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Come si fa la nuova ricerca telematica dei beni da pignorare

9 settembre 2015


Come si fa la nuova ricerca telematica dei beni da pignorare

> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 settembre 2015



Esecuzione forzata e pignoramento: la ricerca all’anagrafe tributaria dopo la modifica del Dl 83/2015 conv. in legge n. 132/2015.

Il pignoramento ora si fa tramite computer: il creditore, infatti, non necessita più di effettuare la classica caccia al tesoro per scovare i beni del debitore da andare a prelevare insieme all’ufficiale giudiziario. Le modifiche apportate dall’ultima riforma del processo civile [1], hanno semplificato la possibilità di accesso, da parte del creditore procedente, all’anagrafe tributaria. È quella che è stata definita la “ricerca telematica” dei beni da pignorare, già prevista in precedenza ma, di fatto, rimasta non operativa. Ora, però, con la conversione in legge del decreto di riforma, e le modifiche apportate dal Parlamento, tutto l’iter risulta più chiaro e definito per come di seguito descritto. Ecco dunque come si fa la nuova ricerca telematica dei beni da pignorare.

L’istanza

Per le procedure successive al 27 giugno 2015, qualsiasi creditore (anche se ha semplicemente notificato il precetto, ma non ha ancora avviato, in precedenza, altri atti di esecuzione forzata) può fare istanza al Presidente del Tribunale per essere autorizzato alla ricerca telematica dei beni del debitore da parte dell’ufficiale giudiziario.

L’istanza può essere proposta decorso il termine per l’adempimento indicato nel precetto (ossia dopo 10 giorni dal ricevimento del precetto stesso da parte del debitore), ma neanche prima dei suddetti 10 giorni dalla notifica e, comunque, non oltre 90 (termine dopo il quale il precetto “scade”).

Se, tuttavia, vi è pericolo nel ritardo, il presidente del tribunale autorizza la ricerca telematica dei beni da pignorare prima della notificazione del precetto.

Allegati

Per presentare la richiesta è sufficiente allegare (secondo i primi orientamenti dei giudici [2]):

– copia fotostatica del titolo esecutivo (nel caso in specie, si trattava di decreto ingiuntivo dichiarato esecutivo)

– il precetto ritualmente notificato esibendo gli originali in Cancelleria.

L’istanza deve contenere l’indicazione dell’indirizzo di posta elettronica ordinaria nonché di quella certificata (Pec) e, infine, il numero di fax del difensore.

L’ufficiale giudiziario

L’ufficiale giudiziario accede mediante collegamento telematico ai dati contenuti nelle banche dati delle pubbliche amministrazioni e in particolare solo all’anagrafe tributaria e all’anagrafe dei conti correnti o, anche detta, dei rapporti finanziari (a partire, infatti, dal 21 agosto 2015, è soppresso ogni riferimento alle banche dati alle quali le pubbliche amministrazioni possono accedere e al pubblico registro automobilistico).

L’ufficiale giudiziario procede a pignoramento munito del titolo esecutivo e del precetto, anche acquisendone copia dal fascicolo informatico. Se vi è pericolo nel ritardo il precetto è consegnato o trasmesso all’ufficiale giudiziario prima che si proceda al pignoramento.

Se l’ufficiale giudiziario non dispone della strumentazione

Se le strutture tecnologiche necessarie a consentire l’accesso diretto da parte dell’ufficiale giudiziario alle banche dati non sono funzionanti, il creditore può essere autorizzato a consultare personalmente le banche dati telematiche.

A partire dal 21 agosto 2015, tale disposizione si applica limitatamente a ciascuna delle banche dati comprese nell’anagrafe tributaria, incluso l’archivio dei rapporti finanziari e degli enti previdenziali, sino al loro inserimento nell’elenco delle banche dati per le quali è operativo l’accesso da parte dell’ufficiale giudiziario [3]. Tale elenco è pubblicato sul portale dei servizi telematici.

Per maggiori informazioni leggi “Creditori e pignoramenti: accesso diretto all’anagrafe tributaria”.

note

[1] Dl. 83/2015 conv. in legge n. 132/2015.

[2] Trib. Napoli, decr. del 24.12.2014.

[3] Contenuto nell’art. 155 quater co. 1 disp.att. cod. proc. civ.

Autore immagine: 123rf com


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2 Commenti

  1. un avvocato di torino per la sola consultazione della banca dati mi ha chiesto 500€, più tutto il resto (precetto, ingiunzione ecc. ecc.)

  2. Articolo molto interessante x rintracciare velocemente i beni da pignorare. Finalmente una legge ottima.

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