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Paletti sul marciapiede anti parcheggio abusivo: come chiederli al Comune

10 settembre 2015


Paletti sul marciapiede anti parcheggio abusivo: come chiederli al Comune

> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 settembre 2015



Dissuasori di sosta: presentata l’istanza per l’installazione di paletti o di un divieto di sosta, il Comune ha l’obbligo di rispondere entro 30 giorni.

Ritorniamo a parlare dei paletti anti-parcheggio selvaggio (dal codice stradale chiamati “dissuasori di sosta”), volti a preservare gli spazi condominiali e l’uso del marciapiede antistante l’edificio da parte dei proprietari dell’immobile. La giurisprudenza ha ormai chiarito che si tratta di opere – quando ancorate al suolo in modo stabile – che non possono essere installate autonomamente, neanche se lo spazio è di proprietà condominiale (tipico l’esempio dei paletti in ferro a delimitazione del cortile), ma è sempre necessario presentare la Scia (leggi “Paletti sul marciapiede: necessaria la Scia”). Ciò perché, come chiarito dal Consiglio di Stato, si tratta di accessori all’edificio e non di opere edili rientranti tra le attività libere (non rientra né tra le finiture di spazi esterni, né costituisce elemento di arredo di area pertinenziale di edificio). È necessario dunque presentare la segnalazione certificata di inizio attività (la cosiddetta Scia) tutte le volte in cui la recinzione sia fissa al suolo in modo non facilmente rimuovibile. Tali opere, infatti, incidono in modo permanente sul territorio.

Se gli interessati presentano l’istanza per l’installazione di paletti o di un divieto di sosta, il Comune ha l’obbligo di rispondere entro un mese. Se l’amministrazione locale non provvede in tempo, può essere condannata dal giudice e l’esecuzione viene effettuata “forzatamente” attraverso un commissario indicato dal Prefetto. È quanto chiarito da una recente sentenza del Tar Campania [1]. Nel caso di specie, la lite era scoppiata perché un condomino, che doveva essere ricoverato d’urgenza in ospedale per una colica renale, non era riuscito a uscire dal parcheggio in quanto bloccato da un’altra auto che aveva chiuso il passaggio.

In casi simili, il Comune non può rimanere inerte: ha un preciso obbligo di vigilanza sulle strade e sulle relative pertinenze in quanto proprietaria delle infrastrutture, ne deve garantire la destinazione pubblica e il pacifico utilizzo da parte degli utenti.

Del resto è lo stesso codice della strada [2] che impone all’amministrazione comunale l’obbligo di apporre la segnaletica, coi relativi divieti, sulle strade private aperte all’uso pubblico. Stesso discorso vale per i paletti dissuasori autorizzati dal ministero dei Trasporti da utilizzare come impedimento materiale alla sosta abusiva. Il codice della strada stabilisce che dissuasori di sosta sono dispositivi stradali atti ad impedire la sosta di veicoli in aree o zone determinate. Essi possono essere utilizzati per costituire un impedimento materiale alla sosta abusiva.

Essi devono armonizzarsi con gli arredi stradali e assolvere anche a funzioni accessorie quali la delimitazione di zone pedonali, aree di parcheggio riservate, zone verdi, aiuole e spazi riservati per altri usi.

I dissuasori hanno forme e tipologie differenti: spetta all’ente proprietario della strada individuare quelle più rispondenti alle singole esigenze, alle tradizioni locali e all’ambiente urbano.

Come sono fatti i dissuasori di sosta?

I dissuasori assumono forma di pali, paletti, colonne a blocchi, cordolature, cordoni ed anche cassonetti e fioriere ancorché integrati con altri sistemi di arredo. I dissuasori devono esercitare un’azione di reale impedimento al transito sia come altezza sul piano viabile sia come spaziamento tra un elemento e l’altro, se trattasi di componenti singoli disposti lungo un perimetro.

I dissuasori possono essere di qualunque materiale: calcestruzzo, ferro, ghisa, alluminio, legno o plastica a fiamma autoestinguente. Devono essere visibili e non devono, per forma od altre caratteristiche, creare pericolo ai pedoni e, in particolare, ai bambini.

In ogni caso, il Comune deve dotarsi unicamente di quei dissuasori di sosta autorizzati dal Ministero dei lavori pubblici – Ispettorato generale per la circolazione e la sicurezza stradale e posti in opera previa ordinanza dell’ente proprietario della strada.

note

[1] Tar Campania, sent. n. 4280/15 del 2.09.2015.

[2] Art. 37 cod. str.


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1 Commento

  1. io ho un garage e sono sempre obbligato a fa re molte manovre per uscire . perche di fronte ci sono sempre delle auto parcheggiate . cosa posso fare?

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