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Fermo amministrativo e fermo auto: che differenza c’è?


Fermo amministrativo e fermo auto: che differenza c’è?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 settembre 2015



Sospensione dei pagamenti dell’amministrazione e ganasce fiscali: la procedura, le condizioni, cosa può fare il contribuente in caso di fermo auto.

Anche se il termine “fermo amministrativo” viene impropriamente utilizzato per riferirsi al “fermo auto” fatto da Equitalia nei confronti di chi non paga le cartelle esattoriali, si tratta invece di una misura completamente diversa.

La ragione di tale confusione sta probabilmente nel fatto che il fermo auto è la misura più utilizzata da Equitalia per ottenere il pagamento dei crediti di bassi importi, (sebbene, per come si dirà a breve, non vi sia né un limite minimo o massimo per la sua iscrizione).

Anche dagli addetti al settore e i giornali specializzati utilizzano il termine “fermo amministrativo” per riferirsi alle ganasce fiscali (ossia al “fermo amministrativo sull’auto” del contribuente). Cerchiamo allora di tracciare la differenza tra tali due istituti.

Cos’è il fermo amministrativo (sospensione dei pagamenti)

Tra tali misure che Equitalia può utilizzare per tentare di recuperare i propri crediti, vi è il fermo amministrativo in base al quale, l’amministrazione sospende il pagamento di un suo debito nei confronti del contribuente se quest’ultimo è a sua volta debitore verso il fisco.

La legge [1] consente all’Amministrazione Finanziaria (così l’Agenzia delle Entrate) a tutela dei propri crediti erariali, di ricorrere alla procedura del fermo amministrativo. In pratica, dopo l’accertamento dell’esistenza di eventuali debiti nei confronti del cittadino, l’Amministrazione può procedere all’incameramento delle somme dovute dallo Stato al contribuente a compensazione dei debiti di quest’ultimo con i crediti dello Stato. Il che vale tanto per finanziamenti dovuti al cittadino quanto per pagamento di forniture erogate dall’imprenditore nei confronti della P.a., o altre somme comunque dovute dallo Stato.

La sospensione dei pagamenti nei confronti del soggetto che sia debitore nei confronti dell’erario è richiesta, dall’Amministrazione che vanta il credito alle altre amministrazioni eventualmente debitrici. Queste sono tenute ad eseguirla in attesa di un successivo provvedimento definitivo di incameramento o di sblocco del pagamento oggetto del fermo.

Cos’è il fermo auto

Il fermo auto, invece (comunemente detto anche “ganasce fiscali”) è una misura cautelare adottabile da Equitalia sui “veicoli, autoscafi e aeromobili” e tutti gli altri beni mobili registrati qualora, dopo 60 giorni dalla notifica della cartella di pagamento o, di regola, 90 giorni dalla notifica dell’avviso di accertamento esecutivo, il contribuente non abbia versato le somme contestate.

Ovviamente, l’iscrizione del fermo nei registri mobiliari ha come conseguenza il divieto di circolazione del veicolo o della sua rottamazione, ma non della vendita (tuttavia, in tal caso, il nuovo titolare acquisterà l’auto con tutto il fermo).

In caso di inosservanza del divieto di circolazione scattano le seguenti sanzioni:

– sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 731 ad 2.928 euro;

– confisca del veicolo.

Non si applicano invece le sanzioni penali previste per il caso di sottrazione di cose sottoposte a sequestro. Infatti, esse si applicano solo in caso di sequestro conservativo e di pignoramento.

Come già detto, il fermo non comporta il divieto di vendita del veicolo. Il bene oggetto di fermo, infatti, può essere ceduto a terzi in quanto il provvedimento rappresenta una misura cautelare, senza comportare alcun vincolo di indisponibilità.

Tuttavia, nel caso in cui il venditore non avvisi l’acquirente dell’iscrizione del provvedimento di fermo nei pubblici registri può essere chiamato in giudizio da quest’ultimo al fine di ottenere una riduzione del prezzo o la risoluzione del contratto. Secondo infatti il codice civile [2] “se la cosa è gravata da oneri o da diritti reali o personali non apparenti che ne diminuiscono il libero godimento e non sono stati dichiarati nel contratto, il compratore che non ne abbia avuto conoscenza può domandare la risoluzione del contratto oppure una riduzione del prezzo “.

L’avviso preventivo del fermo

Prima dell’esecuzione del fermo, deve essere notificato al debitore o ai co-obbligati una “Comunicazione preventiva di fermo amministrativo”, preavvisando l’iscrizione del fermo in caso di mancato pagamento entro 30 giorni.

note

[1] Art. 69 del R.D. 2440/23.

[2] Art. 1489 cod. civ.

Autore immagine: 123rf com

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