Nuovi controlli a distanza sui lavoratori

5 settembre 2015


Nuovi controlli a distanza sui lavoratori

> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 settembre 2015



Con l’approvazione degli ultimi decreti attuativi del Jobs act viene confermato il regime duro per i controlli del datore di lavoro su pc, tablet e cellulari dei dipendenti: dati utilizzabili a fini disciplinari.

Pc, smartphone, tablet e badge dei lavoratori dipendenti potranno essere messi “sotto controllo” dall’azienda senza prima necessità di trovare un accordo coi sindacati. Lo prevede uno dei decreti attuativi al Job Act approvato ieri, in via definitiva, dal governo.

Passa quindi la linea dura sui controlli a distanza sul luogo di lavoro, in deroga alle norme previgenti, che si adegua, così, definitivamente, all’evoluzione tecnologica e ai nuovi strumenti garantiti dal progresso.

La vecchia disciplina prevista dallo Statuto dei Lavoratori resterà in vita solo per le telecamere puntate sui dipendenti al lavoro: l’installazione di tali strumenti di controllo a distanza, infatti, resterà subordinata solo alle effettive necessità dell’attività lavorativa o nell’ottica della prevenzione dal rischio di furti o, comunque, per la tutela dei beni aziendali; sarà inoltre necessario l’accordo con i sindacati oppure l’autorizzazione amministrativa e, comunque, il rispetto delle norme sulla privacy.

Non saranno invece necessari gli accordi sindacali e autorizzazioni per gli strumenti che servono al lavoratore per svolgere la propria prestazione lavorativa. Il dipendente, però, dovrà essere preventivamente informato che lo strumento tecnologico consegnatogli dall’azienda è “sotto controllo”. Dunque, il datore potrà – tanto per esemplificare – controllare il computer aziendale ma non il tablet di proprietà del dipendente; potrà controllare il telefono d’ufficio, ma non il cellulare personale dell’impiegato.

La parte più rilevante delle nuove norme concerne la possibilità, per il datore di lavoro, di utilizzare le informazioni ottenute dai nuovi controlli per fini disciplinari ed intimare, così eventuali sanzioni o del tutto il licenziamento. Così, per esempio, potrà essere licenziato il dipendente che venga pizzicato a chattare su Facebook o a navigare su siti vietati, con il computer aziendale, durante le ore di lavoro, nel momento in cui il pc è stato messo sotto controllo. Stesso discorso per chi non “badgia” o chi utilizza per fini personali il telefono dell’ufficio.

Vecchia disciplina
Vietata l’installazione di qualsiasi strumento che consente il controllo a distanza dei lavoratori. Divieto derogabile solo mediante accordo collettivo oppure autorizzazione Dtl. Gli orientamenti del Garante Privacy hanno consentito di attualizzare il divieto fissando le condizioni di utilizzo delle informazioni a fini disciplinari
Nuova disciplina
Consentita l’installazione di strumenti di controllo a distanza dei lavoratori, se funzionali allo svolgimento dell’’attività lavorativa, previo accordo collettivo o autorizzazione Dtl. L’accordo /autorizzazione non è necessario per gli strumenti che servono al dipendente per eseguire la prestazione lavorativa. Utilizzabilità a fini disciplinari delle informazioni assunte con gli strumenti di controllo

note

Autore immagine: 123rf com


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2 Commenti

  1. Forse è poco chiaro che il dipendente non usa gli strumenti di lavoro x collegarsi a facebook durante le ore lavorative ma, usa il suo personale x la lunga durata del servizio postando, commentando ecc…creando un danno all’azienda e al servizio che deve espletare.
    Cosa ormai diffusa in tutte le aziende pubbliche ma,nessuno ne parla e nessuno prende provvedimenti.
    Questi dipendenti in realtà invece di essere produttivi al 100% lo sono al 50% gravando sull’azienda e sopratutto alla comunità che paga e riceve dei servizi scarsi ma, continuano ad invocare la carenza di personale e nessuno provvede a rendere produttivi i dipendenti già esistenti poichè non esiste una legge che vieta l’uso dei telefonini personali durante le ore di servizio.E’ una situazione vergognosa ma vedo che nonostante il ritocchino non si risolverà comunque nulla.

    1. Sono perfettamente d’accordo con la signora che ha commentato. Teniamo conto che ci sono anche moltissime persone protette da amicizie interne che continueranno ad usare il loro telefono privato, il loro facebook privato, non controllabile dall’azienda. Sicuramente verranno sanzionati solo i casi già vittime di mobbing, le persone “scomode e che non godono di protezioni” o, magari, una mamma che telefonerà a casa per sapere come sta il bambino (le lavoratrici madri sono molto penalizzate sui luoghi di lavoro) o le mentre l’amico dell’amico continuerà a spassarsela tranquillamente rubando ore di lavoro alla ditta o alla comunità, in caso di impiego pubblico.

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