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Lo sai che? Pensione anticipata 2015, chi ha diritto alla Settima Salvaguardia?

Lo sai che? Pubblicato il 5 settembre 2015

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Sta per essere approvata la Settima Salvaguardia, che consentirà la pensione anticipata coi requisiti pre- Fornero: vediamo chi sono i beneficiari.

È prevista per il prossimo 9 settembre la discussione definitiva per l’adozione della Settima Salvaguardia, ovvero del provvedimento che consentirà il pensionamento con le vecchie regole pre-Fornero a lavoratori esodati, in mobilità e disoccupati.

In particolare, il 9 settembre la discussione si terrà presso la Commissione Lavoro, e sarà finalizzata ad adottare un disegno di legge unificato, cioè un testo che ricomprenda i 3 ddl emanati sull’argomento [1] ( due della Lega, uno dei Democratici). La deadline è fissata al 15 ottobre: per questa data, dovranno essere risolti i nodi ancora in sospeso (tra i quali anche la questione dell’Opzione Donna, per la quale, comunque, non si nutrono dubbi riguardo all’estensione a tutto il 2015) prima che inizi la discussione sulla Legge di Stabilità 2016, che forse conterrà una nuova riforma previdenziale.

Settima Salvaguardia per quota 96, edili e mobilità

Il primo ddl prevede l’estensione della Sesta Salvaguardia di un anno: il termine di maturazione della decorrenza si sposterebbe, dunque, dal 6 gennaio 2016 al 6 gennaio 2017.

Inoltre, il disegno del Pd include altre categorie di lavoratori, non ricomprese nelle precedenti salvaguardie, per un totale di circa 26.000 salvaguardati in più:

– i destinatari del trattamento speciale edile;

– i lavoratori in mobilità ordinaria cessati in data posteriore al 30 settembre 2012, anche con accordi non governativi ;

– i lavoratori che non hanno potuto fruire della mobilità a causa del fallimento dell’impresa.

Alla Settima salvaguardia, poi, il Pd ha unito la pensione anticipata dei quota 96 della scuola, richiesta da tanto tempo, la revisione dei requisiti previdenziali per i macchinisti ferrovieri, e la fine delle penalizzazioni per i trattamenti liquidati prima del 2015.

Settima Salvaguardia senza scadenza, anche per quindicenni

Ancora più coraggiosa (in termini di spesa pubblica) la scelta della Lega, che, nel suo ddl, rende definitive le misure della Salvaguardia: in pratica, la Settima Salvaguardia sarebbe anche l’ultima, non essendo prevista una data di scadenza per maturare i requisiti. Sarebbero quindi inclusi, così, tutti gli esodati, ed i lavoratori salvaguardati salirebbero a circa 50.000, raddoppiando la portata del disegno del Pd.

La Lega, poi, oltre alle categorie ulteriori previste dai Democratici, abbina alla Salvaguardia anche i seguenti lavoratori:

– i cosiddetti quindicenni (ovvero i beneficiari della Deroga Amato, che possono raggiungere la pensione di vecchiaia con 15 anni di contributi);

– i lavoratori autorizzati ai contributi volontari prima del 20 luglio 2007 [2];

– i soggetti collocati in mobilità ordinaria precedentemente al 31 dicembre 2007.

In abbinamento alla salvaguardia, poi, la Lega richiede anche delle eccezioni ai requisiti pensionistici per i marittimi di coperta ed i macchinisti ferrovieri, nonché il raggiungimento della pensione a 64 anni per i dipendenti pubblici che abbiano maturato la quota 96 entro il 2012 (senza bisogno che fossero ancora in attività al 28/12/2011, come disposto dall’Inps [3]).

Salvaguardia per beneficiari Legge 104

Non è da dimenticare, poi, la situazione di chi aveva fruito di permessi Legge 104 per assistenza ai familiari: i posti disponibili nella Sesta Salvaguardia, per tale categoria, erano soltanto 1.800. Il nuovo provvedimento dovrebbe dunque tener conto dei quasi tremila lavoratori rimasti fuori tutela in precedenza.

I requisiti dei salvaguardati

Oltre alle nuove categorie di lavoratori appena elencate che potranno beneficiare della nuova normativa, ricordiamo chi sono i salvaguardati, analizzando il contenuto dell’ultima legge [4], detta Sesta Salvaguardia.

L’accesso, possibile sino al 5 gennaio 2015, era riservato alle seguenti categorie:

autorizzati ai contributi volontari prima del 4 dicembre 2011, con almeno un accredito al 6 dicembre 2011; rientrava nell’insieme anche chi avesse svolto, dopo il 4/12/2011, qualsiasi attività, purché non di lavoro subordinato a tempo indeterminato;

lavoratori cessati entro il 30/06/2012, oppure dal 30/06/2012 al 31/12/2012, in applicazione di accordi individuali o collettivi d’ incentivo all’esodo, conclusi entro il 31/12/2011; rientrava nel gruppo anche chi aveva svolto, successivamente, un’attività qualunque, purché non di lavoro subordinato a tempo indeterminato;

– dipendenti il cui contratto fosse cessato, per risoluzione unilaterale, o per scadenza del termine, nel periodo compreso tra il 01/01/2007 ed il 31/12/2011, compreso chi avesse svolto, in seguito, un’attività diversa da un contratto a tempo indeterminato;

– lavoratori che risultavano, nel 2011, in congedo per assistenza a familiari disabili gravi, o fruitori di permessi per assistenza a parenti con handicap grave-Legge 104;

– soggetti autorizzati al versamento di contributi volontari prima del 4/12/2011, privi di contribuzione volontaria accreditata entro il 6/12/2011, purché possedessero almeno un contributo da lavoro dipendente effettivo risultante nel periodo dal 01/01/2007 al 30/11/2013; poteva essere incluso nella categoria, però, soltanto chi, al 30/11/2013, non fosse risultato titolare di un contratto lavorativo subordinato a tempo indeterminato;

– infine, rientravano nella Sesta Salvaguardia, come accennato precedentemente, i dipendenti in mobilità ordinaria , a seguito di  accordi collettivi conclusi entro il 31/12/2011, il cui rapporto fosse cessato al 30/09/2012, se avessero perfezionato, entro il periodo di godimento dell’assegno di mobilità, oppure entro 12 mesi dal termine di tale periodo, i requisiti previdenziali vigenti al 31/12/2011 (pre-Fornero), anche grazie al versamento di contribuzione volontaria.

note

[1] Ddl 2514, ddl 2958, ddl 3002.

[2] Art 1, Co. 8, L.243/04.

[3] Mess. Inps 219/2013.

[4] L.147/2014.

Autore immagine: 123rf com


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2 Commenti

  1. Il governo e i sindacati si sono sempre dimenticati o fanno finta di dimenticarsi di fare una legge di tutela per i lavoratori che nel frattempo hanno avuto problemi di salute e che non possono più fare il lavoro che facevano. Vi faccio un’ esempio:
    Mia moglie dopo 39 anni di contributi ha avuto problemi cardiaci (insufficienza valvola mitralica e atrio ventricolare sx ingrossato) di cui deve essere operata. A Luglio di questo anno gli è stata data l’ inabilità per meno di un terzo solo sul lavoro che svolgeva,con conseguente assegno invalidità IO revisionabile quindi fra tre anni. Il datore di lavoro la dovuta licenziare in quanto non aveva altre mansioni più leggere da fargli fare. Informandomi tramite patronato di cui ho chiesto a loro, ” se per caso a mia moglie fra tre anni non dovrebbero riconfermare l’ inabilità cosa succede?”.
    Risposta: sua moglie non percepirà più niente nemmeno un’ euro fino alla finestra del pensionamento con solo 39 anni di contributi. Scrivo tutto questo in quanto ci sono molti lavoratori che hanno questi problemi ma nessuno ha mai fatto niente per tutelare tali lavoratori. Secondo voi questa è l’ Italia? se è cosi….mi fa proprio schifo. Al parlamentare che fa anche solo 5 giorni di legislatura si becca una bella pensione, ma che cazzo di contributi ha versato? A che cazzo servono i sindacati ormai visto che non fanno più il proprio dovere come tanti anni fa, ormai sono politicizzati pure loro. Possibile che non ce nessuno che fa presente al governo anche tali situazioni sopra descritti?

  2. Faccia versare a sua moglie i contributi volontari per circa 2 anni, cosi facendo la sua contribuzione sarà di 41 anni e 6 mesi e in base alla legge Fornero potrà avere la pensione….Auguri

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