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Le Guide Dichiarazione di successione, chi, come e quali documenti

Le Guide Pubblicato il 10 settembre 2015

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Eredità: come si presenta la dichiarazione di successione, l’esonero, il termine di presentazione, imposte.

Chi deve fare la dichiarazione di successione? E quali sono i documenti da presentare? Esistono delle esenzioni? Le problematiche connesse alle successioni sono spesso complicate e vengono destinate ai tecnici: commercialisti e avvocati sono i professionisti che, di solito, vengono delegati alla presentazione della dichiarazione di successione. Di tanto cercheremo di fornire le principali indicazioni nel seguente articolo. Ma prima di spiegare come si fa la dichiarazione di successione, cerchiamo di comprendere cosa si intende con il termine «successione».

Con il termine successione si designa il fenomeno per cui un soggetto subentra ad un altro nella titolarità di uno o più diritti o rapporti giuridici. I rapporti giuridici che facevano capo al defunto dovranno essere imputati ai suoi parenti più stretti o, meglio, ai membri della sua famiglia, rispettando il senso comune che vede l’affetto familiare rivolto principalmente al coniuge a ai figli. Questi soggetti saranno, se vorranno, gli eredi del defunto; saranno quindi loro i titolari delle di lui posizioni giuridiche, sia attive che passive.

In merito alle posizioni giuridiche trasferite ad altri soggetti si profilano due tipologie di successioni:

  • la successione a titolo universale, che si verifica quando una persona acquista tutti i diritti ed obblighi del defunto o subentra in una quota degli stessi. Vi sarà quindi un erede.
  • • la successione a titolo particolare, che si verifica quando una persona acquista solo uno o più diritti o obblighi determinati. Vi sarà quindi un legatario istituito in un testamento.

Mentre nel caso del legato la chiamata concerne esclusivamente rapporti determinati, cui speci- ficamente si riferisce la vocazione, nel caso di chiamata a titolo universale la vocazione comprende complessivamente la situazione patrimoniale del defunto, ponendo il beneficiario nella condizione di poter subentrare in tutti i rapporti trasmissibili.

Chi deve presentare la dichiarazione di successione?

La dichiarazione di successione deve essere presentata da:

  • – il chiamato all’eredità (che non abbia rinunciato);
  • – il legatario;
  • – l’amministratore dell’eredità;
  • – il curatore dell’eredità giacente;
  • – l’esecutore testamentario;
  • – in caso di assenza, il soggetto immesso nel possesso temporaneo dei beni.

In caso di più soggetti obbligati, è sufficiente (e consigliabile) che solo uno di essi presenti la dichiarazione.

Chi non deve presentare la dichiarazione di successione?

Solo per il coniuge e/o figli e/o genitori e/o altri parenti in linea retta del soggetto defunto scatta l’esonero se l’eredità ha valore non superiore a € 100.000 e non comprende beni immobili o diritti reali immobiliari, gli eredi non hanno obbligo di presentare la dichiarazione.

Qualora dovessero sopraggiungere ulteriori beni nell’eredità che ne facciano aumentare il valore oltre il limite, gli eredi devono presentare la dichiarazione.

Entro quale termine va depositata la dichiarazione di successione?

Entro 12 mesi dalla data della morte (apertura della successione).

Sono previste tuttavia le seguenti eccezioni:

  • – quando gli eredi e/o i legatari cambiano dopo l’apertura della successione (ad esempio per una successiva scoperta di un testamento): il termine dei 12 mesi inizia a decorrere dalla data in cui si verifica l’evento che determina la variazione;
  • – quando l’erede accetta l’eredità con beneficio d’inventario (entro il termine di 12 mesi dall’apertura): il termine dei 12 mesi inizia a decorrere dalla scadenza del termine stabilito per la formazione dell’inventario (o dalla sua chiusura); se però l’erede è minorenne, il termine decorre dal raggiungimento della maggiore età.

Come deve comportarsi chi rinuncia all’eredità?

Il chiamato all’eredità o il legatario che rinuncia all’eredità o al legato prima della scadenza del termine per la dichiarazione o chiede la nomina di un curatore dell’eredità giacente, non è obbligato a presentare la dichiarazione ma ne deve dare comunicazione all’AE competente a mezzo posta raccomandata allegando copia autentica della dichiarazione di rinuncia o dell’istanza di nomina del curatore (in questo caso autenticata dal cancelliere del tribunale).

La dichiarazione di rinuncia deve essere resa ad un notaio o al cancelliere del tribunale nel cui circondario si è aperta la successione ed è soggetta a registrazione in termine fisso con applicazione dell’imposta fissa di registro di € 200.

Quali effetti scaturiscono dalla dichiarazione di successione?

Prima si fa la dichiarazione e meglio è. Infatti, se la dichiarazione non è stata ancora eseguita:

  • – i debitori del defunto (si pensi alla banca presso cui il defunto aveva un conto corrente) e i detentori di beni che gli appartenevano non possono pagare le somme dovute o consegnare i beni detenuti agli eredi, ai legatari e ai loro aventi causa. Così, per esempio, la Posta non potrà restituire i libretti postali agli eredi, gli intermediari finanziari non potranno consegnare i titoli e le obbligazioni, la banca non potrà versare sul conto degli eredi medesimi il saldo residuo sul conto del defunto, ecc.;
  • – gli impiegati dello Stato e degli enti pubblici territoriali e i pubblici ufficiali (esclusi giudici e arbitri), non possono eseguire atti del loro ufficio relativi a trasferimenti per causa di morte.

Questi divieti si applicano anche se è spirato il termine per l’accertamento dell’omessa dichiarazione.

Quanto al TFR del defunto, il datore di lavoro deve versarlo agli eredi del lavoratore deceduto in attività di servizio, senza poter richiedere prova della dichiarazione; la deve invece richiedere se il lavoratore è deceduto dopo la cessazione del rapporto di lavoro ma prima del pagamento [1].

Se non c’è obbligo di dichiarazione, per ottenere il pagamento o la restituzione dei beni, eredi e legatari devono rilasciare apposita dichiarazione di insussistenza dell’obbligo; chi la riceve deve inviarla all’AE entro 15 giorni.

Quali sono i dati necessari per la compilazione della dichiarazione?

Ecco i dati che andranno indicati nella dichiarazione e di cui l’erede deve essere al corrente:

  • – generalità, ultima residenza e codice fiscale del defunto;
  • – data di apertura della successione e generalità, residenza e codice fiscale dei chiamati all’eredità, dei legatari ed il loro grado di parentela o affinità col defunto (albero genealogico), nonché eventuali accettazioni o rinunzie;
  • – descrizione analitica dei beni e diritti che si considerano compresi nell’asse ereditario, con l’indicazione dei rispettivi valori;
  • – passività e gli oneri deducibili ed i relativi mezzi di prova prodotti a giustificazione delle singole passività;
  • – crediti contestati giudizialmente, con l’indicazione delle notizie loro relative, nonché i crediti verso lo Stato e gli enti pubblici;
  • – estremi degli atti di donazione, comprese quelle presunte, posti in essere dal defunto nei confronti degli eredi e legatari, con l’indicazione dei relativi valori alla data di apertura della successione;
  • – valore globale netto dell’asse ereditario;
  • – riduzioni e detrazioni spettanti (con i relativi documenti probatori);
  • – estremi del versamento delle imposte ipocatastali autoliquidate da chi presenta la dichiarazione;
  • – estremi degli atti di alienazione a titolo oneroso effettuati negli ultimi 6 mesi di vita dal defunto, con indicazione dei relativi corrispettivi e modi del reimpiego o del consumo delle somme realizzate a seguito di alienazione di beni o di accensione di passività poste in essere nello stesso periodo.

Quali sono i documenti da allegare alla dichiarazione di successione?

Alla dichiarazione vanno allegati i seguenti documenti:

  • – dichiarazione sostitutiva del certificato di morte in esenzione da bollo; in caso di assenza o morte presunta, copia autentica della sentenza;
  • – dichiarazione sostitutiva dello stato di famiglia, in esenzione da bollo, del defunto, degli eredi, e dei legatari, in rapporto di parentela o affinità con il defunto, oppure i documenti di prova della parentela naturale;
  • – copia dell’eventuale testamento o altro atto di ultima volontà che regola la successione con dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà attestante che la stessa costituisce copia dell’originale;
  • – copia dell’eventuale accordo per l’integrazione, in caso di lesione, dei diritti di legittima con dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà attestante che la stessa costituisce copia dell’originale;
  • – copia ultimo bilancio o inventario dell’azienda in successione (anche tramite successione di quote o azioni) con dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà attestante che la stessa costituisce copia dell’originale;
  • – copia pubblicazioni o prospetti redatti a norma di legge o regolamento da cui risulti il valore dei titoli o delle quote di partecipazione a fondi comuni di investimento cadute in successione;
  • – copia dell’eventuale verbale di inventario dell’eredità (eventualmente fatto redigere per evitare la presunzione di appartenenza all’asse ereditario di denaro, gioielli e mobilia) con dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà attestante che la stessa costituisce copia dell’originale;
  • – certificato dei pubblici registri recante l’indicazione degli elementi di individuazione di navi e aeromobili;
  • – copia di documenti di prova delle passività, degli oneri nonché delle riduzioni e detrazioni con dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà attestante che la stessa costituisce copia dell’originale; questi documenti devono essere integrati su richiesta dell’ufficio;
  • – eventuali certificati di sussistenza di credito;
  • – prospetto di autoliquidazione delle imposte ipocatastali, di bollo e delle tasse ipotecarie e quietanza di versamento; eventuale modello richiesta agevolazione “prima casa”;
  • – ogni eventuale altra documentazione relativa a bilanci od inventari, crediti inesigibili, registrazione di navi od aerei posseduti, fallimenti, spese mediche, imposte pagate all’estero.

Come si presenta la dichiarazione di successione?

La dichiarazione di successione va presentata in uno dei seguenti modi:

  • – consegnandola direttamente all’Ufficio competente, il quale ne rilascia ricevuta, oppure
  • – spedendola per raccomandata; in questo caso, si considera presentata nel giorno di consegna all’Ufficio postale.

A chi bisogna presentare la dichiarazione di successione?

La dichiarazione va presentata alla Direzione provinciale dell’Agenzia delle Entrate nella cui circoscrizione era residente il defunto al momento del decesso.

Bisogna pagare anche le tasse?

Certamente. Chi presenta la dichiarazione deve autoliquidare (eventualmente per il tramite del proprio commercialista o di altro professionista) e versare con il mod. F23, in caso di immobili, le imposte ipotecatastali, quella di bollo e le tasse ipotecarie prima di presentare la dichiarazione.

Una volta pagate le tasse, il relativo prospetto con la ricevuta va allegato alla dichiarazione.

note

[1] Ris. AE 6 febbraio 2009 n. 36/E.

Autore immagine: 123rf com


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