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Mantenimento: quali le spese straordinarie e le ordinarie. Esempi

11 settembre 2015


Mantenimento: quali le spese straordinarie e le ordinarie. Esempi

> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 settembre 2015



Ecco l’elenco di tutte le spese che rientrano nel mensile assegno di mantenimento e quelle che invece vanno pagate a parte all’ex coniuge collocatario del figlio.

Assegno all’ex moglie per il mantenimento dei figli: cosa si considera una spesa “ordinaria” e cosa una “straordinaria”? La differenza non è di poco conto, perché, nel primo caso, tutti gli eventuali oneri sostenuti dal coniuge presso cui è collocato il minore si considerano già ricompresi nell’assegno mensile da questi già percepito mensilmente; pertanto non è dovuta alcuna integrazione o rimborso. Nel secondo caso, invece, scatta il diritto a ottenere il “supplemento”, di volta in volta al momento del sostenimento del pagamento, e nella misura percentuale determinata dal giudice della separazione/divorzio. Percentuale che, di norma, è fissata al 50%: così, chi effettua materialmente la spesa “straordinaria” (si pensi a un corso privato di ripetizioni scolastiche) dovrà innanzitutto concordare l’esborso con l’ex coniuge e, successivamente, chiedere a questi la sua parte (la metà o la diversa misura fissata appunto dal giudice).

Non raramente, la condizione apposta, dopo l’esatta quantificazione della misura dell’assegno di mantenimento mensile dovuto, è del seguente tenore: “ciascun coniuge è tenuto a contribuire nella misura del 50% alle spese straordinarie”. Il vantaggio è quello, di rendere il contributo più adattabile ai cambiamenti legati alle esigenze del minore, nonché di ripartire tra i genitori il rischio economico legato agli imprevisti.

Il punto problematico è che la legge non dice cosa si debba intendere con spesa ordinaria e straordinaria, pertanto la linea di definizione viene determinata dai giudici e con orientamenti non sempre univoci. Abbiamo fatto qualche esempio in “Spese di mantenimento del figlio” e “Spese straordinarie e ordinarie”.

Secondo la Corte di Appello di Roma, espressasi sul punto con una recente sentenza [1], per esempio, le spese relative al pagamento della retta dell’istituto scolastico privato frequentato dai figli non sono “ordinarie” e perciò non sono incluse nell’assegno di mantenimento. Si tratta di spese “straordinarie”, che per la loro rilevanza, imprevedibilità e imponderabilità esulano dall’ordinario regime di vita dei figli.

Come detto, non è sempre chiara la delimitazione di cosa possa essere in esse ricompreso tra le spese straordinarie. La giurisprudenza, nel tentativo di fissare delle regole, ha precisato che per spese straordinarie devono intendersi “quelle connotate dal requisito della imprevedibilità che non ne consente l’inserimento nell’assegno mensile, il quale copre le normali esigenze di vita quotidiana ma non gli esborsi (eventualmente anche periodici) dettati da esigenze specifiche non quantificabili ex ante proprio perché non rientranti nella consuetudine di vita avuto riguardo al livello sociale del nucleo familiare” [2].

Tali spese finiscono per ricomprendere tutte quelle non strettamente legate alla soddisfazione delle esigenze di vita quotidiana di una persona normale; vi rientrano pertanto, non solo le spese da sostenere una tantum, ma anche quelle che comunque attengono ad un lasso più o meno lungo ma determinato di tempo (spese periodiche); quelle che hanno una certa consistenza sul piano pecuniario (spese gravose); nonché quelle che mirano a realizzare interessi primari o comunque rilevanti della persona (spese necessarie o utili), fatta esclusione, quindi, di quelle meramente voluttuarie [3].

A titolo esemplificativo sono state considerate dalla giurisprudenza spese straordinarie: particolari spese sanitarie non coperte dal SSN, spese relative all’istruzione (tasse scolastiche, tasse universitarie, libri, corsi di specializzazione, lezioni di sostegno per carenze scolastiche); spese per la cultura e lo sport (abbonamento ad una rivista specialistica, corsi di lingue, corsi sportivi), spese per libri e strumenti di alto prezzo, o costi per viaggi all’estero, anch’essi per motivi di studio o di perfezionamento [4], costi di viaggio per gli studenti fuori sede, spese per l’acquisto di un personal computer [5], spese per cure odontoiatriche, o per l’acquisto di occhiali da vista, nonché quelle per un improvviso e necessario intervento chirurgico, o per medicinali necessari per fronteggiare situazioni che non rientrano nella normale gestione di vita quotidiana del figlio [6].

Ne restano escluse quelle considerate rientranti nel mantenimento ordinario nel cui ambito si elencano quelle alimentari, di igiene personale, vestiario, ricreative, nonché quelle per regali, spostamenti urbani e acquisto di libri [7].

Si ritiene altresì che la baby sitter sia da considerare una spesa ordinaria se è stata già programmata al momento della separazione, straordinaria se dovuta ad una necessità contingente quale la malattia del figlio.
Alcuni Tribunali italiani hanno stilato dei protocolli in cui vengono specificate quali siano le spese ordinarie e quelle straordinarie. Così il Tribunale di Verona o quello di Roma, quest’ultimo volto a offrire indicazioni precise circa il concetto di “spese straordinarie“. Nel provvedimento in particolare vengono dettagliatamente elencate le voci di spesa per i figli che vanno incluse nel contributo mensile e quelle da considerare straordinarie.

Tra le spese comprese nell’assegno di mantenimento (e quindi da considerarsi spese ordinarie) si elencano: vitto, abbigliamento, contributo per spese dell’abitazione, spese per tasse scolastiche (eccetto quelle universitarie) e materiale scolastico di cancelleria, mensa, medicinali da banco (comprensivi anche di antibiotici, antipiretici e comunque di medicinali necessari alla cura di patologie ordinarie e/o stagionali), spese di trasporto urbano (tessera autobus e metro), carburante, ricarica cellulare, uscite didattiche organizzate dalla scuola in ambito giornaliero; prescuola, doposcuola e baby sitter se già presenti nell’organizzazione familiare prima della separazione, trattamenti estetici (parrucchiere, estetista).

Le spese straordinarie poi sono suddivise in: spese straordinarie subordinate al consenso di entrambi i genitori e spese straordinarie obbligatorie (non subordinate al consenso di entrambi i genitori).

Tra le spese straordinarie per le quali è necessario il consenso si indicano:

spese scolastiche: iscrizioni e rette di scuole private, iscrizioni, rette e spese alloggiative ove fuori sede di università pubbliche o private, ripetizioni, viaggi di istruzione organizzati dalla scuola, prescuola, doposcuola e baby sitter se l’esigenza nasce con la separazione e per coprire l’orario di lavoro del genitore che li utilizza;

spese di natura ludica o parascolastica: corsi di lingua o attività artistiche, corsi di informatica, centri estivi, viaggi di istruzione, vacanze senza i genitori, acquisto e manutenzione straordinaria di mezzi di trasporto;

spese sportive: attività sportiva comprensiva dell’attrezzatura e di quanto necessario per l’attività agonistica;

spese medico sanitarie: spese per interventi chirurgici, spese odontoiatriche, oculistiche e sanitarie non effettuate tramite il SSN, spese di degenza per interventi presso strutture pubbliche o private convenzionate, esami diagnostici, analisi cliniche, visite specialistiche, cicli di psicoterapia e logopedia.

Tra le spese straordinarie obbligatorie che senza previo consenso al fine della ripartizione si indicano: libri di testo, spese sanitarie urgenti non coperte dal servizio sanitario nazionale, interventi chirurgici indifferibili, spese ortodontiche ed oculistiche, spese di bollo, di assicurazione e per il mezzo di trasporto.

note

[1] C. App. Roma sent. n. 1831 del 19.03.2015.

[2] Trib. Catania sent. del 4.12.2008.

[3] Trib. Lamezia Terme sent. del 04.05.2005.

[4] Cfr. Trib. Pisa, sent. del 20.02.2010, n. 19040/2003.

[5] Trib. Modena sent. n. 2051/2005, Trib. Lamezia Terme sent. del 10.05.2004.

[6] Cass. sent. n. 8995/1992.

[7] Trib. Catania sent. del 4.12.2008.

Autore immagine: 123rf  com

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2 Commenti

  1. Salve,
    sono tenuto a riconoscere al coniuge le spese straordinarie dal momento che gli riconosco l’ assegno mensile di mantenimento?

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