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Le Guide Causa contro Equitalia per omessa notifica della cartella esattoriale

Le Guide Pubblicato il 10 settembre 2015

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> Le Guide Pubblicato il 10 settembre 2015

La prova che deve fornire Equitalia per sostenere l’avvenuta consegna, al contribuente, della cartella esattoriale non si esaurisce nella semplice esibizione delle copie conformi della relata di notifica o della raccomandata a.r.

Mettiamo che domani, nel recarti allo sportello di Equitalia e nel richiedere l’estratto di ruolo relativo alla tua posizione, vengano fuori una serie di cartelle esattoriali che, invece, non ricordi di aver mai ricevuto. Potresti presentare una istanza per chiedere la sospensione della cartella e il successivo annullamento [1], ma non poche volte gli impiegati dello sportello si rifiutano di prendere in consegna le istanze del cittadino (peraltro scaricabili dal sito di Equitalia stessa), quasi fossero bombe ad orologeria.

Si resta costretti, così, a malincuore, a intraprendere una causa chiedendo l’assistenza di un avvocato (o, se il giudizio va presentato in Commissione Tributaria, anche di un commercialista o ragioniere).

È anche vero, però, che prima di iniziare il contenzioso potrebbe essere prudente presentare un’istanza di accesso agli atti presso Equitalia e chiedere di visionare le prove dell’avvenuta notifica. Equitalia è tenuta a rispondere entro 30 giorni e ad esibire gli originali della relata di notifica o dell’avviso di ricevimento della raccomandata, tanto una copia della cartella a suo tempo consegnata al contribuente.

Se però tale prova non viene fornita, allora le scelte da prendere sono due:

– si evita la causa, lasciando ad Equitalia la successiva mossa (eventualmente un preavviso di fermo o di ipoteca, o un atto di pignoramento) e, in quel caso, opporsi contro di esso;

– si intraprende un giudizio di “accertamento negativo del credito”, sostenendo che la notifica è inesistente (mai avvenuta) e che il contribuente non ha avuto la possibilità di opporsi alla cartella e contestarne il contenuto e la pretesa. In quest’ultimo caso, però, i rischi sono due:

a- il giudice potrebbe aderire a quella linea di pensiero (sebbene minoritaria) secondo cui l’estratto di ruolo non è impugnabile e, quindi, non è possibile presentare ricorso contro di esso. Il contribuente potrebbe impugnare solo la cartella esattoriale o il successivo atto di riscossione o la garanzia (preavviso di fermo o ipoteca) [2];

b- il giudice potrebbe ritenere – come da orientamento consolidato – che l’opposizione al vizio della notifica sani il vizio stesso (avendo la notifica raggiunto, comunque, il proprio scopo): un discorso, comunque, che non dovrebbe valere quando il vizio contestato (come in questo caso) è l’inesistenza.

In ogni caso, se – una volta intrapresa la causa, ed avendo il contribuente sollevato l’eccezione di difetto di notifica – Equitalia dovesse presentare documentazione a prova dell’avvenuta notifica, non sarebbe sufficiente, a dimostrazione di ciò, l’esibizione della sola copia autentica della relata di notifica o della cartolina di avvenuta consegna della raccomandata a.r.

Infatti, come ha chiarito spesso la giurisprudenza e, da ultimo, la CTP di Lecce [3], è necessario che Equitalia depositi anche gli originali della cartella di pagamento.

È dunque inesistente la notifica di un atto quando non è possibile comprendere il collegamento tra la relata e l’atto stesso notificato.

Del resto la Cassazione a Sezioni Unite ha stabilito che “la mancanza della notifica di un atto presupposto costituisce un vizio procedurale che comporta la nullità dell’atto consequenziale notificato, dato che la correttezza del procedimento è assicurata mediante il rispetto di una sequenza di determinati atti, con le relative notificazioni, allo scopo di garantire l’esercizio del diritto di difesa del contribuente.

C’è un altro punto su cui battere: se anche vengono depositate le copie autenticate di tali documenti, esse avrebbero la validità di una normalissima fotocopia. E questo perché, secondo la giurisprudenza consolidata, i funzionari di Equitalia non sono pubblici ufficiali e quindi non possono autenticare le copie degli atti che hanno in archivio. Quindi, o Equitalia produce in esibizione gli originali, oppure basta una semplice contestazione della controparte a far perdere loro ogni efficacia.

In ultimo, per prudenza, nel momento in cui interviene un giudizio di tale tipo, è sempre meglio contestare anche l’avvenuta prescrizione e/o decadenza della pretesa esattoriale (leggi le nostre guide sui Termini di prescrizione delle tasse e su Come contestare la notifica della cartella).

note

[1] Per come consentito dalla legge di stabilità per il 2013: art. 1, commi da 537 a 543, della legge 228/2012. – leggi di più su https://www.laleggepertutti.it/93369_cartelle-equitalia-prescritte-che-fare

[2] CTP Lecce, sent. n. 2809/15.

[3] Così CTR Torino, sent. n. 755/15 del 22.07.2015.

Autore immagine: 123rf com


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