Avvocati: i nuovi requisiti per rimanere nell’albo

8 Settembre 2015
Avvocati: i nuovi requisiti per rimanere nell’albo

L’avvocato dovrà possedere la partita IVA, la PEC, l’uso di uno studio e un’utenza telefonica, ma soprattutto aver trattato almeno 5 affari per ciascun anno.

Dopo il parere positivo del CNF, il 27 agosto scorso anche il Consiglio di Stato ha approvato lo schema di regolamento [1] contenente le condizioni che gli avvocati dovranno rispettare per poter rimanere iscritti all’albo professionale. Il rispetto delle nuove regole – tra cui uno studio, il telefono, la partita IVA e l’aver trattato almeno cinque affari l’anno – verrà verificato, ogni tre anni, dal Consiglio dell’Ordine locale (leggi “Avvocato solo se in modo effettivo e continuativo”).

Cammina liscio e senza ostacoli l’iter del nuovo regolamento che definisce i paletti da rispettare per il titolo di avvocato: oltre, infatti, all’iscrizione obbligatoria alla Cassa Forense – che già tante polemiche suscitato con l’approvazione della nuova legge professionale – a breve bisognerà osservare una serie di ulteriori limiti. È stata la legge di riforma forense ad aver demandato a un ulteriore regolamento il compito di stabilire le modalità di accertamento dell’esercizio effettivo, continuativo, abituale e prevalente della professione di avvocato.

Secondo lo schema, la professione forense è esercitata in modo effettivo, continuativo, abituale e prevalente quando l’avvocato:

– è titolare di una partita IVA attiva;

– ha l’uso di locali destinati allo studio professionale anche in associazione professionale, società professionale o in associazione di studio con altri colleghi;

– ha l’uso di una utenza telefonica destinata esclusivamente allo svolgimento dell’attività professionale: anche in questo caso il contratto può essere in associazione professionale, società professionale o in associazione di studio con altri colleghi;

– ha trattato almeno cinque affari per ciascun anno, anche se l’incarico professionale è stato conferito da altro professionista;

– è titolare di un indirizzo di posta elettronica certificata, comunicato al consiglio dell’Ordine;

– ha assolto l’obbligo di aggiornamento professionale secondo le modalità e le condizioni stabilite dal Consiglio Nazionale Forense;

– ha in corso una polizza assicurativa a copertura della responsabilità civile derivante dall’esercizio della professione;

– ha corrisposto i contributi annuali dovuti al consiglio dell’ordine;

– ha corrisposto i contribuiti dovuti alla Cassa di Previdenza Forense.

Se non saranno rispettati tutti tali requisiti – e non solo alcuni – il professionista verrà cancellato dall’albo.

I requisiti possono essere autocertificati [2] con dichiarazioni sostitutive da sottoporre comunque a controllo a campione.

Se l’avvocato non possiede o ha perso uno o più di tali requisiti può salvarsi dalla cancellazione solo se dimostra la presenza di giustificati motivi, come ad esempio cause di ordine oggettivo (viene dato rilievo a una situazione di crisi economica diffusa sul territorio o ad altre cause attinenti a mercato rilevante per il professionista) o soggettivo (per esempio, una malattia).

I giovani sono esclusi

Il nuovo regolamento si applica agli avvocati stabiliti, ma non i giovani avvocati: sono infatti esentati i professionisti con un’anzianità di iscrizione all’albo inferiore a cinque anni e gli avvocati iscritti alla sezione speciale per i cittadini degli Stati Membri UE.

Cancellazione e reiscrizione

Se la cancellazione dall’albo degli avvocati ha avuto luogo per mancanza del requisito del numero minimo di cinque affari per anno o per mancato aggiornamento professionale obbligatorio, per la reiscrizione bisognerà attendere almeno 12 mesi dal momento in cui la delibera di cancellazione è divenuta esecutiva (si tratta, infatti, del tempo minimo occorrente per acquisire effettivamente i requisiti).

In tutti gli altri casi la reiscrizione all’albo può avere luogo anche subito dopo la cancellazione e sempre che il professionista sia venuto in possesso dei requisiti mancanti.

La procedura di contestazione

Se il Consiglio dell’Ordine locale rileva la mancanza di uno o più requisiti in capo all’avvocato, lo invita, a mezzo Pec o con lettera raccomandata con avviso di ricevimento, a presentare eventuali osservazioni entro un termine non inferiore a 30 giorni. L’avvocato che ne fa richiesta è ascoltato personalmente. La delibera di cancellazione è notificata entro 15 giorni all’interessato.


note

[1] Regolamento recante disposizioni per l’accertamento dell’esercizio della professione, a norma dell’art. 21, comma 1, della legge 31 dicembre 2012, n. 247.

[2] Nelle forme di cui agli artt. 46 e 47 del dpr 445/2000.

Autore immagine: 123rf com


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