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Via PEC, la notifica al difensore dell’imputato

3 settembre 2015


Via PEC, la notifica al difensore dell’imputato

> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 settembre 2015



La notificazione di un atto all’imputato o ad altra parte privata, in ogni caso in cui possa e debba effettuarsi mediante consegna al difensore, può essere fatta via posta elettronica certificata.

Il processo telematico si fa strada ormai anche nel campo del diritto penale; con una sentenza di questi giorni, la Cassazione [1] ha infatti ricordato che la notifica di un atto all’imputato o ad altra parte privata, in ogni caso in cui possa o debba effettuarsi mediante consegna al suo difensore, può essere eseguita a mezzo telefax o altri mezzi idonei [2]: per “altri mezzi idonei” si può, attualmente, ricomprendere anche la notifica a mezzo di sistema telematizzato e, quindi, anche la notifica con la PEC (posta elettronica certificata).

Nella stessa pronuncia, la Suprema Corte ricorda poi che non è nulla, ma semplicemente irrituale la notifica (anche a mezzo fax) avvenuta mediante consegna al difensore di fiducia domiciliatario di un’unica copia dell’atto da notificare, con l’espressa indicazione in esso dei destinatari specificamente individuati nell’imputato e nel difensore [3].

note

[1] Cass. sent. n. 35877/15.

[2] A norma dell’art. 148, 2° co. vis, cod. proc. pen.

[3] Cass. sent. n. 14012/2008, n. 36020/200; n. 43532/2012.

Autore immagine: 123rf com

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