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Comuni: vietato pubblicare i nomi di chi non paga le tasse

7 settembre 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 settembre 2015



Mettere on line la black list dei cittadini morosi è illegittimo e ingiustificato e lede privacy e dignità personale: parola del Garante per la Privacy.

 

Il Comune non può pubblicare sul proprio sito web istituzionale l’elenco dei cittadini che non pagano le tasse. Secondo il Garante per la Privacy [1] tale pubblicazione rappresenta un ingiustificato strumento vessatorio e, vista l’ampiezza della pubblicità dei dati, lede fortemente la privacy e la dignità personale dei soggetti coinvolti.

In particolare, la pubblicazione on line della black list dei cittadini morosi viola il principio di legalità per diversi motivi.

Innanzitutto il Comune non può prevedere, neppure con apposito regolamento, la pubblicazione on line dei nomi dei cittadini morosi come sanzione accessoria per il mancato pagamento dei tributi. Esistono già delle sanzioni amministrative in caso di mancato o erroneo pagamento delle tasse e, dato che esse rientrano nella competenza esclusiva della legislazione statale, non possono essere oggetto di legislazione locale.

Inoltre, la pubblicazione viola la legge sulla trasparenza della PA [2] in quanto quest’ultima stabilisce che le pubbliche amministrazioni possono mettere on line anche informazioni e documenti di cui non è obbligatoria la pubblicazione purché provvedano a rendere anonimi i dati personali eventualmente presenti.

In ogni caso, l’iniziativa del Comune viola il Codice della privacy poiché attua un trattamento dei dati personali non conforme ai principi sanciti: necessità, pertinenza e non eccedenza nel trattamento.

Difatti la finalità di stimolare il senso civico dei cittadini ed esortarli al pagamento delle tasse attraverso la “minaccia” della pubblicazione dei loro nomi in caso di morosità, non corrisponde ai principi suddetti e può essere soddisfatta con le misure già vigenti (procedimento di riscossione coattiva dei tributi, interessi di mora, sanzioni amministrative).

Dunque secondo il Garante per la Privacy la pubblicazione on line della black list dei cattivi pagatori, essendo la forma di pubblicità più ampia dei dati personali, è illegittima e ingiustificata sotto diversi profili. Il fine di stimolare il pagamento dei tributi non giustifica il mezzo e provoca solo danni e disagi alla dignità personale di cittadini.

note

[1] Garante per la Privacy, newsletter n. 405 del 28.8.15.

[2] D.L. 33/2013.

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