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News Il nuovo pignoramento di veicoli e rimorchi

News Pubblicato il 9 settembre 2015

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> News Pubblicato il 9 settembre 2015

Come cambia il pignoramento dell’automobile dopo le modifiche del Dl 83/2015 convertito in legge n. 132/2015: possibile la forma del pignoramento mobiliare.

Una delle novità di maggior impatto, delle ultime riforme sull’esecuzione forzata, è, senza dubbio, la possibilità del creditore di pignorare l’automobile del debitore senza dover – come un tempo – recarsi presso il domicilio di quest’ultimo e ricercare fisicamente il mezzo prima di poterlo assoggettare alla vendita all’asta. Quella che un tempo era una vera e propria caccia al tesoro, resa ardua da chi poteva nascondere, anche il giorno prima, il proprio mezzo in un altro posto, ora è diventato un gioco da ragazzi. Il creditore, insieme all’ufficiale giudiziario, infatti, può svolgere tutta la procedura tramite computer. Peraltro, la recente riforma approvata quest’estate [1] ha ulteriormente semplificato tutto l’iter. Ma procediamo con ordine.

A partire dall’11.12.2014, il pignoramento di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi si esegue anche nelle forme tipiche del pignoramento mobiliare oltre alla forma “ad hoc” della riforma  ossia mediante notificazione al debitore e successiva trascrizione di un atto di pignoramento nel quale si indicano esattamente, con gli estremi richiesti dalla legge speciale per la loro iscrizione nei pubblici registri, il mezzo che si intende sottoporre ad esecuzione. In pratica, dopo aver acquisito l’informazione dal P.r.a. (oggi in corso di smantellamento, con spostamento delle funzioni alla Motorizzazione) circa le auto intestate al debitore, il creditore può procedere a notificare direttamente l’atto di pignoramento.

Di fatto quindi il creditore procedente potrà ora scegliere a quale forma di pignoramento ricorrere, se quella “tradizionale” del pignoramento mobiliare, o quella, invece, solo recentemente introdotta (che chiameremo “speciale“).

In realtà tale possibilità non pare possa considerarsi essere mai venuta meno. Gli autoveicoli, i motoveicoli e i rimorchi sono, infatti, beni mobili registrati, ma pur sempre beni mobili che, come tali, sono sempre stati considerati dal codice di procedura civile.

L’apprensione dei suddetti mezzi poteva dunque già avvenire seguendo le forme dell’espropriazione mobiliare, cioè mediante accesso diretto dell’ufficiale giudiziario nel luogo in cui il veicolo presumibilmente si trovava, per asportarlo con l’eventuale assistenza della forza pubblica, dell’IV.G. e di un trasportatore autorizzato mediante carro attrezzi, secondo le norme sull’espropriazione mobiliare: una forma comunque che ha mostrato tutte le sue problematicità per via della del difficile rinvenimento del bene.

La forma speciale del pignoramento dell’auto

L’atto di pignoramento deve inoltre contenere:

– l’ingiunzione al debitore di astenersi da qualunque atto diretto a sottrarre alla garanzia del credito;

– l’intimazione al debitore a consegnare entro 10 giorni i beni pignorati nonché i titoli e i documenti relativi alla proprietà e all’uso dei medesimi all’istituto vendite giudiziarie (IVG) autorizzato ad operare nel territorio del circondario nel quale è compreso il luogo in cui il debitore ha la residenza, il domicilio, la dimora o la sede.

Il debitore è automaticamente considerato custode del proprio mezzo, senza diritto a compenso, fino al momento della consegna dei beni all’IVG, che ne assume a sua volta la custodia. Dunque, è responsabile per ogni eventuale danno, furto, smarrimento o distruzione del veicolo pignorato.

Decorsi i suddetti 10 giorni contenuto nell’intimazione, se il debitore non ha consegnato i beni all’istituto vendite giudiziarie, la polizia potrebbe bloccare l’auto pignorata che, nonostante ciò, sia trovata ancora in circolazione sulle strade. A tal fine gli agenti:

– procedono al ritiro della carta di circolazione nonché, ove possibile, dei titoli e dei documenti relativi alla proprietà e all’uso dei beni pignorati;

consegnano il bene pignorato all’istituto vendite giudiziarie (IVG) autorizzato ad operare nel territorio del circondario nel quale è compreso il luogo in cui il bene pignorato è stato rinvenuto.

L’IGV assume la custodia del bene pignorato e ne dà immediata comunicazione al creditore pignorante a mezzo PEC, ove possibile.

A questo punto, dopo la notifica del pignoramento, l’ufficiale giudiziario consegna senza ritardo al creditore l’atto di pignoramento perché proceda alla trascrizione nei pubblici registri.

Entro 30 giorni dalla comunicazione ricevuta mezzo PEC, il creditore deve depositare nella cancelleria del tribunale competente per l’esecuzione:

– la nota di iscrizione a ruolo;

– le copie conformi del titolo esecutivo, del precetto, dell’atto di pignoramento e della nota di trascrizione. La conformità delle copie è attestata dall’avvocato del creditore.

Il mancato rispetto del termine fa perdere efficacia al pignoramento.

A partire dal 21 agosto 2015 (salvo il caso in cui la vendita sia già stata disposta), il pignoramento di veicoli e rimorchi si può eseguire anche con le norme generali sul pignoramento mobiliare [2].

L’intimazione al debitore a consegnare entro 10 giorni i beni pignorati, nonché i titoli e i documenti relativi alla proprietà e all’uso dei medesimi, all’IVG deve contenere l’indicazione, in mancanza di residenza, dimora, domicilio o sede del debitore, di consegnare all’IVG più vicino.

Il creditore può diventare proprietario dell’auto pignorata

Il codice di procedura civile prevede un particolare meccanismo chiamato “assegnazione diretta del bene”: in pratica, il creditore, anziché mettere l’asta il bene pignorato (in questo caso l’automobile), potrebbe chiedere al giudice di divenirne proprietario (se il bene pignorato vale più del credito per il quale si agisce, il creditore dovrà versare al debitore la differenza).

In questo caso, l’istanza di assegnazione o vendita deve essere depositata entro 45 giorni dal deposito de parte del creditore della nota d’iscrizione a ruolo oppure delle copie conformi degli atti [3].

note

[1] Art. 521 bis cod. proc. civ. modif. dall’art. 13 c. 1 lett. d-bis DL 83/2015 conv. in L. 132/2015.

[2] Ai sensi dell’art. 518 cod. proc. civ.

[3] Ai sensi dell’art. 159 ter disp.att. cod. proc. civ. introd. dall’art. 14 c. 1 lett. a n. 2 DL 83/2015 conv. in L. 132/2015.

Autore immagine: 123rf com


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