque, tornando alla buca sull’asfalto, secondo la giurisprudenza non può chiedere il risarcimento chi guida in modo distratto.

Se poi, a questo fattore di rischio, si aggiunge anche l’eccesso di velocità rispetto allo stato dei luoghi, il conducente ha ben poche speranze di vedersi accordato il 100% del risarcimento. Ed è proprio quanto stabilito dal Giudice di Pace di Brindisi con una recente sentenza [1].

Il veicolo si ribalta per una buca sulla strada ma al Comune va soltanto il 40% della responsabilità del sinistro: su mille euro di danni, l’automobilista se ne vede risarciti solo 400. E questo perché, dalle testimonianze, dalle foto e dal rapporto dei Carabinieri che hanno effettuato i rilievi sulla scena del sinistro, risulta che l’automobilista era distratto e correva troppo, tanto da non accorgersi dell’avvallamento sul manto stradale annunciato da una macchia di colore più scuro rispetto al resto dell’asfalto senza anomalie.

Il concorso di colpa del proprietario del mezzo costituisce quindi un valido elemento per spezzare quel nesso di causa-effetto che deve esserci, tra danno e condotta colpevole dell’ente locale, per poter chiedere l’indennizzo. Insomma, come dire che la caduta non è più solo a causa della condotta colpevole dell’amministrazione che non ha riparato l’asfalto.

note

[1] G.d.P. Brindisi, sent. n. 853/15.

Autore immagine: 123rf com

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI