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Esame avvocato: il voto a numero non basta per la bocciatura

10 settembre 2015


Esame avvocato: il voto a numero non basta per la bocciatura

> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 settembre 2015



Il compito deve essere motivato: diversamente si va contro la legge sulla trasparenza amministrativa e i principi dell’UE di trasparenza e imparzialità.

Maggiore trasparenza sulla valutazione dei compiti agli esami di abilitazione per la professione di avvocato: non è ancora efficace la norma dell’ultima riforma forense che impone il nuovo metodo di correzione degli elaborati non solo tramite voto numerico, ma anche attraverso osservazioni positive o negative nei vari punti dello scritto (l’applicazione è stata differita e, attualmente, siamo ancora nella fase transitoria), tuttavia, secondo il Tar Lazio [1], il fatto che sia stata introdotta tale previsione induce a pensare che il legislatore pretenda la massima chiarezza nel giudizio da parte della commissione esaminatrice. Dunque, la novità legislativa può essere ben adottata anche subito, nonostante non ancora in vigore.

Risultato: il candidato che si chiede il perché sia stato bocciato se il suo compito – simile a tanti altri – è arrivato alla corretta soluzione del caso e non vi sono particolari segni grafici che facciano comprendere le ragioni della valutazione negativa, può pretendere una nuova correzione del suo elaborato non ammesso alla fase orale.

Già con una sentenza del luglio scorso [2] lo stesso Tar Lazio aveva fornito la medesima interpretazione. Anche in quella sede, i giudici amministrativi avevano ritenuto insufficiente il voto numerico allo. E ciò perché si configura un vuoto di motivazione che integra una violazione dei principi di imparzialità della pubblica amministrazione: non possono dunque dirsi soddisfatti i requisiti posti dalla legge sulla trasparenza nell’attività degli enti [3].

Il fatto che, al momento, sia efficace la norma transitoria della riforma forense che si accontenta del voto numerico non implica, tuttavia, che la disposizione futura non possa fungere quantomeno da criterio interpretativo della volontà del legislatore. E quindi è giusto sin da ora tenerne conto per garantire maggiore imparzialità e trasparenza. Il che, del resto, era stato suggerito, tempo fa, anche da una ordinanza del Consiglio di Stato [4].

Ci sono poi i principi dell’UE di cui tenere conto: il trattato di funzionamento dell’Unione europea impone infatti il principio della motivazione degli atti.

Insomma, da oggi il voto numerico potrebbe non risultare più sufficiente per bocciare gli scritti del candidato all’esame di avvocato.

note

[1] Tar Lazio sent. n. 9418/15.

[2] Tar Lazio sent. n. 9368/15.

[3] L. n. 241/90.

[4] Cons. St. Adunanza Plenaria, ord. n. 16/2015.

Autore immagine: 123rf com

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