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Permessi dal lavoro per donazione di sangue o midollo osseo

8 settembre 2015


Permessi dal lavoro per donazione di sangue o midollo osseo

> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 settembre 2015



Permesso retribuito per donatori: il quantitativo di sangue minimo, modalità della domanda, trattamento retribuito, ore di riposo.

La legge prevede un particolare regime di permessi retribuiti per chi effettua donazioni di sangue o di midollo osseo. In questa breve scheda, cercheremo di comprendere, per entrambe le ipotesi di donatori, quali sono i presupposti per ottenere il permesso, come va presentata la domanda al datore di lavoro, a quanto ammonta la retribuzione e come vanno calcolati i giorni di riposo.

DONATORI DI SANGUE

 

Tutti i lavoratori subordinati che donano gratuitamente il sangue hanno diritto ad astenersi dal lavoro (in virtù di un permesso retribuito) per l’intera giornata lavorativa in cui effettuano la donazione, allo scopo di ripristinare le energie fisiche, percependo la normale retribuzione.

Il periodo di riposo ha una durata di 24 ore, che decorrono dal momento in cui il lavoratore si è assentato dal lavoro per l’operazione di prelievo o, in mancanza di tale riferimento, dal momento della donazione risultante dal certificato medico.

La retribuzione copre solo le ore di lavoro effettivamente non prestate.

I contributi previdenziali relativi ai giorni di assenza sono accreditati tramite contribuzione figurativa.

Calcolo del periodo di 24 ore e della relativa retribuzione

Mettiamo il caso tipico di un lavoratore con il seguente orario di lavoro: 8.30/12.30 e 13.30/17.30, da lunedì a venerdì. Si possono verificare le seguenti ipotesi.

– Se il lavoratore si assenta dal lavoro per effettuare la donazione alle 11 di lunedì, deve rientrare alle 11 del martedì e gli verranno riconosciute 8 ore di permesso retribuito.

– La donazione viene effettuata domenica mattina alle 10: il lavoratore deve rientrare al lavoro alle 10 di lunedì, con diritto ad usufruire di un’ora e mezza di permesso retribuito per il lunedì.

– La donazione viene effettuata sabato alle ore 14: le 24 ore scadono alle 14 di domenica e non verrà concesso alcun permesso.

– La donazione viene effettuata alle 15 del venerdì: il lavoratore ha diritto a due ore e mezza di permesso retribuito per la giornata di venerdì.

Come ottenere il permesso retribuito

Per ottenere il riconoscimento dei permessi retribuiti il lavoratore deve:

– cedere una quantità di sangue pari ad almeno 250 grammi;

– effettuare la donazione presso un centro di raccolta o un centro trasfusionale autorizzato dal ministero della Sanità;

– consegnare al datore di lavoro sia una dichiarazione che attesti la cessione gratuita del sangue, con l’indicazione delle ore di permesso e della retribuzione percepita, sia un certificato rilasciato dal medico che ha effettuato il prelievo, contenente i dati anagrafici del lavoratore, la quantità di sangue prelevata gratuitamente, il giorno e l’ora. Questo certificato deve essere compilato su modulo intestato al centro dove è avvenuta la donazione e va prodotto anche nel caso di mancata o incompleta donazione.

La dichiarazione del lavoratore e la certificazione medica devono essere conservate dal datore di lavoro per 10 anni.

Pagamento retribuzione

Il pagamento della retribuzione del lavoratore per le ore di permesso è posto a carico dell’INPS mediante il meccanismo dell’anticipazione da parte del datore di lavoro.

Il datore di lavoro che abbia anticipato per conto dell’INPS la retribuzione può chiedere il rimborso, attraverso il flusso UniEmens entro la fine del mese successivo a quello in cui il lavoratore ha donato il sangue.

La retribuzione da erogare corrisponde alla retribuzione globale di fatto, compreso ogni elemento accessorio, con esclusione di elementi non ricorrenti o legati all’effettiva prestazione, come ad esempio lo straordinario.

Ai lavoratori turnisti che si siano assentati durante il turno previsto, spetta la retribuzione comprensiva dell’indennità di turno.

Nel caso di datori di lavoro non tenuti alla denuncia contributiva e artigiani che occupano solo apprendisti, il datore di lavoro deve chiedere il rimborso all’INPS di quanto anticipato al lavoratore. Alla domanda di rimborso devono essere allegati, per ciascun donatore:

– la dichiarazione del donatore;

– il certificato medico.

La domanda di rimborso deve essere inoltrata esclusivamente in modalità telematica alla sede INPS di competenza entro la fine del mese successivo a quello in cui il lavoratore ha donato il sangue.

 

DONATORI DI MIDOLLO OSSEO

I lavoratori dipendenti che donano gratuitamente il midollo osseo hanno diritto a permessi retribuiti per l’espletamento degli atti preliminari alla donazione e a percepire la normale retribuzione per la donazione stessa e per i giorni successivi di convalescenza.

Si considerano atti preliminari alla donazione:

– il prelievo finalizzato all’individuazione dei dati genetici;

– i prelievi necessari all’approfondimento della compatibilità con i pazienti in attesa di trapianto;

– l’accertamento dell’idoneità alla donazione.

La donazione può essere effettuata una sola volta nella vita.

I CCNL possono prevedere ulteriori disposizioni in materia.

Indennità

Il donatore ha diritto ad un compenso per le assenze (giornaliere e/o orarie) correlate alla donazione. In particolare, al lavoratore spetta un’indennità (anticipata dal datore di lavoro e rimborsata dall’INPS tramite conguaglio con denuncia contributiva), equivalente alla retribuzione che gli sarebbe stata corrisposta se avesse prestato la normale attività lavorativa.

L’indennità viene erogata:

– per le ore di permesso occorrenti agli accertamenti ed ai prelievi preliminari, anche nel caso in cui a tali atti non abbia fatto seguito la donazione;

– per le giornate di degenza necessarie al prelievo, a prescindere dalla quantità di sangue midollare donato;

– per le giornate di convalescenza che successivamente sono necessarie ai fini del completo ripristino dello stato fisico del donatore, secondo quanto certificato dall’équipe medica che ha effettuato il prelievo di midollo osseo.

Il datore di lavoro recupera la retribuzione anticipata per conto dell’INPS attraverso il flusso UniEmens. Qualora sia escluso da tale procedura, il datore di lavoro può chiedere direttamente all’INPS il rimborso utilizzando il modello RIMB./MID. OSSEO, entro la fine del mese successivo a quello in cui sono state corrisposte le indennità. La domanda di rimborso va inoltrata esclusivamente in modalità telematica.

Contributi

I contributi previdenziali relativi ai giorni di permesso sono accreditati tramite contribuzione figurativa. La copertura avviene facendo riferimento ad un valore retributivo determinato sulla base della retribuzione effettiva degli interessati.

A tal fine, i servizi che hanno reso le prestazioni sanitarie certificano in favore del datore di lavoro l’accesso del dipendente e le pratiche inerenti alla procedura di donazione cui è stato sottoposto il dipendente.

note

Autore immagine: 123rf com

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1 Commento

  1. Buonasera,
    Ho una perplessità: il lavoratore che richiede il permesso per la donazione di sangue vedrà detrarsi la giornata lavorativa (8 ore) dal monte ore di permessi maturati, così come per un normale permesso per motivi personali? Vi è qualche riferimento normativo?

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