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Lo sai che? Caldaie e scaldabagni: regole di installazione dei nuovi impianti termici

Lo sai che? Pubblicato il 13 settembre 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 13 settembre 2015

Condominio: come installare negli edifici condominiali, nel rispetto delle norme di legge, scaldabagni e ogni altro impianto termico: vademecum per amministratori e comproprietari.

Sono sovente fonte di discussione le installazioni, in ambito condominiale, di nuovi impianti termici e, in particolare, di nuovi scaldabagni e/o di caldaie a gas.

Amministratori e condomini sono talora all’oscuro della regolamentazione, di recente introdotta, che richiede particolari cautele per poter installare per la prima volta o per sostituire impianti già esistenti. Ed allora occorre avere ben presenti le regole vigenti onde evitare che si possano addirittura gettar via ingenti quantità di danari spesi per installazioni che si rivelino, poi, non a norma.

Chiariamo anzitutto che la normativa oggi in vigore [1] stabilisce che tutti gli impianti termici (anche semplicemente quelli per produrre acqua calda) che siano stati installati a partire dal 31 di agosto del 2013 devono essere obbligatoriamente collegati a sistemi di evacuazione dei gas prodotti (canne fumarie ad esempio) che convoglino i residui della combustione necessariamente al di sopra del livello del tetto della costruzione.

Questa fondamentale regola, che impegna perciò anche il progettista dell’impianto a tenerne conto, può non essere applicata soltanto negli specifici casi anch’essi individuati dalla normativa vigente.

Le eccezioni alla regola dello sbocco dei fumi al di sopra del livello della sommità dell’edificio sono le seguenti:

– casi di riqualificazione energetica dell’impianto nel cui ambito si sostituiscano i generatori individuali di calore che siano stati installati prima del 31 agosto 2013 e che siano dotati di scarico a parete oppure di una canna collettiva;

– casi in cui la realizzazione dello scarico dei fumi al di sopra del tetto risulti non compatibile con eventuali norme (nazionali, regionali o locali) poste a tutela degli edifici sui quali l’intervento debba essere realizzato;

– casi in cui il progettista attesti essere tecnicamente impossibile la realizzazione dello scarico dei fumi al di sopra del livello del tetto della costruzione;

– casi in cui in edifici con più appartamenti vengano avviate ristrutturazioni di impianti termici già installati se essi, nella loro originaria conformazione, non siano dotati di canne fumarie, camini o sbocchi dei fumi di combustione al di sopra del tetto della costruzione e che possano essere adeguabili alla applicazione di apparecchi per la condensazione;

– casi in cui siano installati uno o anche più generatori ibridi (con almeno una caldaia a condensazione a gas ed una pompa di calore) che siano dotati di idonea certificazione.

Al di fuori, dunque, dei casi testé evidenziati, sarà obbligatorio progettare e, poi, installare impianti termici dotati di camini o altri sistemi di sbocco dei fumi fin sopra il livello del tetto dell’edificio condominiale.

Sarà perciò necessario che amministratori, condomini e progettisti siano al corrente delle regole e delle accennate eccezioni per evitare contestazioni successive all’installazione oltre che sanzioni da parte delle Autorità comunali preposte alla vigilanza.


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5 Commenti

  1. Perdonatemi, ma ritengo che gli scaldacqua a gas non rientrino nella succitata casistica in quanto espressamente esclusi dagli impianti termici.

    Riporto in stralcio la definizione (presente anche nell’allegato dell’ultima conversione in legge del DL 63/2013.

    «l-tricies) “impianto termico”: impianto tecnologico destinato ai servizi di climatizzazione invernale o estiva degli ambienti, con o senza produzione di acqua calda sanitaria, indipendentemente dal vettore energetico utilizzato, comprendente eventuali sistemi di produzione, distribuzione e utilizzazione del calore nonché gli organi di regolarizzazione e controllo. Sono compresi negli impianti termici gli impianti individuali di riscaldamento. Non sono considerati impianti termici apparecchi quali: stufe, caminetti, apparecchi di riscaldamento localizzato ad energia radiante; tali apparecchi, se fissi, sono tuttavia assimilati agli impianti termici quando la somma delle potenze nominali del focolare degli apparecchi al servizio della singola unità immobiliare è maggiore o uguale a 10 kW.
    Non sono considerati impianti termici i sistemi dedicati esclusivamente alla produzione di acqua calda sanitaria al servizio di singole unità immobiliari ad uso residenziale ed assimilate»;

    Quindi gli scaldaacqua non sono considerati impianti termici, ergo possono scaricare a parete, salvo sempre restrizioni/veti dettati da regolamenti locali

    Mi sfugge qualcosa?
    Grazie
    Ing, B. Bua

  2. Sono concorde con lei ing. Bua, ma qualora lo scaldacqua a gas sia posto su un balcone che è diviso da una inferriata, quindi comune e vi si trovi al centro tra la mia porta finestra e quella del vicino le posso assicurare che ogni qualvolta esso entri in funzione la mia cucina si riempie di gas.
    Questo scaldacqua non ha alcuna camera fumaria, e il vicino lo addirittura coperto con una griglia di legno.
    Grazie

  3. Buongiorno, vorrei posizionare un nuovo scaldabagno a metano all’esterno (sul balcone). Io abito al 2° piano e sopra di me ci sono altri condomini. E’ presente una canna fumaria esterna per scaldabagni turbo. Sono costretto a collegarmi alla canna fumaria o per legge posso mettere più semplicemente uno scaldabagno con scarico frontale ?
    in attesa di un cortese riscontro
    cordiali saluti
    Manuel

  4. Buon giorno il mio vicino del piano di sotto ha istallato una scadacqua a gas e ha messo a parete lo scarico in facciata sotto la mia finestra a distanza di un metro dove fra l’altro io tendo i panni!!
    Lui mi dice che è in regola che ha bassi emissioni! !
    Io sostengo di no perché ho i fili per i panni ed è vicino ad una finestra !!
    Voi cosa ne pensate!!
    L’impianto l’ha fatto quest’ anno!!
    ciao

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