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Lo sai che? Scheda carburante: come farne a meno e detrarre l’IVA

Lo sai che? Pubblicato il 10 settembre 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 10 settembre 2015

Acquisti con carta di credito, detrazioni IVA, spese di carburante, benzina o diesel: gli acquisti con carta elettronica evitano la noiosa prassi della scheda carburante.

Hai fatto benzina e, poiché vai di fretta, non hai tempo per farti rilasciare la scheda carburante da consegnare al tuo commercialista e poter, così, risparmiare sulle tasse? Non c’è problema. È ormai in vigore un sistema che ti evita di dover necessariamente richiedere la compilazione delle noiose schede carburanti, senza rinunciare alla detrazione fiscale dell’IVA. Vediamo meglio come sia possibile tutto ciò.

La scheda carburante è la conseguenza del divieto di fatturazione previsto per le cessioni di carburante (benzina, gasolio, metano, Gpl, miscela di carburante e lubrificante, ecc.) effettuati dalle cosiddette “pompe di benzina” (impianti stradali di distribuzione).

Pertanto, chi acquista carburanti, se intende avvalersi del diritto alla detrazione dell’IVA – se oggettivamente detraibile – o se intende documentare la spesa ai fini delle imposte dirette, ha la facoltà, non l’obbligo, di emettere un documento, denominato scheda o carta carburante.

Chi utilizza un sistema di pagamento elettronico basato sull’estratto conto (come, per esempio, la carta di credito) può, tuttavia, fare a meno della tenuta della scheda carburante.

In alternativa, ci si potrebbe far rilasciare la fattura da parte del distributore a richiesta del cliente espressa non oltre il momento di effettuazione dell’operazione.

Acquisti effettuati esclusivamente con carte elettroniche

L’acquisto di carburante effettuato con carte di credito, carte di debito o carte prepagate emesse da banche, finanziarie, Poste Italiane intestate al soggetto IVA acquirente viene certificato dall’estratto conto rilasciato dall’emittente della carta, che deve contenere tutti gli elementi necessari per l’individuazione dell’acquisto, cioè: data, distributore e corrispettivo.

Tale sistema può essere applicato a tutti gli eventuali veicoli utilizzati nello svolgimento dell’attività e non solo a uno (ad esempio, quello le cui quote di ammortamento per l’acquisto vengono dedotte fiscalmente).

La carta di credito/debito sostituisce la scheda carburante anche se è utilizzata per l’acquisto non solo di carburante, ma anche di altri beni o servizi di diverso genere e anche se è utilizzata per l’acquisto di beni/servizi non relativi all’attività d’impresa o artistica o professionale (imprese individuali, artisti e professionisti che non utilizzano conti dedicati all’attività svolta).

Se invece l’acquisto di carburante è effettuato anche con altri mezzi di pagamento (es. contanti, assegni ecc.), l’obbligo di emissione della scheda carburante permane ugualmente.

Tuttavia, il contribuente può decidere nel corso dell’anno, verosimilmente in coincidenza con la conclusione delle operazioni di liquidazione (mensile o trimestrale), di passare dalla scheda carburante all’utilizzo esclusivo delle carte sopra indicate purché, a partire da tale momento, gli acquisti di carburante vengano certificati esclusivamente con le carte predette [1].

Che succede se consumi qualcosa al bar o compri altri beni

Mettiamo caso che, oltre alla benzina, acquisti altri prodotti presso il relativo distributore: tipico il caffè al bar con la colazione, il giornale, un cd di musica, un pezzo di ricambio, l’olio, ecc. In tali casi, cioè di acquisto contestuale di carburante e di altri beni/servizi, è necessario che l’acquisto di carburante avvenga mediante una transazione distinta, al fine di consentirne la separata individuazione.

note

[1] Circ. AE 15 febbraio 2013 n. 1/E.

Autore immagine: 123rf com


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1 Commento

  1. Mi domando come si potrà riconoscere un costo inerente da uno che non lo è. Esempio: se con la carta elettronica faccio il pieno alla mia autovettura e non al veicolo aziendale, che controllo c’è? Almeno con la scheda carburante, un minimo di controllo c’è, anche se poi si sa come si accordano cliente e distributore… Sulla materia ci sono infatti molte norme antielusive, come chilometraggio, targa o matricola del veicolo, firma del distrubutore sul timbro.

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