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Cosa sono gli oneri di riscossione e di esecuzione di Equitalia?

7 settembre 2015


Cosa sono gli oneri di riscossione e di esecuzione di Equitalia?

> Che significa? Pubblicato il 7 settembre 2015



Cartella esattoriale di Equitalia, voci da pagare: percentuale per gli oneri di esecuzione variabile dal 3 al 6%.

Gli “Oneri di riscossione e di esecuzione” sono il nuovo nome dato all’aggio di Equitalia: una sorta di compenso che finisce all’Agente della riscossione per la propria attività di recupero crediti. È anche l’unica parte della cartella di pagamento che entra direttamente nelle tasche di Equitalia e non dello Stato.

Il cambio di nomenclatura è avvenuto con l’approvazione, venerdì 4 settembre 2015, da parte del Governo, di uno dei decreti attuativi della delega fiscale (sarà approvato in via definitiva dal Parlamento il 24 settembre e non sono previste modifiche).

La misura

La misura degli oneri di riscossione e di esecuzione è – come il precedente aggio – variabile, a seconda che il contribuente paghi la cartella esattoriale entro i primi 60 giorni dalla notifica o successivamente. In particolare:

– pagamento entro i primi 60 giorni dalla notifica della cartella di Equitalia: gli oneri ammontano al 3% calcolati sull’imposta evasa, interessi e sanzioni (in precedenza l’aggio corrispondeva invece al 4,08%);

– pagamento oltre i 60 giorni dalla notifica della cartella di Equitalia: in tal caso gli oneri di riscossione vengono elevati al 6%, sempre da conteggiare sull’imposta evasa, sulle sanzioni, sugli interessi da ritardata iscrizione e sugli interessi di mora (la misura dell’aggio era, invece, pari all’8%).

Periodo transitorio

Per evitare che il calo dell’aggio possa comportare il rischio di buchi di bilancio a Equitalia, è previsto un periodo transitorio con l’obiettivo di consentire all’Agente della riscossione di adeguarsi alle nuove regole. Questo vuol dire che sulle cartelle emesse fino alla fine di quest’anno l’aggio dovrebbe continuare a essere pari all’8%.
Altre novità in materia di oneri di riscossione

Sarà possibile pagare gli oneri di riscossione pari all’1% delle somme dovute a seguito, ad esempio, di avvisi bonari in caso di riscossione spontanea, prima della notifica della cartella di pagamento.

 

Il predetto decreto attuativo della delega fiscale prevede anche la possibilità, per Equitalia, di notificare le cartelle esattoriali attraverso la posta elettronica certificata (Pec) non più solo a imprese, ditte individuali e professionisti, come già in precedenza, ma anche a tutti gli altri contribuenti, persone fisiche, che ne facciano espressamente richiesta. In pratica, al fine di inviare tramite Pec le cartelle, Equitalia utilizzerà gli indirizzi presenti e consultabili presso il Registro delle imprese (per le società e le ditte individuali) e presso gli ordini o collegi professionali (per i professionisti). Tuttavia, ed è questa è la vera novità, il contribuente non obbligato ad avere la Pec può decidere di dotarsene al fine di poter ricevere su tale indirizzo le eventuali cartelle di pagamento e risparmiare così i costi di notifica.

Raccomandiamo, quindi, massima attenzione a quanti decideranno per il nuovo sistema di notifica: chi non aprirà la propria casella di posta elettronica, a prescindere dalle motivazioni, non verrà giustificato e la consegna a mezzo Pec (cui non seguirà alcuna notifica “materiale” del plico) si considererà compiuta ugualmente e i tempi per eventuali ricorsi ormai scaduti. Così non potrà essere considerata una valida motivazione l’assenza di linea internet, l’aver consegnato le chiavi di accesso al proprio commercialista, l’aver perso la password di accesso alla casella, il mancato funzionamento della casella stessa, ecc.


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