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Se il genitore separato si trasferisce col figlio minore: conseguenze

10 Settembre 2015 | Autore:
Se il genitore separato si trasferisce col figlio minore: conseguenze

La nuova dimora abituale del minore, quale conseguenza della scelta unilaterale di trasferimento da parte del genitore, va contestata senza indugio dall’altro genitore al fine di evitare il consolidarsi di tale situazione di fatto e il conseguente venir meno della competenza territoriale del Tribunale del luogo di originario domicilio del minore.

In una decisone del Tribunale di Milano [1] del mese di giugno di quest’anno si è stabilito – in linea con i princìpi tracciati dalla Cassazione [2] – che la residenza abituale del minore si determina considerando una serie di elementi oggettivi, che sono la frequenza scolastica, la casa familiare e il luogo di prevalente dimora. Di conseguenza, nonostante il trasferimento unilaterale, deciso cioè solo da uno dei genitori, sia un atto illecito, dovendo essere deciso “di comune accordo” il luogo di residenza abituale dei figli minori [3], l’eventuale inerzia del genitore che indugi a far valere l’illecito, favorisce il consolidarsi di dette situazioni di fatto, le quali, per il principio di certezza nei rapporti giuridici, diverranno decisive.

Nel caso di specie il trasferimento, non contestato dall’altro genitore, durava da ormai 12 mesi. Dunque si era ormai consolidato l’ambiente quotidiano di vita del minore.

Oltre alla univoca giurisprudenza sul punto, tale principio viene accolto, nei casi di controversie genitoriali transfrontaliere, dal regolamento CE sulla giurisdizione in materia di responsabilità genitoriale [4]: la competenza dello Stato di precedente residenza del minore permane finché egli non abbia acquisito la nuova residenza abituale in un altro Stato membro dell’Unione Europea: per l’abitualità della residenza viene considerata, in caso di trasferimento lecito (cioè senza il consenso dell’altro genitore), la durata di tre mesi, e in caso di trasferimento illecito, la durata di un anno.


note

[1] Decreto Sez. IX T. Milanop del 5 gougno 2015, pres. est. Gloria Servetti.

[2] Cass. Civ. S.U. sent. n. 11915/2014; Cass. sent. n. 18541/2014.

[3] Art. 337-ter “Provvedimenti riguardo ai figli” comma 3 cod. civ.

[4] Regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio, del 27 novembre 2003, relativo alla competenza, al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale, che abroga il regolamento (CE) n. 1347/2000.

Autore immagine: 123rf com


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