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Lo sai che? Precetto: quando è nullo?

Lo sai che? Pubblicato il 8 settembre 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 8 settembre 2015

Elementi essenziali dell’atto di precetto: quando scatta la nullità dell’atto e del pignoramento.

L’atto di precetto è un atto del creditore (può essere firmato direttamente da quest’ultimo o dal suo avvocato) che consiste nell’intimazione di adempiere l’obbligo risultante dal titolo esecutivo (una precedente sentenza, un decreto ingiuntivo, un assegno, una cambiale, un mutuo con la banca, ecc.). Al debitore viene offerto un termine massimo di 10 giorni, scaduti i quali, in mancanza di adempimento, il creditore potrà procedere con il pignoramento (esecuzione forzata). Se il creditore non agisce, però, entro 90 giorni, il precetto “scade” e ogni eventuale azione esecutiva è nulla. Tuttavia, nulla toglie che il creditore potrebbe notificare un nuovo atto di precetto (cosiddetto “precetto in rinnovazione”) per riproporre il pignoramento. Questa possibilità è consentita al creditore fino a quando non si prescrive il titolo esecutivo che, in caso di atti giudiziari, è di 10 anni, per le cambiali è di 3 anni, mentre per gli assegni è di 6 mesi.

Il codice di procedura civile [1] indica una serie di elementi che il precetto deve necessariamente contenere: in mancanza di alcuni di essi, il precetto è nullo e, quindi, sarà nulla anche l’eventuale esecuzione forzata successiva. Vediamoli qui di seguito.

È causa di nullità la mancanza di indicazioni relative alla parte istante e alla parte obbligata:

– per la persona fisica: nome, cognome e residenza (o anche domicilio o dimora) indicazione eventuale della persona che la rappresenta o la assiste;

– per la società, l’associazione o il diverso ente: indicazione della ragione o denominazione o della ditta, con l’indicazione anche generica dell’organo o ufficio che ne ha la rappresentanza.

La legge poi impone al creditore di dichiarare la residenza o eleggere il domicilio nel Comune in cui ha sede il giudice dell’esecuzione: ma, in questo caso, se non lo fa il precetto resta valido. L’unica conseguenza è che le notifiche nei suoi saranno effettuate nella cancelleria del giudice dell’esecuzione competente.

Il precetto deve indicare il titolo esecutivo sulla scorta del quale è stato emesso. A riguardo la giurisprudenza ha ritenuto che la mancata indicazione degli elementi che permettano l’identificazione del titolo è causa di nullità dell’atto [2].

Anche la mancata indicazione della data di notificazione del titolo esecutivo, se avvenuta prima della notificazione del precetto, comporta la nullità del precetto. Allo stesso modo è considerata causa di nullità la mancata menzione dell’apposizione della formula esecutiva sul titolo esecutivo e la relativa data.

Il precetto deve indicare, ancora, a pena di nullità, la trascrizione integrale del titolo esecutivo, solo nei casi in cui è richiesta dalla legge, ossia:

– le scritture private autenticate, la cambiale o l’assegno;

– gli accordi di mediazione [3];

– gli accordi di negoziazione assistita da uno o più avvocati [4].

La copia autentica del titolo di credito sostituisce a tutti gli effetti l’originale e vale, quindi, al pari di quello, come titolo esecutivo [5].

Solo se il precetto si riferisce ad obbligazioni di consegnare o rilasciare un determinato bene mobile o immobile, il precetto è nullo se manca l’indicazione della somma domandata in base al titolo esecutivo oppure la descrizione sommaria dei beni oggetto dell’esecuzione, nell’esecuzione per consegna o rilascio.

L’assenza dell’avvertimento che, in mancanza di adempimento, si procederà all’esecuzione forzata, benché elemento caratterizzante il precetto, non è causa di nullità [6].

Di norma l’avvocato del creditore indica, nel precetto, le spese sostenute dal creditore (ad esempio per la registrazione e la notifica del titolo esecutivo, per la redazione e notificazione del precetto), insieme ai relativi onorari. La mancanza di tali elementi non determina la nullità del precetto: il precetto, dunque, è comunque valido e le spese possono essere liquidate dal giudice dell’esecuzione [7].

Il precetto deve indicare la sottoscrizione di chi lo ha redatto (avvocato o parte). Di regola l’atto è sottoscritto dall’avvocato che lo ha predisposto tanto nell’originale quanto nella copia. Il difensore indica inoltre il proprio codice fiscale ed il numero di fax [8].

Il creditore può però firmarlo personalmente, senza l’ausilio del difensore [9].

La mancanza della sottoscrizione è causa di nullità del precetto [10].

L’avvocato deve essere munito di procura (generale o speciale, conferita con atto pubblico o scrittura privata autenticata ed espressamente menzionata nell’atto di precetto). Il precetto può contenere la sola sottoscrizione dell’avvocato, anche se non ancora munito di procura al momento della notificazione, per la quale è possibile provvedere in seguito [11].

Come anticipato in apertura, il creditore deve indicare nel precetto il termine entro il quale il debitore deve adempiere, che (salvo casi particolari) non può essere inferiore a 10 giorni, o a 120 giorni in caso di precetto nei confronti di una Pubblica Amministrazione [12].

L’indicazione di un termine più breve o la mancata indicazione del termine non costituisce causa di nullità del precetto [13], in ogni caso il debitore deve adempiere entro e non oltre 10 giorni.

Se ricorrono ragioni di urgenza o il pericolo di una ritardata esecuzione, il creditore può fare istanza al presidente del tribunale competente per l’esecuzione che valuta se autorizzare l’esecuzione immediata, con o senza cauzione.

Con una recente riforma [14] la legge ha stabilito che l’atto di precetto deve contenere l’ulteriore avvertimento che il debitore può, con l’ausilio di un organismo di composizione della crisi o di un professionista nominato dal giudice, trovare una soluzione alla sua situazione di indebitamente concludendo coi creditori un accordo di composizione della crisi o proponendo loro un piano del consumatore. La legge sembrerebbe far discendere la nullità dalla mancata indicazione di tale elemento. Ma al momento è più prudente attendere i futuri orientamenti della giurisprudenza (leggi: “Precetto nullo senza indicazione dell’accordo”).

TRIBUNALE DI….

ATTO DI PRECETTO

Il sig….. (creditore) (CF………….), nato il……………a……………..ed elettivamente domiciliato a…., via…., n….., presso lo studio dell’Avv………. (CF…………….), numero fax ………….che lo rappresenta e difende per procura in calce (oppure: a margine) del presente atto

PREMESSO CHE

– con ricorso depositato il….., il sig….. (creditore) chiedeva ed otteneva dal Tribunale Civile di… decreto ingiuntivo n…… R.G. per €……., oltre interessi legali e spese di giudizio, nei confronti del sig….. (debitore);

– in data…. il sig….. (creditore) provvedeva a notificare il decreto ingiuntivo;

– il sig….. (debitore) non proponeva opposizione avverso il decreto ingiuntivo;

– in data…. il decreto ingiuntivo veniva munito della formula esecutiva;

– sino ad oggi il sig….. (debitore) non ha provveduto ad eseguire alcun pagamento;

– il sig….. (creditore) intende agire esecutivamente nei confronti del sig….. (debitore) per il recupero delle somme ingiunte;

****

tutto ciò premesso il sig….. (creditore) rappresentato e difeso come in epigrafe

INTIMA E FA PRECETTO

al sig….., residente a…., via…., di pagare entro e non oltre 10 giorni dalla notificazione del presente atto, con l’avvertenza che, in mancanza, si procederà ad esecuzione forzata, la somma complessiva di Euro….., così composta:

– Euro…. per il credito liquidato nel decreto ingiuntivo, oltre a Euro…. per interessi maturati fino ad oggi;

– Euro…. per spese liquidate in decreto (oltre IVA e CPA);

– Euro…. per imposta di registrazione del decreto;

– Euro…. per spese di notificazione del decreto ingiuntivo munito di formula esecutiva;

– Euro…., per le spese del presente atto di precetto e della sua notificazione.

Luogo e data

Sottoscrizione dell’avvocato

(PROCURA ALLE LITI)

(RELAZIONE DI NOTIFICAZIONE)

Nota all’esempio: Si ricorda che è obbligatorio indicare la PEC del creditore procedente (in mancanza, può anche essere indicata la PEC dell’avvocato). Dal 18 agosto 2014, l’avvocato non è più obbligato ad indicare il proprio indirizzo PEC negli atti che introducono il giudizio o una fase giudiziale e la mancata indicazione non è più sanzionata (art. 125 c.p.c. modif. dall’art. 45 bis DL 90/2014 conv. in L. 114/2014 e art. 13 c. 3 bis DPR 115/2002 modif. dalla L. 114/2014).

note

[1] Art. 480 cod. proc. civ.

[2] Cass. sent. n. 12230/2007.

[3] Art. 12 c. 1 D.Lgs. 28/2010 modif. dall’art. 5 c. 4 bis DL 132/2014 conv. in L. 162/2014.

[4] Art. 5 c. 2 bis DL 132/2014 conv. in L. 162/2014.

[5] Cass. sent. n. 5250/2010, n. 1165/1996.

[6] Cass. sent. n. 6230/1986.

[7] Cass. sent. n. 22300/2014.

[8] Art. 125 c.p.c. modif. dall’art. 45 bis DL 90/2014 conv. in L. 114/2014.

[9] Cass. sent. n. 3998/2006.

[10] Cass. sent. n. 2109/2014.

[11] Cass. sent. n. 9365/2000.

[12] Art. 14 c. 1 DL 669/96 conv. con L. 30/97.

[13] Cass. sent. n. 55/2002.

[14] Dl 83/2015.

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Cass. sent. n. 12230/2007

Il precetto deve contenere, a pena di nullità, l’indicazione degli elementi che permettano l’esatta identificazione del titolo esecutivo, in quanto requisito formale indispensabile perché il precetto stesso possa raggiungere lo scopo, che è quello di assegnare al debitore un termine per adempiere l’obbligo risultante dal titolo dispositivo e di preannunciare, per il caso di mancato adempimento, l’esercizio dell’azione esecutiva. (Nella specie la S.C. ha confermato la sentenza che aveva accolto l’opposizione agli atti esecutivi, perché non era indicata la data di notificazione del titolo e non era possibile comprendere, a causa dell’inserimento di voci non previste in sentenza, a quale titolo l’intimante avesse fatto riferimento)

 

Cass. sent. n. 6230/1986

L’omissione nel precetto dell’avvertimento previsto nel 1° comma dell’art. 480 c. p. c., secondo cui, in difetto di adempimento dell’obbligazione risultante dal titolo esecutivo, si procederà ad esecuzione forzata, non comporta nullità, non essendo comminata dalla legge siffatta sanzione, contrariamente a quanto stabilito con riferimento a taluni elementi del precetto dal 2° comma del cit. art. 480, né integrando quello avvertimento un elemento essenziale del precetto che, nella sua sostanza, consiste in una intimazione ad adempiere, di cui, in mancanza, si produrranno gli effetti ai quali l’atto è preordinato, e cioè la possibilità di dare inizio all’esecuzione.

Cass. sent. n. 3998/2006

Il precetto, pur rientrando tra gli atti di parte il cui contenuto e la cui sottoscrizione sono regolati dall’art.125 cod. proc. civ., non costituisce “atto introduttivo di un giudizio” contenente una domanda giudiziale, bensì atto preliminare stragiudiziale, che può essere validamente sottoscritto dalla parte oppure da un suo procuratore “ad negotia”. Ne consegue che, in caso di sottoscrizione del precetto da parte di altro soggetto in rappresentanza del titolare del diritto risultante sul titolo esecutivo, la rappresentanza è sempre di carattere sostanziale, anche se conferita a persona avente la qualità di avvocato, restando conseguentemente irrilevante il difetto di procura sull’originale o sulla copia notificata dell’atto.

Cass. sent. n. 9365/2000

Il precetto è sottoscritto dalla parte o dal difensore munito di procura. La procura al difensore da parte del creditore può essere conferita anche dopo la notificazione del precetto al debitore, ma, ove venga proposta opposizione al precetto, la stessa dev’essere conferita in tempo utile per poter essere depositata nel giudizio d’opposizione.

Cass. sent. n. 55/2002

In tema di esecuzione forzata, la fissazione di un termine ad adempiere inferiore ai dieci giorni contenuta nel precetto non costituisce causa di nullità del precetto stesso se l’esecuzione non sia iniziata prima del termine stabilito “ex lege” (salva autorizzazione all’esecuzione immediata, concessa ex art. 482 cod. proc. civ.), mentre l’inizio della procedura esecutiva nel minore termine così illegittimamente fissato è causa di nullità del (precetto e del) pignoramento anticipatamente compiuto. L’eventuale autorizzazione all’esecuzione immediata (collegata dalla legge al pericolo nel ritardo) deve, poi, figurare nell’atto di precetto o in un atto ad esso successivo, e giammai in un atto anteriore all’intimazione del precetto stesso, con la conseguenza che non è consentito al giudice dell’esecuzione ricavare (come nella specie) l’esistenza dell’autorizzazione stessa dal fatto che, nel preambolo del decreto ingiuntivo fatto valere come titolo esecutivo, siano congiuntamente richiamate, “sic et simpliciter”, le norme di cui agli artt. 642 e 482 cod. proc. civ., ovvero dal fatto che l’istanza di esecuzione immediata sia contenuta nel ricorso per conseguire il detto decreto.


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