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Bollette non emesse: come difendersi per evitare un salasso

4 settembre 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 settembre 2015



Può capitare che i fornitori delle utenze domestiche non emettano la bolletta per alcuni mesi e poi pretendano il pagamento immediato di cifre spropositate: ecco come difendersi ed ottenere una giusta rateizzazione.

 

L’omesso invio di alcune bollette per il pagamento di utenze domestiche non consente alla società fornitrice di chiedere al consumatore un pagamento unico del pregresso, ma impone di dividere l’importo in numero di rate pari alle bollette non emesse e con la stessa periodicità.

Capita a molti italiani passati al mercato libero delle utenze domestiche (luce, gas ecc.) di non ricevere per molti mesi alcuna bolletta a causa di un errore del sistema di emissione delle bollette della società che fornisce il servizio.

In questi casi, che riguardano anche alcune tra le più note e quotate società, il fornitore invia all’utente una super-bolletta chiedendo l’immediato pagamento di tutto il pregresso che spesso ammonta a qualche migliaio di euro.

In questi casi il consumatore, prima della scadenza della bolletta, può chiedere alla società di fornitura una rateizzazione dell’importo e, in caso di risposta negativa, può inviare un reclamo.

Spesso, tuttavia, la società è disposta a concedere una rateizzazione che non corrisponde al numero delle bollette non emesse o alla scadenza periodica delle stesse.

Ad esempio, se la somma complessiva è di € 1000 per un totale di 4 bollette bimestrali, la società di fornitura arriva in genere a concedere un pagamento dilazionato in 4 rate mensili.

In questo caso, però, il consumatore si troverebbe a dover ingiustamente affrontare un costo di € 250 al mese, mentre nel caso in cui le bollette fossero state regolarmente emesse avrebbe sopportato in media lo stesso costo, ma ogni due mesi.

Alcuni Tribunali [1] e la stessa Autorità per lenergia elettrica, il gas e il sistema idrico [2] hanno più volte sanzionato questo comportamento da parte della società di fornitura, poiché impone ingiustamente a carico dell’utente un errore da esse commesso.

In pratica, nel caso in cui dovessi trovarti in questa situazione e il tuo fornitore non volesse sentire ragioni, procedi in questo modo:

– invia prima di tutto un reclamo al fornitore;

– se il reclamo non riceve risposta o riceve risposta negativa, rivolgiti all’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico tramite lo Sportello per il consumatore di energia [3] e invia un reclamo scritto allegando tutta la documentazione (bollette, reclamo ecc.).

Lo Sportello esaminerà la documentazione e risponderà in breve tempo intimando al fornitore di concedere un equo piano di rateizzazione.

note

[1] G.d.P. Gaeta, sent. n. 2441/13.

[2] Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico, deliberazione 21 luglio 2011.

[3] www. sportelloperilconsumatore.it

Autore immagine: 123rf com

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1 Commento

  1. A me era successa la stessa cosa con eni, nonostante le mie segnalazioni, riuscendo poi a dilazionare il dovuto per importi non troppo esosi. Comunque poi ho deciso di cambiare fornitore con edison.

    Cordialità,
    Ilaria

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