Riforma pensioni, il Governo fa dietrofront

7 settembre 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 settembre 2015



Nessun inserimento della riforma previdenziale nella Legge di Stabilità 2016.

 

Gli annunci di pochi giorni fa, provenienti da numerosi parlamentari ed esponenti di Partiti Politici, avevano fatto ben sperare quella moltitudine d’italiani fortemente danneggiata dal decreto Salva Italia [1], ossia dalla Riforma Fornero delle pensioni. Si parlava, infatti, di un imminente inserimento di una nuova riforma previdenziale nella Legge di Stabilità 2016.

L’estensione dell’Opzione Donna

Addirittura, erano già state messe nero su bianco diverse proposte: una, meno vantaggiosa per i pensionati, caldeggiata dal Presidente dell’Inps, Tito Boeri, che prevedeva un’uscita con massima flessibilità, ma con assegno da calcolarsi interamente col metodo contributivo. In pratica, un ampliamento dell’Opzione Donna (che permette di pensionarsi a 57 anni e 3 mesi d’età- 58 anni e 3 mesi per le lavoratrici autonome-con 35 anni di contributi, se si quantifica il trattamento col contributivo). Possibilità che comporta una forte penalizzazione economica, è vero, ma pur sempre una possibilità, per quei lavoratori che, a causa di problemi dell’azienda o familiari, rischierebbero di trovarsi senza stipendio e senza pensione.

La flessibilità in uscita

Un’altra proposta, ideata da Poletti, e riformulata più volte, da più parti (persino dalla stessa Fornero), prevedeva un’uscita anticipata, a 62 o 63 anni, con un minimo di 35 anni di contribuzione, ed una decurtazione dell’assegno del 3 o del 3,5% annuo: certamente una possibilità più vantaggiosa, rispetto al trattamento calcolato col contributivo.

Ma nessuna delle due proposte, neppure quella di Boeri, è stata presa in considerazione: eppure, entrambe avrebbero comportato un significativo risparmio nelle casse erariali. Purtroppo, però, i risparmi si sarebbero manifestati nel lungo periodo, e, sia la Ragioneria dello Stato, sia Bruxelles (che controlla regolarmente i conti dell’Italia), tengono in considerazione il breve periodo.

Una maggiore elasticità in uscita, infatti, anche se comporterebbe minori esborsi negli anni, nell’immediato causerebbe un’impennata di domande di pensione, dovuta a quella moltitudine di lavoratori e disoccupati rimasti bloccati “nel limbo”, in attesa di raggiungere l’età per il trattamento di vecchiaia, o gli anni necessari per la pensione anticipata. Le nostre casse, secondo quanto ha riferito il Ministro Padoan, non sarebbero in grado di reggere un innalzamento delle richieste di pensionamento, e la riforma delle pensioni, anche la meno vantaggiosa per i cittadini, subirebbe comunque una drastica bocciatura dalla UE.

Il contributo di solidarietà

Per reperire le risorse, era stata proposta, dallo stesso Presidente Inps, l’istituzione di un contributo di solidarietà, per quelle pensioni più alte, percepite nonostante pochi anni di contribuzione, grazie a normative di favore: una soluzione equa, che (chissà perché) non è invece piaciuta ai nostri governanti.

Opzione Donna per il 2015

Non sono stati fatti, per ora, passi indietro riguardo alla possibilità di fruire dell’Opzione Donna, per tutte quelle lavoratrici che maturano i requisiti entro il 31 dicembre 2015: il via libera dovrebbe essere fornito a breve. Nel frattempo, le interessate possono comunque inviare la domanda di pensione all’Inps, che terrà le istanze da parte, senza respingerle.

La Settima Salvaguardia

Non risulta nessun dietrofront nemmeno per la Settima Salvaguardia, anche se pare che non possa essere approvata la proposta della Lega, che prevede una Salvaguardia a tempo indeterminato, ossia senza una data ultima di scadenza. Per un approfondimento sull’argomento, potete vedere chi ha diritto alla Settima Salvaguardia.

note

[1] D.L. 201/2011.

Autore immagine: 123rf com


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