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Cos’è l’Arbitrato bancario: uno strumento conveniente per il cliente

22 Giugno 2016 | Autore:


> Business Pubblicato il 22 Giugno 2016



I vantaggi di un sistema che sembra finalmente decollare: giudizi rapidi e nel 99% dei casi rispettati dalle banche.

Istituito nel 2009 l’arbitrato bancario sembra finalmente ottenere i risultati sperati in termini di numeri di controversie risolte.

Inoltre pare che il sistema convenga molto ai clienti che ricorrono, per il 68% dei casi difatti si verificano condizioni a loro favorevoli e il tasso di rispetto delle decisioni da parte della banca è vicino al 100%.

Cos’è l’arbitrato bancario?

L’arbitrato bancario, istituito nel 2009 [1], punta a dare una risoluzione alle controversie tra clienti e banche senza arrivare in tribunale, cioè per via stragiudiziale.

Si tratta insomma di un metodo rapido per cercare di dirimere una controversia con una banca o un altro soggetto finanziario.

Per accedere all’arbitrato il costo da sostenere è di appena 20 euro e – ciò che è più importante – il giudizio dell’arbitrato deve pervenire entro i successivi 105 giorni. Inoltre tali tempistiche sembra siano in via di ulteriore riduzione, la Banca d’Italia punta difatti a ridurre entro il 2018 a meno di 3 mesi i tempi medi per il giudizio.

L’unico potenziale svantaggio del sistema è che il giudizio arbitrale non è vincolante per la parte soccombente.

Si deve però sottolineare che stando ai dati diffusi, quando a perdere è la banca il giudizio viene rispettato nel 99% dei casi. L’interesse della banca difatti è chiudere la causa con il cliente, evitando i potenziali danni di immagine che potrebbero derivare dall’eventuale giudizio in tribunale.

Arbitrato bancario: conviene?

Per capire se convenga o meno l’arbitrato bancario è necessario tenere presente i numeri del fenomeno. Nello scorso anno sono stati effettuati quasi 13.600 ricorsi contro le banche, con un incremento di 21 punti percentuali rispetto al 2014. I primi 6 mesi del 2016 hanno fatto registrare un incremento ulteriore di 56 punti percentuali rispetto al 2015, spinti anche dalle ultime vicende relative alla solidità bancaria.

Il dato che testimonia però la convenienza dell’arbitrato per il cliente è un altro ed è rilevante: nel 68% dei casi, se si considera il 2015 i clienti hanno ottenuto una decisione a loro favorevole. Nel 41% dei casi l’Arbitro ha accolto le loro richieste, mentre per il 27% la risoluzione della contesa è stata comunque soddisfacente per il cliente. Numeri che danno fiducia.


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