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Trasferimento di azienda o di ramo d’azienda: diritti dei dipendenti

4 Settembre 2015 | Autore:
Trasferimento di azienda o di ramo d’azienda: diritti dei dipendenti

Nell’operazione di trasferimento di azienda o di ramo d’azienda, quali sono i diritti ed i doveri dei lavoratori interessati? Vediamo cosa succede nei vari casi.

Il trasferimento di azienda o di un ramo di azienda è diventato uno strumento molto importante e molto usato per le imprese che intendono attuare processi di ristrutturazione e esternalizzazione, nonché per diminuire il personale aziendale in esubero invece di avviare drastiche procedure di licenziamento.

Si ha cessione d’azienda o trasferimento d’azienda quando, in seguito a operazioni quali compravendita, fusione, affitto od usufrutto, cambia la titolarità della azienda medesima.

La cessione può riguardare l’intera azienda o parte di essa e in questo caso si parla di trasferimento di ramo d’azienda.

Il Codice Civile [1] prevede espressamente il “Mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimento d’azienda”, intendendo per trasferimento d’azienda qualsiasi operazione che comporti un mutamento nella titolarità di un’attività economica organizzata.

Questo ultimo tipo di operazione (trasferimento di ramo d’azienda) è ammissibile solo se la parte di azienda che si intende trasferire è funzionalmente autonoma al momento della cessione o trasferimento, identificata come tale o dal cedente o dal cessionario al momento del trasferimento.

C’è da sottolineare che l’individuazione del ramo d’azienda legittimamente trasferibile è un tema molto controverso anche se ultimamente sembra che la giurisprudenza abbia trovato delle interpretazioni costanti al riguardo.

Come detto, quando vi è la cessione dell’azienda (o di un ramo di essa) cambia il titolare dell’attività e quindi cambia il datore di lavoro senza vi sia la necessità o l’obbligo di ottenere il consenso dei lavoratori interessati. La legge, quindi, tutela i lavoratori con diverse disposizioni specifiche, prevedendo che:

– il rapporto di lavoro non si estingue, ma continua con il nuovo titolare dell’azienda;

– il lavoratore conserva tutti i diritti che aveva precedentemente ottenuto con il vecchio datore, retributivi, economici, previdenziali e di altra natura purché compatibili con il nuovo assetto contrattuale/organizzativo;

– il lavoratore può chiedere al nuovo datore di lavoro il pagamento dei crediti da lavoro che aveva maturato al momento del trasferimento;

– il nuovo datore di lavoro è pertanto obbligato in solido con il vecchio titolare per la soddisfazione di tali crediti;

– nel caso di stipulazione di un contratto d’appalto tra azienda d’origine e ramo trasferito, il lavoratore dipendente di questo ultimo può agire in giudizio direttamente nei confronti dell’azienda di origine per obbligarla al pagamento dei debiti che questa ha contratto con il ramo trasferito;

– il nuovo titolare deve continuare ad applicare il contratto collettivo nazionale, in vigore al momento del trasferimento. Se il nuovo datore applica un CCNL di tipo diverso si dovrebbe procedere all’operazione di “armonizzazione” relativamente ai lavoratori interessati;

– la cessione od il trasferimento d’azienda non può costituire un valido motivo di licenziamento.

Se la cessione si verifica in imprese che occupano più di 15 dipendenti, è obbligatorio per il datore di lavoro avvertire con comunicazione scritta, almeno 25 giorni prima, le rappresentanze sindacali. Queste possono avviare procedure di verifica necessarie alla tutela dei lavoratori, per evitare che il mancato rispetto della normativa possa eludere altri istituti contrattuali e di legge, come le norme sullo Statuto del lavoratori, il collocamento dei disabili e così via.

Tra le molte si può citare un recente sentenza della Corte di Cassazione [2], in cui si precisa che la cessione di ramo d’azienda può anche comportare la “smaterializzazione” o “l’alleggerimento” delle strutture, per esempio a causa delle innovazioni tecnologiche, ma comunque deve sussistere una struttura aziendale apprezzabile, composta da detti contratti, prima della cessione.

Circa il TFR nell’ipotesi di cessione di azienda o di ramo d’azienda. La Cassazione, ribadendo la natura di retribuzione differita del TFR, sostiene che in caso di cessione di ramo di azienda, il datore di lavoro cedente (cioè dell’azienda che ha ceduto) rimane obbligato nei confronti del lavoratore suo ex dipendente, il cui rapporto prosegue con il datore di lavoro cessionario (cioè dell’azienda che ha acquisito), per la quota di trattamento di fine rapporto maturata durante il periodo di rapporto con lui svolto e calcolato fino alla data del trasferimento d’azienda. Viceversa, il datore di lavoro cessionario è obbligato per questa stessa quota soltanto in ragione e nei limiti del vincolo di solidarietà previsto dalla legge [3]. Infine quest’ultimo, come datore di lavoro cessionario, è l’unico obbligato al trattamento di fine rapporto per la quota maturata nel periodo del rapporto intercorso dopo il trasferimento di azienda.


note

[1] Art. 2112 Cod. Civ..

[2] Cass. sent. n.21711 del 4.12.2012.

[3] Art. 2112, comma 2 cod. civ.

Autore immagine: 123rf com


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89 Commenti

  1. vorrei sapere cosa accade, dopo un trasferimento di ramo d’azienda, dove l’acquirente non ha la possibilità di pagarti lo stipendio dopo almeno un mese e licenzia per giusta causa(economica)’

    1. salve il mio titolare vuole fare il fitto di ramo , ma in corso tiene un fallimento e vuole liberarsi di alcuni dipendendi,poi questi dipendenti li vuole lasciare in fallimento lo puo fare??

  2. Così come mi descrive il fatto, è chiaro che il licenziamento sembra illegittimo e bisognerebbe impugnarlo. Però per essere più precisi, dovrei sapere tutti i dettagli della vicenda, perché così è un po’ troppo poco per essere certi di qualcosa.

  3. Salve vorrei sapere quindi se il vecchio titolare che ha ceduto è lui che deve pagarti il tfr ?e se lo avesse fatto propri o per non pagarlo? Intendo si è tutelato per Non fallire visto la situazione di crisi che sta attraversando cosa succede in proposito grazie

    1. No, è il nuovo titolare che dovrà pagare tutto il TFR calcolato sin da quando si è stati assunti. Tuttavia se entro due anni il nuovo dovesse chiudere e non pagare, si può pretendere il pagamento dal vecchio.

  4. In un fitto di ramo di azienda il dipendente può chiedere trasparenza dei dati sull ‘ andamento dell ‘ azienda?

    1. No, il singolo dipendente non ha il diritto di chiedere i dati sull’andamento dell’azienda. Al più, la richiesta deve essere fatta dai sindacati. Saluti.

  5. Cessione ramo azienda. L’art. 2112 c.c. prevede la solidarietà tra cedente e cessionario solo per i crediti di lavoro maturati al momento della cessione e, quindi, conoscibili dal cessionario (es. ferie maturate e non godute, permessi, tfr etc..). Tale solidarietà comprende anche le differenze retributive che il lavoratore intende chiedere? Grazie. Saluti .

    1. Le eventuali differenze retributive sono crediti di lavoro e quindi l’istituto della solidarietà tra cedente e cessionario opera. Saluti

  6. BUONGIORNO, AVREI UN QUESITO DA PORRE: NEL CASO DI VENDITA DELL’AZIENDA, CHE PERò VERRà ANCHE TRASFERITA DI SEDE, CAMBIA QUALCOSA RIGUARDO I DIRITTI DEI DIPENDENTI?

    1. I diritti, in generale, non dovrebbero essere toccati ma in realtà qualcosa cambia sempre in considerazione della nuova organizzazione aziendale.
      Saluti.

  7. buongiorno,
    ho letto in un articolo della cassazione che il dipendente può scegliere di non essere ceduto e quindi una volta passata l’azienda al nuovo acquirente il dipendente è licenziato e può prendere la disoccupazione. e vero???

    1. No, il dipendente non può scegliere di non essere ceduto. Se la procedura è corretta il dipendente passa alla nuova azienda senza che il suo consenso sia necessario.

  8. BUONGIORNO , AVREI UN QUESITO DA PORRE: NEL CASO DI VENDITA DI UN RAMO D’AZIENZA , LA SOCIETA’ ACQUIRENTE PUO’ SCEGLIERE E/O DECIDERE DI ACQUISIRE SOLO UN NUMERO LIMITATO DI DIPENDENTI ALL’INTERNO DELLO STESSO RAMO D’AZIENDA?
    GRAZIE MILLE PER LA DISPONIBILITA’

    1. No. Si trasferiscono tutti i dipendenti che fanno parte dei reparti oggetto del trasferimento del ramo d’azienda. Saluti

  9. Avvocato buonasera, in un affitto di ramo se l’affittuario
    recedesse dal contratto o fallisse,i dipendenti potrebbero ritornare con la vecchia azienda tramite il codice 21/12?
    grazie buonasera

    1. No. La cosa non è automatica. Anche se siamo in presenza di un contratto d’affitto, i dipendenti passano definitivamente da un’azienda all’altra e la cessazione dell’affitto non fa scattare automaticamente nessun meccanismo per il ritorno all’azienda originale.
      Saluti

  10. Salve, un datore di lavoro, può decidere,prima di cedere un ramo della azienda, i lavoratori che ne faranno parte? Mi spiego meglio può decidere un mese prima, per esempio, di collocare il dipendente a al posto di b, così da poter salvaguardare un dipendente rispetto all’altro ?
    Grazie

    1. Si, lo può fare, ma con equilibrio e non facendo cose palesemente illegittime o ingiuste nei confronti di questo o quel lavoratore.

  11. Salve avvocato,
    la mia azienda sta per fallire, la stessa ha vari punti vendita, alcuni di essi, i più redditizi il titolare vuol cederli ad un’altra azienda, nella cessione oltre i dipendenti dei punti vendita può decidere di cedere anche me che mi occupo della contabilità della stessa in toto?
    Grazie in anticipo,

    1. Mi spiace ma non sono in grado di rispondere dato che mi servirebbero molti più dettagli sul caso per avere un’idea.

  12. Buonasera avvocato, mia moglie è dipendente in una società in procinto di essere ceduta con il trasferimento di ramo d’azienda ad un’altra. Il nuovo datore di lavoro vorrebbe far firmare un foglio che azzera i permessi e le ferie accumulate fino ad oggi nella vecchia società. Credo che questa procedura sia palesemente irregolare. Vorrei gentilmente un suo parere e un modo per proteggersi in caso di evidente abuso. la ringrazio anticipatamente

    1. Credo proprio che la procedura sia irregolare. Dica a sua moglie di non firmare nulla.

  13. Buongiorno,
    Non se il mio caso corretto al 100% per questa discussione,il mese scorso L azienda per cui lavoravo è stata assorbita tramite passaggio diretto da un altra azienda più grande,ora che è stato percepito il primo stipendio quest ultimo è stato decurtato di circa un 25% senza avvisare nessuno ed inoltre non ci ancora consegnato il cartaceo dello stipendio che osa sia cambiato

    1. Buongiorno. Così come lo descrive non si può capire cosa sia successo. Bisognerebbe approfondire. Saluti.

  14. Buonasera, è possibile una cessione di ramo d’azienda con lo stesso titolare delle due società ?
    mi sta accadendo questo e il titolare dice che è costretto a liquidare ferie, TFR ecc…

    Possibile ?

    1. In teoria è possibile, ma bisognerebbe approfondire se in effetti è una cosa lecita o meno. Saluti.

  15. Salve, sta per essere conferito un ramo d’azienda in una di nuova nascita e con esso i dipendenti, per motivi di cambiamento all’interno della struttura societaria. Ecco le mie domande:
    1- continuo a mantenere le tutele previste dall’art 18 per le aziende superiori ai 15 dipendenti, dopo questo passaggio?
    2- nel caso cambiasse il CCNL di riferimento rimane la tutela dell’art 18? Diritti acquisti, quali scatti anzianita’ vanno persi o no?
    Grazie tante.

    1. Domanda 1. Si se l’azienda nuova è di più di 15 dipendenti ma se è più piccola no.
      Domanda 2. Si (per i diritti acquisiti) se fate il regolare trasferimento di contratto in quanto l’anzianità di servizio rimane. Circa l’art. 18 vedi sopra.
      Qualche volta le aziende fanno licenziare e poi riassumono. Se è così si riparte da zero.
      Saluti

      1. Salve, la mia società a firmato da qualche giorno la cessione di un ramo d’azienda di cui ne faccio parte. La mia domanda è la seguente: 1.posso ritirare il mio TFR maturato nella mia ex società 2. se sì mi conviene ritirarlo adesso oppure lasciarlo nella nuova società?
        Grazie mille

        1. Buongiorno. Se il trasferimento di ramo d’azienda è vero, lei non ha firmato alcuna lettera di dimissioni e conseguentemente non può ritirare il TFR che, invece, è confluito per intero nella nuova società.
          Lei ha mantenuto la stessa anzianità di servizio e se non la licenziano o si licenzia, non può ritirare il TFR.
          Saluti

          1. Salve Avvocato,
            può dirmi gentilmente dove posso prendere l’ultimo aggiornamento del contratto commercio? Nella cessione del ramo d’azienda alla nuova società ci cambiano il contratto da Telecomunicazione a Commercio.
            Sa per caso se è vantaggioso?
            grazie mille

        2. Di solito i CCNL li hanno i siti dei sindacati di riferimento oppure sul sito del CNEL.
          Saluti

  16. Buon pomeriggio la mia azienda è andata in liquidazione volontaria. .simulando una cessione di ramo d azienda. .il nuovo titolare ma socio della stessa viole assumersi con un contratto interinale a tempo determinato di 12 mesi..può farlo,

    1. Buon pomeriggio. Mi perdoni ma la sua descrizione è un po’ troppo approssimativa e così non è chiaro. In linea di massima si può fare, ma in particolare per il suo caso, non saprei. Saluti.

  17. in una cessione di ramo d’azienda il nuovo acquirente può trasferirsi la denominazione sociale e la partita iva esistente??? ovviamente se d’accordo sia cedente che cessionario onde evitare passaggi di proprietà di mezzi e autorizzazioni di subappalto varie . Resta ovviamente inteso che l’altra parte della società rimasta acquisirà una nuova ragione sociale.

    grazie

    1. Se la partita IVA non cambia significa che non c’è stata una cessione di ramo d’azienda ma cessione di quote sociali. E’ una cosa completamente diversa con regole differenti.

  18. buonasera avvocato, se passo ad altra azienda per cessione ramo d,azienda, posso chiedere subito il tfr maturato con la cedente?

    1. No, non si può. Ho già risposto a questa domanda in un precedente post.
      Saluti.

  19. Salve avvocato, la mia azienda è appena stata acquistata da una più grande e a breve avverrà il trasferimento di tutti i dipendenti presso una nuova città. Nel caso uno rifiutasse, tale azione si formalizzerebbe in un licenziamento volontario? Siamo tutelati di fronte ad un trasferimento di massa così forzato?Grazie

    1. Se la procedura è corretta, il dipendente passa alla nuova azienda senza che il consenso sia necessario. Non ci si può rifiutare. Se un lavoratore non vuole, si deve dimettere. Sono possibili le dimissioni per giusta causa se il trasferimento è molto distante e per altre ragioni. Peraltro, rimanere nella vecchia azienda comporta il licenziamento dato che la medesima, di fatto, non opera più. Saluti.

  20. buongiorno avvocato,
    I miei figli stanno acquisendo un ramo d’azienda,nella quale intendono operare e continuare la stessa attività senza assumere il personale della vecchia gestione.
    E’ possibile evitare il prosieguo di tali rapporti?
    Grazie e saluti.

    1. La risposta dovrebbe essere un no, nel senso che se si tratta di un ramo d’azienda bisogna acquisire il pacchetto completo. Tuttavia si possono fare molte cose sia prima che dopo per limitare i problemi dati dal personale precedente.

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