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Lo sai che? Chi dona la casa ma ha debiti col fisco commette reato

Lo sai che? Pubblicato il 10 settembre 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 10 settembre 2015

Scatta la sottrazione fraudolenta alle imposte in caso di donazione dell’immobile a un parente per chi ha evaso le tasse.

 

Al di là che una donazione fatta in presenza di debiti (di qualsiasi tipo) può essere sempre revocata entro cinque anni, e che ora, se il creditore trascrive il pignoramento anche dopo la stessa donazione (purché entro 1 anno) non ha bisogno neanche più della revocazione; tuttavia, se il creditore è lo Stato e, in particolare, il fisco (Agenzia delle Entrate o Equitalia), scatta anche il reato di sottrazione fraudolenza al pagamento delle imposte. Insomma, la donazione dell’immobile fatta a un parente per chi non ha pagato le tasse è quanto di più pericoloso possa esistere per il contribuente moroso: non solo, infatti, questi perderà l’immobile (che verrà sequestrato senza bisogno di revocatorie o di cause di alcun tipo), ma subirà un doppio processo penale (quello per evasione e quello per aver tentato di fare il furbetto).

La punizione penale non viene meno neanche se il debitore ha altri beni ugualmente appetibili per l’erario e se quest’ultimo non è ancora decaduto dai termini per esercitare la revocatoria.

A chiarire questo rigoroso principio è stata ieri la Cassazione [1]. La Corte ha confermato il sequestro su un immobile donato alla figlia da un uomo oggetto di un procedimento per evasione fiscale.

Nella sentenza in commento si chiarisce che la donazione è un atto che sottrae la garanzia patrimoniale ai creditori, in questo caso il fisco. Si tratta infatti di un tipico atto di disposizione patrimoniale suscettibile di recare pregiudizio alle ragioni dei creditori, andando a incidere, riducendola, sulla garanzia patrimoniale del debitore, quando, invece, il codice civile [2] stabilisce che il debitore è responsabile dei debiti contratti con tutto il suo patrimonio, presente e futuro.

Certo, c’è sempre l’azione revocatoria che potrebbe compiere il creditore: ma si tratta di un giudizio oneroso, con un conto in termini di tempi, incertezza e denaro.

Per far scattare il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte [3] sono necessari due presupposti:

– il fine di sottrarsi al pagamento proprio debito tributario;

– una condotta fraudolenta atta a vanificare l’esito dell’esecuzione tributaria coattiva anche se ancora non iniziata e solo eventuale.

Fra l’altro, dice la Cassazione, affinché siano integrati gli elementi costitutivi della fattispecie incriminatrice basta unicamente che la condotta risulti idonea a rendere in tutto o in parte inefficace una procedura di riscossione coattiva da parte dello Stato. E di certo la donazione dell’immobile ha questa capacità.

note

[1] Cass. sent. n. 36378/15 del 9.09.2015.

[2] Art. 2740 cod. civ.

[3] D.Lgs. 10 marzo 2000, n. 74, art. 11.

Autore immagine: 123rf com


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1 Commento

  1. Va però chiarito all’interno dell’articolo in commento, se il reato di chi sottrae la garanza al fisco si verifica solo nell’ipotesi di evasione fiscale o anche nel mero caso di chi ha debiti con il fisco, pur non essendo evasore, sussistendo un’enorme differenza tra evasione fiscale e mancato pagamento delle tasse (dichiarate o accertate).

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